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Art. 764 codice civile: Atti diversi dalla divisione

L’azione di rescissione è anche ammessa contro ogni altro atto che abbia per effetto di far cessare tra i coeredi la comunione dei beni ereditari.

L’azione non è ammessa contro la transazione con la quale si è posta fine alle questioni insorte a causa della divisione o dell’atto fatto in luogo della medesima, ancorchè non fosse al riguardo incominciata alcuna lite (1).


Commento

Transazione: contratto con il quale le parti, facendosi reciproche concessioni, mettono fine ad una lite tra esse insorta o prevengono una lite che potrebbe sorgere [v. 1965].

 

(1) La norma si riferisce alla cd. transazione divisoria, intervenuta cioè in un momento successivo alla divisione.


Giurisprudenza annotata

Divisione

Il discrimen tra divisione transattiva, rescindibile ex art. 764, comma 1, c.c., e transazione divisoria, non rescindibile ex art. 764, comma 2, c.c., né annullabile per errore ex art. 1969 c.c., non è costituito dalla natura transattiva di una controversia divisionale, ricorrente in entrambi i negozi, bensì dall'esistenza, nella prima e non nella seconda, di proporzionalità tra le attribuzioni patrimoniali e le quote di ciascuno dei partecipanti alla comunione.

Cassazione civile sez. III  03 agosto 2012 n. 13942  

 

Il discrimen tra divisione transattiva, rescindibile (art. 764, comma 1, c.c.), e transazione divisoria, non rescindibile (art. 764, comma 2, c.c.), né annullabile per errore (art. 1969 c.c.), è costituito non dalla natura transattiva di una controversia divisionale, ricorrente in entrambi i negozi, bensì dall'esistenza (nella prima) o meno (nella seconda) di proporzionalità tra le attribuzioni patrimoniali e le quote di ciascuno dei partecipanti alla comunione.

Cassazione civile sez. II  18 settembre 2009 n. 20256  

 

La transazione divisoria, che per espressa previsione dell'art. 764 comma 2 c.c., non è rescindibile in caso di lesione oltre il quarto, si differenzia dalla divisione transattiva, in quanto, oltre a porre in essere una divisione (parziale o totale) dell'asse, ed a prevenire o a porre termine ad una lite tra i condividenti, perviene alla formazione delle quote senza il ricorso a criteri aritmetici, ma in maniera bonaria e senza corrispondenza tra entità delle porzioni e misura delle quote spettanti ai comunisti.

Tribunale Napoli  18 febbraio 2002

 

Ai sensi del comma 1 dell'art. 764 c.c. l'azione di rescissione per lesione di quota ereditaria è ammessa anche contro ogni altro atto diverso dalla divisione che abbia effetto risolutivo della comunione di beni, alla condizione che l'atto stesso contenga una divisione transattiva caratterizzata dalle attribuzioni di valori proporzionali alle quote ereditarie. Invece, se nell'atto che pone fine alla comunione i condividenti, allo scopo di evitare una lite o di comporne una già sorta, si accordino sull'attribuzione di beni senza procedere al calcolo delle porzioni corrispondenti alle quote di partecipazione alla comunione, si ha una transazione divisoria avverso la quale l'azione di rescissione non è consentita dal divieto contenuto nel comma 2 dell'art. 764 c.c

Tribunale Avezzano  27 dicembre 2001

 

Al fine di escludere la rescindibilità dell'atto di divisione, ai sensi dell'art. 764 comma 2 c.c., non è sufficiente constatare che essa contenga una contestuale transazione, dovendosi ancora, accertare che l'accordo transattivo, regolando ogni controversia, anche potenziale, in ordine alla determinazione delle porzioni corrispondenti alle quote ereditarie, abbia avuto ad oggetto proprio le questioni costituenti presupposto ed oggetto dell'azione di rescissione, con la conseguenza che, accertato che le parti, con le espressioni usate nel negozio transattivo, non abbiano affatto voluto porre termine ad una disputa sulle stime (correndo, per l'effetto, l'alea reciproca di assegnare cespiti di valore inferiore oltre il quarto alla rispettiva quota), ma soltanto manifestato l'intendimento di procedere alla divisione senza esasperazione delle stime medesime.

Cassazione civile sez. II  03 settembre 1997 n. 8448  

 

Al fine di escludere la rescindibilità dell'atto di divisione, ai sensi dell'art. 764, comma 2, c.c., non è sufficiente constatare che essa contenga una contestuale transazione, dovendosi, ancora, accertare che l'accordo transattivo, regolando ogni controversia, anche potenziale, in ordine alla determinazione delle porzioni corrispondenti alle quote ereditarie, abbia avuto ad oggetto proprio le questioni costituenti presupposto ed oggetto dell'azione di rescissione, con la conseguenza che, accertato che le parti, con le espressioni usate nel negozio transattivo, non abbiano affatto voluto porre termine ad una disputa sulle stime (correndo, per l'effetto, l'alea reciproca di assegnare cespiti di valore inferiore oltre il quarto alla rispettiva quota), ma soltanto manifestato l'intendimento di procedere alla divisione senza esasperazione delle stime medesime (accontentandosi amichevolmente di valutazione esposte al rischio di qualche marginale approssimazione), dovrà ritenersi del tutto legittima, per l'effetto, la successiva proposizione dell'azione di rescissione oltre il quarto di cui al menzionato art. 764 c.c.

Cassazione civile sez. II  03 settembre 1997 n. 8448  



 
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