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Art. 785 codice civile: Donazione in riguardo di matrimonio

La donazione fatta in riguardo di un determinato futuro matrimonio (1), sia dagli sposi tra loro, sia da altri a favore di uno o di entrambi gli sposi o dei figli nascituri da questi, si perfeziona senza bisogno che sia accettata, ma non produce effetto finché non segua il matrimonio.

L’annullamento del matrimonio importa la nullità della donazione (2). Restano tuttavia salvi i diritti acquistati dai terzi di buona fede tra il giorno del matrimonio e il passaggio in giudicato della sentenza che dichiara la nullità del matrimonio. Il coniuge di buona fede non è tenuto a restituire i frutti percepiti anteriormente alla domanda di annullamento del matrimonio.

La donazione in favore di figli nascituri rimane efficace per i figli rispetto ai quali si verificano gli effetti del matrimonio putativo.

 

Commento

Donazione in riguardo di matrimonio (donazione obnuziale): donazione fatta dagli sposi tra loro, o da altre persone ad entrambi gli sposi o ad uno di loro, nonché ai figli nascituri da questi, in vista di un determinato futuro matrimonio.

 

Passaggio in giudicato: indica l’immodificabilità del provvedimento del giudice, quando siano stati esperiti tutti i mezzi di impugnazione o quando gli stessi non siano più proponibili per il decorso dei termini

 

(1) Occorre che il matrimonio in vista del quale è fatta la donazione sia determinato, ossia entrambi gli sposi devono essere individuati.

 

(2) Dal momento che l’annullamento ha effetto retroattivo, la donazione si considera come se mai fosse stata fatta, per cui i beni donati (ed i loro frutti) devono essere restituiti al donante.

 

Caratteristica della donazione obnuziale è quella di perfezionarsi senza bisogno di accettazione, in quanto atto unilaterale [v. 1324]. La donazione obnuziale non ha efficacia se non si verifica la condizione [v. 1353] della successiva celebrazione del matrimonio.


Giurisprudenza annotata

Matrimonio

L'art. 80 c.c. contempla i doni - che rientrano nella generale categoria delle liberalità d'uso, anche di non modico valore - che i fidanzati si danno quando la relazione affettiva sia animata dal serio intento di convolare a nozze, con esclusione delle donazioni di immobili, fermo restando che la liberalità indiretta è incompatibile con la donazione obnuziale.

Tribunale Taranto  28 giugno 2013

Donazione

Le domande di nullità della donazione in quanto stipulata tra coniugi contro il divieto di cui all'art. 781 c.c. - poi dichiarato costituzionalmente illegittimo - e di nullità della donazione obnuziale per effetto del successivo annullamento del matrimonio (art. 785, comma 2, c.c.), sono diverse per il titolo, in quanto la seconda si fonda sul carattere obnuziale della liberalità; ne consegue che, ove quest'ultimo elemento non sia stato tempestivamente dedotto, la domanda di nullità della donazione obnuziale deve ritenersi domanda nuova, non proponibile per la prima volta in grado di appello.

Cassazione civile sez. II  10 luglio 2008 n. 19029  

Deve escludersi che l'istituto della donazione obnuziale, previsto dall'art. 785 c.c., sia compatibile con quello della donazione indiretta, nel quale lo spirito di liberalità viene, in via mediata, perseguito mediante il compimento di atti diversi da quelli previsti dall'art. 769 c.c. La donazione in riguardo di matrimonio, prevista dall'art. 785 c.c., è un negozio formale e tipico, caratterizzato dall'espressa menzione, nell'atto pubblico che la contiene, che l'attribuzione patrimoniale, eseguita da uno degli «sposi» o da un terzo, sia compiuta «in riguardo di un futuro determinato matrimonio»; tale precisa connotazione della causa negoziale, che deve espressamente risultare dal contesto dell'atto, non può rinvenirsi nell'ambito di una fattispecie indiretta, nella quale la finalità suddetta, ancorché in concreto perseguita, può rilevare solo quale movente finale degli atti di disposizione patrimoniale tra loro collegati, ma non anche quale elemento tipizzante del contratto, chiaramente delineato dal legislatore nei suoi requisiti di forma e sostanza, in vista del particolare regime di perfezionamento, efficacia e caducabilità che lo contraddistingue dalle altre donazioni. (Cassa App. Venezia 16 ottobre 2002).

Cassazione civile sez. II  12 luglio 2006 n. 15873  

Ai sensi dell'art. 785 c.c. la donazione obnuziale, essendo un negozio formale e tipico caratterizzato dall'espressa menzione nell'atto pubblico delle finalità dell'attribuzione patrimoniale, eseguita da uno degli sposi o da un terzo in riguardo di un futuro, "determinato", matrimonio, è incompatibile con l'istituto della donazione indiretta, in cui lo spirito di liberalità viene perseguito mediante il compimento di atti diversi da quelli previsti dall'art. 769 c.c.; infatti, la precisa connotazione della causa negoziale, che deve espressamente risultare dal contesto dell'atto, non può rinvenirsi nell'ambito di una fattispecie indiretta, nella quale la finalità suddetta, ancorché in concreto perseguita, può rilevare solo quale motivo finale degli atti di disposizione patrimoniale fra loro collegati ma non anche quale elemento tipizzante del contratto, chiaramente delineato dal legislatore nei suoi requisiti di forma e di sostanza, in vista del particolare regime di perfezionamento, efficacia e caducazione che lo contraddistingue dalle altre donazioni.

Cassazione civile sez. II  12 luglio 2006 n. 15873

L'art. 785 comma 2 c.c., il quale prevede la caducazione delle donazioni obnuziali a seguito dell'annullamento del matrimonio, non trova applicazione per il caso del divorzio, poiché questo non elide in vincolo coniugale per vizi inerenti al suo momento genetico, ma ne presuppone la validità, limitandosi a rimuoverne gli effetti per vicende sopravvenute ed a partire dalla relativa pronuncia, e, quindi, lascia integra la situazione che ha costituito motivo e condizioni di quelle donazioni.

Cassazione civile sez. I  25 ottobre 1991 n. 11370  

Per aversi donazione obnuziale, è necessario che l'atto faccia riferimento ad un matrimonio bene individuato, cosicché è da escludere che rientri nello schema di cui all'art. 785 c.c. l'attribuzione patrimoniale effettuata nella prospettiva solo generica ed accidentale del matrimonio (nella specie, si ritiene che correttamente il giudice del merito abbia escluso gli estremi della donazione con riguardo al matrimonio in riferimento a più atti di liberalità tra due persone che a lungo avevano convissuto "more uxorio", avendo rilevato che la convivenza, anteriore al matrimonio, protrattasi per circa un ventennio e la reiterazione degli atti di liberalità siano inconciliabili, sotto il profilo logico, con la determinatezza del matrimonio richiesta dal cit. art. 785 c.c.).

Cassazione civile sez. II  07 dicembre 1989 n. 5410



 
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