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Art. 796 codice civile: Riserva di usufrutto

E’ permesso al donante di riservare l’usufrutto (1) dei beni donati a proprio vantaggio, e dopo di lui a vantaggio di un’altra persona o anche di più persone (2), ma non successivamente (3).


Commento

Usufrutto: [v. 978].

 

(1) La norma prevede solo la riserva di usufrutto, ma è ammissibile anche la riserva di altri diritti reali limitati (riserva di superficie, di servitù, di uso, di abitazione etc.).

 

(2) Nel caso in cui il donante riservi l’usufrutto a favore di terzi, è come se compisse due donazioni: una a favore del donatario avente ad oggetto la nuda proprietà del bene donato, un’altra a favore del terzo (che dovrà quindi accettarla) avente ad oggetto l’usufrutto.

 

(3) L’avverbio fa riferimento all’usufrutto successivo, che è vietato dall’ordinamento [v. 698].


Giurisprudenza annotata

 

Donazione

La collazione per imputazione dell'immobile donato in nuda proprietà con riserva di usufrutto va effettuata con riferimento al valore corrispondente alla piena proprietà come acquisita dal donatario all'epoca di apertura della successione, sia perché solo in tale momento si può stabilire il valore dell'intera massa da dividere ed attuare lo scopo della collazione di ricomposizione in modo reale dell'asse ereditario, sia perché l'acquisizione della piena proprietà del bene in capo al donatario alla morte del donante (ovvero al tempo di apertura della successione, come individuato dall'art. 456 c.c.) è, comunque, effetto riconducibile al suddetto atto di donazione. In caso contrario, il donatario si avvantaggerebbe ingiustificatamente del mancato conferimento alla massa di un importo corrispondente alla differenza tra il valore equivalente alla nuda proprietà e quello equivalente alla piena proprietà del bene stesso.

Cassazione civile sez. II  16 dicembre 2010 n. 25473

Al fine di stabilire se l'atto di disposizione patrimoniale compiuto in vita dal de cuius sia lesivo della quota riservata ai legittimari, la donazione con riserva di usufrutto deve essere calcolata come donazione in piena proprietà, riferendone il valore al tempo dell'apertura della successione.

Cassazione civile sez. II  24 luglio 2008 n. 20387  

In caso di donazione con riserva di usufrutto a favore del donante, e dopo di lui a vantaggio di un'altra persona, trattandosi di un'ulteriore donazione a favore del terzo, quest'ultimo è tenuto ad accettare con le forme previste per tale tipo di contratto, ancorché in un momento successivo, ma purché in data anteriore al decesso del donante.

Tribunale Napoli sez. II  17 maggio 2006

La donazione con riserva di usufrutto in favore di un terzo dà luogo a due distinti negozi, un trasferimento della nuda proprietà in favore del donatario, ed un'offerta di donazione dell'usufrutto in favore del terzo, improduttiva di effetti fino a che non intervenga l'accettazione del terzo medesimo, prima della morte del costituente, nella prescritta forma dell'atto pubblico; ne consegue che, qualora il donante riservi l'usufrutto sui beni donati a proprio vantaggio e, dopo di lui, a vantaggio di un terzo, come consentito dall'art. 796 c.c, il donatario della nuda proprietà acquista il pieno dominio alla cessazione dell'usufrutto del donante, se il terzo riservatario non abbia accettato prima della morte del donante stesso.

Tribunale Napoli sez. II  17 maggio 2006

Imposta di registro

In tema di imposta sulle donazioni, nella ipotesi di donazione con riserva (accettata) di usufrutto a favore anche di un terzo, ossia nel caso, previsto dall'art. 796 c.c., in cui il donante abbia riservato l'usufrutto in un primo tempo a sè, e dopo la sua morte, ad un'altra persona, l'atto di liberalità posto in essere in favore di quest'ultima è differito nei suoi effetti e condizionato alla premorienza del donante medesimo al beneficiato, con la conseguenza che, in base al disposto dell'art. 27 del d.P.R. n. 131 del 1986, operante in materia di imposta sulle donazioni ex art. 60 del d.lg. n. 346 del 1990, l'imposta proporzionale ad esso relativa viene riscossa dopo l'avveramento dell'evento dedotto in condizione, e deve essere applicata su base imponibile determinata con riferimento alla data in cui, a seguito di detto avveramento, il negozio diventa realmente efficace ed effettivamente costitutivo del diritto reale parziario donato.

Cassazione civile sez. trib.  08 marzo 2002 n. 3407  

In tema di imposte sulle donazioni, nel caso, previsto dall'art. 796 c.c., in cui il donante abbia riservato l'usufrutto in un primo tempo a sè e, dopo la sua morte, ad un'altra persona, l'atto di liberalità posto in essere in favore di quest'ultima è differito nei suoi effetti e condizionato alla premorienza del donante medesimo al beneficiato, con la conseguenza che, in base al disposto dell'art. 27 d.P.R. n. 131 del 1986, operante in materia di imposta sulle donazioni ex art. 60 d.lg. n. 346 del 1990, l'imposta proporzionale ad esso relativa viene riscossa dopo l'avveramento dell'evento dedotto in condizione, e deve essere applicato su base imponibile determinata con riferimento alla data in cui, a seguito di detto avveramento, il negozio diventa realmente efficace ed effettivamente costitutivo del diritto reale parziario donato.

Cassazione civile sez. trib.  08 marzo 2002 n. 3407  



 
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