codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 784 codice civile: Donazione a nascituri

La donazione può essere fatta anche a favore di chi è soltanto concepito, ovvero a favore dei figli di una determinata persona vivente al tempo della donazione, benché non ancora concepiti.

L’accettazione della donazione a favore di nascituri benché non concepiti, è regolata dalle disposizioni degli articoli 320 e 321 (1).

Salvo diversa disposizione del donante, l’amministrazione dei beni donati spetta al donante o ai suoi eredi (2), i quali possono essere obbligati a prestare idonea garanzia. I frutti maturati prima della nascita sono riservati al donatario se la donazione è fatta a favore di un nascituro già concepito (3). Se è fatta a favore di un non concepito, i frutti sono riservati al donante sino al momento della nascita del donatario (4).


Commento

Concepito: [v. 1]; Frutti: [v. 820].

 

Non concepiti: la legge distingue tra concepiti [v. 1] e non concepiti attribuendo ai primi la capacità di succedere per legge e per testamento e di ricevere donazioni, ai secondi solo la capacità di succedere per testamento e di ricevere donazioni.

 

(1) La donazione deve essere accettata dai genitori [v. 316], su autorizzazione del giudice tutelare [v. 320]; se i genitori non possono o non vogliono accettare, il tribunale nominerà un curatore speciale.

 

(2) Prima della nascita del beneficiario della donazione, il donante conserva la proprietà dei beni donati e può quindi amministrarli e trasmetterli ai suoi eredi in caso di morte.

 

(3) La nascita opera ex tunc, nel senso che il bene si considera del donatario fin dal momento della donazione.

 

(4) La nascita, nella donazione fatta a favore di un non concepito non ha efficacia retroattiva e i frutti fino ad allora prodotti dal bene rimangono del donante.

 

Nonostante la capacità giuridica si acquisti solo con la nascita [v. 1], l’ordinamento riconosce al concepito la possibilità di essere titolare di diritti (acquistati per successione mortis causa [v. 462] o per donazione) subordinatamente all’evento della nascita.

L’estensione di capacità è riconosciuta anche a favore dei non concepiti, i quali possono ricevere per testamento [v. 462] e per donazione. L’unica condizione posta dal legislatore è che si tratti di figli di una determinata persona vivente al tempo del testamento o della donazione.


Giurisprudenza annotata

Responsabilità civile

Ritenuto che il nostro ordinamento privatistico tradizionale non costituisce più l'unica fonte di riferimento per l'interprete a seguito della concreta attuazione dei cc.dd. principi di decodificazione e di depatrimonializzazione; ritenute, ormai, la sussistenza e la rilevanza di una pluralità di fonti, nazionali, comunitarie ed internazionali; ritenuta la vigenza del cogente ed irriducibile principio di centralità della persona umana, portatrice non solo di interessi patrimoniali, ma anche di inviolabili interessi squisitamente personali; ritenuta la funzione nomofilattica della cd. giurisprudenza normativa, specie dei giudici di legittimità quale autonoma fonte del diritto; ritenuto che il concepito nascituro è, già in quanto tale, soggetto giuridico titolare dei diritti personali fondamentali, primo tra i quali il diritto alla salute, pur se azionabili, anche ai fini risarcitorii, dopo il verificarsi dell'evento (nascita) di cui all'art. 1 c.c.; ritenuto quanto precede, i sanitari che abbiano, ai fini dell'ovulazione, del concepimento e della gravidanza, somministrato ad una donna, anche dopo l'insorgere di una gravidanza, senza averne chiesto il consenso informato, un farmaco dalle notorie proprietà effettuali teratologiche, devono in via solidale - qualora il feto sia venuto alla luce con gravissime, permanenti, irreversibili infermità fisiopsichiche - alla donna, al padre del minore ed al minore stesso, terzo destinatario diretto dell'attività tecnica, assolutamente negligente, spiegata dai medici curanti, un risarcimento, dovendosi, altresì, escludere, nel nostro ordinamento, il cd. aborto eugenetico.

Cassazione civile sez. III  11 maggio 2009 n. 10741

Danni

In capo al concepito è ravvisabile una soggettività giuridica attenuata, che comprende la legittima aspettativa a nascere ed a vivere, aspettativa che diviene diritto soggettivo nel momento in cui il feto acquista capacità di vita autonoma, il che rende giuridicamente rilevanti la relazione ed il vincolo tra il feto medesimo ed i componenti del suo nucleo familiare: va, quindi, risarcito l'indubbio danno esistenziale subito dalla madre (tempestivamente ricoveratasi) e dal padre (intervenuto nel giudizio) allorché un bambino sano e vitale sia morto, al termine di una regolare gravidanza, per una colposamente tardiva diagnosi dei medici assistenti la partoriente.

Tribunale Terni  13 luglio 2006

Donazione

Con la riserva di usufrutto, il donante ha già disposto per sè o per altri dei frutti del bene donato, e pertanto non trova applicazione la normativa dell'art. 784 comma ultimo c.c., il quale contemplando la donazione a favore dei nascituri e prevedendo una particolare disciplina per l'acquisto dei frutti, è operante solo in assenza di un diverso regolamento convenzionale.

Tribunale S.Maria Capua V.  03 luglio 1989



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti