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Art. 762 codice civile: Omissione di beni ereditari

L’omissione (1) di uno o più beni dell’eredità non dà luogo a nullità della divisione, ma soltanto a un supplemento della divisione stessa.


Commento

Nullità: causa di invalidità [v. 1418] che rende il negozio improduttivo di effetti e non suscettibile di essere convalidato [v. 1423].

 

(1) Si ritiene del tutto indifferente la causa dell’omissione, sicché essa può dipendere anche da un’esclusione maliziosa.

 


Giurisprudenza annotata

Divisione

Nel giudizio di divisione il criterio dell'estrazione a sorte, previsto dall'art. 729 c.c., nel caso di uguaglianza di quote, a garanzia della trasparenza delle operazioni divisionali contro ogni possibile favoritismo, non ha carattere assoluto, ma soltanto tendenziale, ed è, pertanto, derogabile in base a valutazioni prettamente discrezionali, che possono attenere non soltanto a ragioni oggettive legate alla condizione funzionale ed economica dei beni, quale risulterebbe dall'applicazione della regola del sorteggio, ma anche a fattori soggettivi di apprezzabile e comprovata opportunità, la cui valutazione è sindacabile in sede di legittimità soltanto sotto il profilo del vizio di motivazione.

Cassazione civile sez. II  27 giugno 2014 n. 14682  

 

Non è fondata la domanda diretta all'accertamento della nullità di una divisione dei beni ereditari effettuata tramite scrittura privata sottoscritta dagli interessati, qualora sia dato riscontrare una semplice omissione di uno o più beni poiché la divisione contrattuale può avere ad oggetto l'intera eredità o anche soltanto una parte di essa, permanendo la comunione per i beni non inclusi nella divisione. Del pari, l'eventuale ed erronea valutazione sull'essenza e sul valore dei beni da dividere non comporta annullamento, della divisione, dal momento che l'art. 761 c.c. annovera tra le cause di annullamento solamente la violenza e il dolo. Soccorre in tal caso, lo specifico rimedio previsto dall'art. 763 c.c. ove si contempla lo strumento della rescissione per lesione ma soltanto nel caso in cui l'errore valutativo abbia dato causa ad una lesione superiore al quarto.

Tribunale Salerno sez. II  21 gennaio 2008 n. 179

 

Il principio secondo il quale non ricorre alcuna ipotesi di evizione nella ipotesi di nullità del negozio giuridico traslativo del diritto in contestazione (poiché in tal caso il bene oggetto del trasferimento non entra a far parte del patrimonio dell'avente causa) deve ritenersi applicabile anche alla ipotesi di nullità della divisione giudiziale tra coeredi, vizio genetico dell'atto del tutto ostativo alla produzione dei suoi effetti tipici (all'assegnazione, cioè, di beni determinati a ciascuno dei condividenti), ed in conseguenza del quale, esclusa l'ammissibilità del rimedio dell'evizione tra condividenti, sorge, per converso, la necessità di procedere ad una nuova divisione. (Nella specie, il giudice di merito, accertata la erronea inclusione, in un progetto divisionale tra coeredi, di due fondi oggetto di dominio civico destinati ad alcuni condividenti, e dichiarata, conseguentemente, la nullità dell'intera divisione, aveva escluso, con sentenza confermata dalla S.C., l'esperibilità, per gli assegnatari dei predetti beni, del rimedio di cui agli art. 758 e 759 c.c. in tema di evizione subita da un coerede, affermando la necessità di procedere ad una nuova divisione).

Cassazione civile sez. II  02 settembre 1998 n. 8693  

 

L'art. 762 c.c., stabilendo che l'omissione di uno o più beni dell'eredità non è causa di nullità della convenuta divisione, ma determina esclusivamente a necessità di procedere ad un supplemento della divisione stessa, sancisce, implicitamente, la indiscutibile validità ed efficacia dell'atto parziale così compiuto, escludendo ogni possibilità di considerarlo come struttura negoziale non dotata di propria autonomia, tale, cioè, da rendere comunque necessario attendere lo scioglimento della comunione sui residui beni per potere proporre la eventuale azione di rescissione per lesione oltre il quarto, azione che sarà, pertanto, legittimamente esperibile anche in relazione alla sola divisione parziale.

Cassazione civile sez. II  03 settembre 1997 n. 8448  

 

L'art. 762 c.c., stabilendo che l'omissione di uno o più beni dell'eredità non è causa di nullità della convenuta divisione, ma determina esclusivamente la necessità di procedere ad un supplemento della divisione stessa, sancisce, implicitamente, la indiscutibile validità ed efficacia dell'atto parziale così compiuto, escludendo ogni possibilità di considerarlo come struttura negoziale non dotata di propria autonomia, tale, cioè, da rendere comunque necessario attendere lo scioglimento della comunione sui residui beni per poter proporre la eventuale azione di rescissione per lesione oltre il quarto, azione che sarà, pertanto, legittimamente esperibile anche in relazione alla sola divisione parziale.

Cassazione civile sez. II  03 settembre 1997 n. 8448  



 
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