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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 768-bis codice civile: Nozione

È patto di famiglia il contratto (1) (2) con cui, compatibilmente con le disposizioni in materia di impresa familiare [230bis] e nel rispetto delle differenti tipologie societarie, l’imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l’azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote, ad uno o più discendenti (3) (4).

 


Commento

Impresa familiare: [v. 230bis]; Imprenditore: [v. 2082]; Azienda: [v. 177]; Partecipazione (societaria): [v. 2424]; Discendenti: [v. 87].

 

(1) V. nota (1) sub Capo Vbis.

 

(2) Il patto di famiglia non è un negozio mortis causa [v. 587] né un mero atto di liberalità [v. 769], bensì un contratto (gratuito) inter vivos traslativo ad efficacia reale, la cui peculiarità è quella di andare ad incidere sulla successione del disponente.

 

(3) Gli assegnatari devono essere discendenti e non necessariamente legittimari (es. nipote), salva la partecipazione dei legittimari al patto di famiglia [v. 768quater, c. 1]; v. anche art. 74 per la nuova nozione di parentela.

 

(4) Per lo schema di patto di famiglia, vedi in Appendice IV l’atto n. 11.

 

In difesa della continuità nella gestione dell’impresa è stata introdotta questa deroga al divieto dei patti successori, avente il fine di garantire la continuità nella gestione dell’impresa nel difficile momento del «passaggio del testimone» tra generazioni.



 
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