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Art. 791 codice civile: Condizione di riversibilità

Il donante può stipulare la riversibilità delle cose donate, sia per il caso di premorienza del solo donatario, sia per il caso di premorienza del donatario e dei suoi discendenti (1).

Nel caso in cui la donazione è fatta con generica indicazione della riversibilità, questa riguarda la premorienza, non solo del donatario, ma anche dei suoi discendenti.

Non si fa luogo a riversibilità che a beneficio del solo donante. Il patto a favore di altri si considera non apposto (2).


Commento

Discendenti: [v. 87].

 

Riversibilità (patto di): patto con il quale il donante stabilisce che le cose donate ritornino a lui nel caso che il donatario o questi ed i suoi figli dovessero morire prima del donante.

 

Premorienza: il fatto di morire prima di un’altra persona (o prima di un termine determinato).

 

(1) Per discendenti si intendono i figli del donatario; sulla nuova nozione di parentela, v. art. 74.

 

(2) È nullo il patto di riversibilità a favore di terzi: quello cioè con il quale il donante dispone che, nel caso in cui il donatario (o questi ed i suoi figli) muoia prima di lui, il bene donato sia direttamente attribuito ad una terza persona.

 


Giurisprudenza annotata

Donazione

La responsabilità omissiva del notaio, per non aver informato il donante in merito all'opportunità di inserire nel contratto la condizione di riversibilità di cui all'art. 791 c.c., è configurabile soltanto qualora l'attore dimostri di aver effettivamente prospettato al notaio la volontà di non far acquistare la proprietà del bene, nella specie, al coniuge della figlia donataria.

Tribunale Belluno  09 maggio 2007

Divisione

Il processo di divisione ereditaria non può ritenersi definito sin quando non sia stato approvato il verbale di assegnazione delle quote ereditarie rispettivamente attribuite a ciascuno dei coeredi a norma dell'art. 195 disp. att. c.p.c., non essendo sufficiente a tal fine la mera approvazione del progetto divisionale.

Cassazione civile sez. I  17 gennaio 2007 n. 1048

Poiché l'art. 791 c.c. richiede per l'estrazione dei lotti che la sentenza di divisione sia passata in giudicato, con la sentenza definitiva si deve disporre lo scioglimento della divisione ed individuare le quote ai fini del sorteggio, mentre questo potrà avvenire, nel caso la sentenza non sia impugnata, a seguito di istanza rivolta al tribunale, ed in caso di impugnazione e modifica della decisione, in tale sede.

Tribunale Roma  17 giugno 2003



 
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