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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 768-quater codice civile: Partecipazione

Al contratto devono partecipare (1) (2) che il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari ove in quel momento si aprisse la successione nel patrimonio dell’imprenditore.


Gli assegnatari dell’azienda o delle partecipazioni societarie devono liquidare (3) (4) gli altri partecipanti al contratto, ove questi non vi rinunzino in tutto o in parte, con il pagamento di una somma corrispondente al valore delle quote previste dagli articoli 536 e seguenti; i contraenti possono convenire che la liquidazione, in tutto o in parte, avvenga in natura.


I beni assegnati con lo stesso contratto agli altri partecipanti non assegnatari dell’azienda, secondo il valore attribuito in contratto, sono imputati alle quote di legittima loro spettanti (4); l’assegnazione può essere disposta anche con successivo contratto che sia espressamente dichiarato collegato al primo (5) e purchè vi intervengano i medesimi soggetti che hanno partecipato al primo contratto o coloro che li abbiano sostituiti (6).

 

Quanto ricevuto dai contraenti non e’ soggetto a collazione o a riduzione (7).


Commento

Legittimari: [v. 536]; Apertura della successione: [v. 456]; Rinunzia: [v. 519]; Legittima: [v. 551]; Collazione: [v. 737]; Riduzione: [v. 553].

 

(1) V. nota (1) sub Capo Vbis.

 

(2) Il patto di famiglia è un contratto plurilaterale, essendo prevista la necessaria partecipazione del coniuge e dei soggetti che sarebbero legittimari ove in quel momento si aprisse la successione; l’assegnazione può riguardare discendenti [v. 768bis] non legittimari che, ovviamente, dovranno partecipare al patto.

 

(3) La tutela dei legittimari si manifesta sul piano procedimentale, attraverso la necessaria partecipazione al contratto, e sul piano sostanziale per mezzo della liquidazione ai non assegnatari.

 

(4) È interessante notare che, secondo l’interpretazione più rigorosa, coerente con le finalità e l’oggetto dell’istituto, quanto dovuto in liquidazione dovrebbe provenire dal patrimonio del beneficiario del trasferimento.

 

(5) In quanto collegato al primo, si ritiene che il successivo contratto debba rivestire la stessa forma del patto di famiglia [v. 768ter]

 

(6) Il termine sostituti si riferisce ai legittimari subentrati all’originario contraente.

 

(7) L’ultimo comma dell’articolo in commento esclude dalla collazione e dall’azione di riduzione quanto ricevuto dai contraenti (assegnatari e non assegnatari), salva la disciplina dell’impugnazione dei legittimari non partecipanti [v. 768sexies].

 

La necessaria partecipazione al patto di famiglia del coniuge e dei legittimari [v. 536], prevista a pena di nullità (e non di mera inefficacia) del contratto, mira a ripristinare gli equilibri economici e giuridici scossi dal disponente: come previsto dal comma 2, infatti, gli assegnatari devono liquidare gli altri partecipanti al contratto con il pagamento di una somma o il trasferimento di beni in natura corrispondenti al valore delle quote ereditarie riservate ai legittimari. Benché la norma definisca contraenti i soli assegnatari, non vi è dubbio che anche i non assegnatari (definiti partecipanti) siano veri e propri contraenti (come conferma l’ultimo comma, che altrimenti avrebbe l’effetto di creare una incomprensibile disparità di trattamento tra le parti in ordine ad eventuali azioni di riduzione).



 
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