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Art. 769 codice civile: Definizione

La donazione è il contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione (1) (2).


Commento

Contratto: [v. Libro IV, Titolo II].

 

Liberalità: elemento caratterizzante tutti gli atti di liberalità, consistente nell’arricchimento di una parte con contestuale impoverimento dell’altra parte.

 

(1) Gli atti di liberalità sono quegli atti caratterizzati dal duplice effetto dell’arricchimento-impoverimento. In questa categoria sono ricomprese, oltre alle donazioni, le donazioni indirette [v. 809] e le liberalità d’uso [v. 7702]. Gli atti a titolo gratuito sono, invece, quegli atti per i quali alla prestazione di un soggetto non corrisponde un corrispettivo (controprestazione) dell’altra parte. Occorre precisare che tutti gli atti di liberalità sono a titolo gratuito, ma vi sono anche atti che pur essendo a titolo gratuito non sono liberalità, perché non vi è il rapporto arricchimento-impoverimento.

 

(2) L’art. 56, l. 31-5-1995, n. 218 (Diritto internazionale privato) dispone che le donazioni sono regolate dalla legge nazionale del donante al momento della donazione.

 

La donazione è caratterizzata da due elementi essenziali: lo spirito di liberalità (animus donandi) di colui che dona e l’arricchimento di colui che riceve la donazione, cui corrisponde l’impoverimento del donante.

 


Giurisprudenza annotata

Donazione

In caso di donazione indiretta di un immobile, per verificare se tale bene rientri o meno nella comunione legale, l'attestazione del notaio, dell'avvenuto pagamento del corrispettivo dell'immobile con denaro donato dal padre alla figlia, non può considerarsi sufficiente, trattandosi di una mera presa d'atto della dichiarazione resa al riguardo delle parti. Ai sensi dell'art. 2700 c.c., l'atto pubblico forma piena prova solo della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha redatto, delle dichiarazioni rese dalle parti o dei fatti che agli attesti avvenuti in sua presenza, ma non è piena prova della veridicità intrinseca delle predette dichiarazioni.

Cassazione civile sez. I  10 ottobre 2014 n. 21494  

Qualora la donazione di danaro fatta in vita dal "de cuius" sia dichiarata nulla, la relativa somma diviene oggetto di un credito dal "de cuius" verso l'erede donatario, alla cui quota la somma stessa deve essere imputata, a norma dell'art. 724, secondo comma, cod. civ. Cassa con rinvio, App. Lecce, 09/07/2007

Cassazione civile sez. II  30 settembre 2014 n. 20633  

La donazione obnuziale, essendo un negozio formale e tipico caratterizzato dall'espressa menzione nell'atto pubblico delle finalità dell'attribuzione patrimoniale, eseguita da uno degli sposi o da un terzo in riguardo di un futuro, 'determinato', matrimonio, è incompatibile con l'istituto della donazione indiretta, in cui lo spirito di liberalità viene perseguito mediante il compimento di atti diversi da quelli previsti dall'art. 769 c.c..

Cassazione civile sez. II  04 settembre 2014 n. 18695  

La dazione di una somma di denaro configura una donazione indiretta d'immobile ove sia effettuata quale mezzo per l'unico e specifico fine dell'acquisto del bene, dovendosi altrimenti ravvisare soltanto una donazione diretta del denaro elargito, per quanto poi successivamente utilizzato in un acquisto immobiliare. Cassa con rinvio, App. Ancona, 12/09/2011

Cassazione civile sez. VI  02 settembre 2014 n. 18541  

Per integrare la fattispecie di donazione indiretta di un immobile, la dazione della somma di denaro deve essere effettuata quale mezzo per l'unico e specifico fine dell'acquisto dell'immobile: deve cioè sussistere incontrovertibilmente un collegamento teleologico tra elargizione del denaro e acquisto dell'immobile. Quando invece l'elargizione del denaro sia effettua prima e a prescindere dall'acquisto successivo dell'immobile non si ha donazione indiretta.

Cassazione civile sez. VI  02 settembre 2014 n. 18541  

La vendita ad un prezzo inferiore a quello effettivo non realizza, di per se stessa, un negotium mixtum cum donatione, essendo all'uopo altresì necessario non solo che sussista una sproporzione tra le prestazioni ma anche che questa sia d'entità significativa, ed, inoltre, che la parte alienante sia stata consapevole dell'insufficienza del corrispettivo percetto rispetto al valore del bene ceduto, abbia ciò non ostante voluto il trasferimento della proprietà e l'abbia voluto allo specifico fine d'arricchire la controparte acquirente della differenza tra il detto valore e la minore entità del corrispettivo.

Cassazione civile sez. II  30 giugno 2014 n. 14799  

L'art. 809 cod. civ., nell'indicare quali norme della donazione siano applicabili alle liberalità risultanti da atti diversi dalla donazione, va interpretato restrittivamente, nel senso che alle liberalità anzidette non si applicano tutte le altre disposizioni non espressamente richiamate. Ne consegue l'inapplicabilità dell'art. 778 cod. civ., che stabilisce i limiti al mandato a donare, al mandato a stipulare un "negotium mixtum cum donatione". Rigetta, App. Milano, 20/06/2008

Cassazione civile sez. II  16 giugno 2014 n. 13684  



 
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