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Art. 782 codice civile: Forma della donazione

La donazione deve essere fatta per atto pubblico, sotto pena di nullità. Se ha per oggetto cose mobili (1), essa non è valida che per quelle specificate con indicazione del loro valore nell’atto medesimo della donazione, ovvero in una nota a parte sottoscritta dal donante, dal donatario e dal notaio.

L’accettazione può essere fatta nell’atto stesso o con atto pubblico posteriore (2). In questo caso la donazione non è perfetta se non dal momento in cui l’atto di accettazione è notificato (3) al donante.

Prima che la donazione sia perfetta, tanto il donante quanto il donatario possono revocare la loro dichiarazione (4).


Commento

Atto pubblico: [v. 2699]; Cose mobili: [v. 812]; Accettazione: [v. 1326].

 

Notifica (o notificazione): in termini generali, è l’atto con il quale un soggetto rende noto con qualsiasi mezzo, ad un altro soggetto l’esistenza di un fatto o di un atto, cui quest’ultimo può essere interessato. Per i codici di procedura civile e penale, è l'attività eseguita dall’ufficiale giudiziario, su incarico delle parti o del giudice, con cui si porta a conoscenza di un determinato soggetto un atto processuale, mediante la consegna al destinatario medesimo (o ad altre persone indicate dalla legge) di una copia conforme all’originale dell’atto da notificare.

 

(1) Denaro, oggetti (non di modico valore [v. 783]), titoli di credito etc.

 

(2) La donazione è un contratto; deve, quindi, essere accettata dal donatario.

 

(3) Ossia reso noto con qualsiasi mezzo.

 

(4) Per uno schema di donazione vedi in Appendice IV l’atto n. 12.

 

La legge impone l’uso dell’atto pubblico (forma solenne) per assicurare da parte del donante la maggiore attenzione possibile su di un atto che comporta un impoverimento del suo patrimonio. Per lo stesso motivo, la legge notarile prescrive che la donazione sia fatta alla presenza di due testimoni.

 


Giurisprudenza annotata

Donazione

Per la validità della donazione, ai sensi dell'art. 48 della legge notarile, anche prima della modifica introdotta dalla legge 28 novembre 2005, n. 246, è necessaria l'assistenza di due testimoni, alla mancanza dei quali non può supplire neanche la prestazione del giuramento decisorio. Rigetta, App. Bologna, 04/08/2008

Cassazione civile sez. II  30 giugno 2014 n. 14799  

La vendita ad un prezzo inferiore a quello effettivo non realizza, di per se stessa, un negotium mixtum cum donatione, essendo all'uopo altresì necessario non solo che sussista una sproporzione tra le prestazioni ma anche che questa sia d'entità significativa, ed, inoltre, che la parte alienante sia stata consapevole dell'insufficienza del corrispettivo percetto rispetto al valore del bene ceduto, abbia ciò non ostante voluto il trasferimento della proprietà e l'abbia voluto allo specifico fine d'arricchire la controparte acquirente della differenza tra il detto valore e la minore entità del corrispettivo.

Cassazione civile sez. II  30 giugno 2014 n. 14799  

Per la validità delle donazioni indirette, cioè di quelle liberalità realizzate ponendo in essere un negozio tipico diverso da quello previsto dall'art. 782 cod. civ., non è richiesta la forma dell'atto pubblico, essendo sufficiente l'osservanza delle forme prescritte per il negozio tipico utilizzato per realizzare lo scopo di liberalità, dato che l'art. 809 cod. civ., nello stabilire le norme sulle donazioni applicabili agli altri atti di liberalità realizzati con negozi diversi da quelli previsti dall'art. 769 cod. civ., non richiama l'art. 782 cod. civ., che prescrive l'atto pubblico per la donazione. Rigetta, App. Perugia, 10/12/2007

Cassazione civile sez. I  05 giugno 2013 n. 14197  

Per la validità delle donazioni indirette non è richiesta la forma dell'atto pubblico, essendo sufficiente l'osservanza delle forme prescritte per il negozio tipico utilizzato per realizzare lo scopo di liberalità, dato che l'art. 809 c.c., nello stabilire le norme sulle donazioni applicabili agli altri atti di liberalità realizzati con negozi diversi da quelli previsti dall'art. 769 c.c., non richiama l'art. 782 c.c., che prescrive l'atto pubblico per la donazione.

Cassazione civile sez. II  25 marzo 2013 n. 7480  

Coniugi

L'obbligo di mantenimento dei figli minori o maggiorenni ma economicamente non autosufficienti può essere adempiuto dai genitori in sede di separazione personale o di divorzio mediante un accordo che, anzicché attraverso una prestazione patrimoniale periodica, od in concorso con essa, attribuisca o li impegni ad attribuire ai figli la proprietà di beni mobili od immobili; tale accordo non realizza una donazione, in quanto assolve ad una funzione solutoria-compensativa dell'obbligazione di mantenimento, e costituisce applicazione del principio, stabilito dall'art. 1322 c.c., della libertà dei soggetti di perseguire con lo strumento contrattuale interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico.

Cassazione civile sez. II  23 settembre 2013 n. 21736

Alle pattuizioni convenute dai coniugi prima del decreto di omologazione della loro separazione e non trasfuse nell'accordo omologato, può riconoscersi validità solo quando assicurino una maggiore vantaggiosità all'interesse protetto dalla norma (ad esempio, concordando un assegno di mantenimento in misura superiore a quella sottoposta ad omologazione), o quando concernano un aspetto non preso in considerazione dall'accordo omologato e sicuramente compatibile con questo, in quanto non modificativo della sua sostanza e dei suoi equilibri, o quando costituiscano clausole meramente specificative dell'accordo stesso, non essendo, altrimenti, consentito ai coniugi di incidere sull'accordo omologato con soluzioni alternative di cui non sia certa, a priori, l'uguale o migliore rispondenza all'interesse tutelato attraverso il controllo giudiziario di cui all'art. 158 c.c.

Cassazione civile sez. II  23 settembre 2013 n. 21736  

Le pattuizioni intervenute tra coniugi che abbiano in corso una separazione consensuale, con cui si obblighino a trasferire determinati beni facenti parte della comunione legale, successivamente od in vista dell'omologazione, della loro separazione consensuale ed al dichiarato fine dell'integrativa regolamentazione del relativo regime patrimoniali, e non configurano una convenzione matrimoniale ex art. 162 c.c., postulante il normale svolgimento della convivenza coniugale ed avente riferimento ad una generalità di beni anche di futura acquisizione, né un contratto di donazione, avente come causa tipici ed esclusivi scopi di liberalità (e non l'esigenza di assetto dei rapporti personali e patrimoniali dei coniugi separati) bensì un diverso contratto atipico, con propri presupposti e finalità.

Cassazione civile sez. II  23 settembre 2013 n. 21736  

L'art. 80 c.c. contempla i doni - che rientrano nella generale categoria delle liberalità d'uso, anche di non modico valore - che i fidanzati si danno quando la relazione affettiva sia animata dal serio intento di convolare a nozze, con esclusione delle donazioni di immobili, fermo restando che la liberalità indiretta è incompatibile con la donazione obnuziale.

Tribunale Taranto  28 giugno 2013



 
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