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Art. 787 codice civile: Errore sul motivo della donazione

La donazione può essere impugnata per errore sul motivo, sia esso di fatto o di diritto, quando il motivo risulta dall’atto ed è il solo che ha determinato il donante a compiere la liberalità.


Commento

Errore: [v. 1428]; Motivo: [v. 1345].


Giurisprudenza annotata

Donazione

Non merita accoglimento la richiesta di risarcimento danni da parte di un donatario poi revocato dalla sua posizione di beneficiario, nei confronti del notaio rogante l'atto di donazione, per non aver informato il donante circa la mancanza di qualità di legittimario del donatario stesso, rivelatasi la causa dell'atto di revoca. Il donatario, per essere risarcito, avrebbe dovuto fornire la prova che il donante, ove fosse stato informato della mancanza di qualità di legittimario, avrebbe ugualmente provveduto alla donazione dell'immobile.

Corte appello L'Aquila  05 ottobre 2011 n. 993  

L'errore sul motivo della donazione deve considerarsi irrilevante allorché esso riguardi non la realtà di fatto, ma la valutazione che dei sentimenti altrui ha fatto il donante, trattandosi di un motivo puramente soggettivo. (Conferma App. Bari 7 febbraio 2002).

Cassazione civile sez. II  19 ottobre 2005 n. 20189  

In tema di donazione, stabilire se un elemento sia da qualificare come onere, ex art. 793 c.c., ovvero come motivo, per gli effetti previsti dall'art. 787 c.c., si risolve nella valutazione di circostanze di fatto relative alla ricerca della effettiva volontà dei contraenti, che può essere censurata in sede di legittimità solo se le ragioni poste a base del convincimento del giudice di merito siano viziate da errori logici o giuridici. (Conferma App. Bari 7 febbraio 2002).

Cassazione civile sez. II  19 ottobre 2005 n. 20189

L'art. 787 c.c. conferisce eccezionalmente rilievo (sotto il profilo dell'annullabilità della donazione) all'errore, di fatto o di diritto, sul motivo, purché esso risulti dall'atto e sia il solo che abbia determinato il donante a compiere la liberalità.

Tribunale Trani  14 febbraio 2000

Lo stabilire se un determinato elemento della donazione sia da qualificare come onere, ai sensi dell'art. 793 c.c., o come motivo, per gli effetti di cui all'art. 787 dello stesso codice, si risolve nella valutazione di circostanze di fatto, connesse alla ricerca dell'effettiva volontà dei contraenti, che può essere censurata in sede di legittimità solo se le ragioni poste a base del convincimento espresso dal giudice del merito siano viziate da errori logici o giuridici.

Cassazione civile sez. II  07 maggio 1980 n. 3023



 
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