Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 797 codice civile: Garanzia per evizione

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Il donante è tenuto a garanzia verso il donatario, per l’evizione che questi può soffrire delle cose donate, nei casi seguenti:

1) se ha espressamente promesso la garanzia;

2) se l’evizione dipende dal dolo o dal fatto personale di lui (1);

3) se si tratta di donazione che impone oneri al donatario, o di donazione rimuneratoria, nei quali casi la garanzia è dovuta fino alla concorrenza dell’ammontare degli oneri o dell’entità delle prestazioni ricevute dal donante.

Commento

Evizione: [v. 1483]; Dolo: [v. 1439].

 

(1) Si pensi al caso in cui il donante, subito dopo aver compiuto la donazione di un bene immobile e prima che il donatario la trascriva ai sensi degli artt. 2643 ss., venda lo stesso bene ad un terzo.

 

In virtù del fatto che la donazione è un atto atto a titolo gratuito (per il quale cioè il donante non riceve alcuna controprestazione) il legislatore tende ad attenuare la responsabilità del donante per l’inadempimento degli obblighi nascenti dalla donazione.

Giurisprudenza annotata

Competenza civile

In tema di competenza per territorio, il terzo chiamato in causa ad istanza del convenuto il quale, ai sensi dell'art. 106 c.p.c., chiede di essere garantito, ma che non abbia proposto alcuna eccezione di incompetenza nei termini e nei modi di legge (come pure nel caso in cui vi sia stato un accordo tra attore e convenuto chiamante in garanzia), non può eccepire l'incompetenza per territorio del giudice davanti al quale è stato chiamato, sia con riferimento alla causa principale (non eccepita dal convenuto) sia con riferimento alla sola causa di garanzia (al fine di impedire il "simultaneus processus" con la causa principale), ove si tratti di garanzia c.d. propria, ossia della garanzia del godimento di diritti che si sono trasferiti (garanzia per evizione nella compravendita, nella donazione, nella permuta, nel trasferimento dei crediti) o costituiti (locazione) o di quella che derivi da vincoli di coobbligazione (fideiussione, obbligazioni solidali contratte nell'interesse esclusivo di uno solo dei debitori), che si caratterizzano tutte per una connessione tra la pretesa dell'attore (della causa principale) e la posizione del garante (chiamato in causa) particolarmente intensa. Più in particolare, comportando la chiamata del terzo in garanzia una limitazione dell'esigenza costituzionale che il terzo non sia distolto dal giudice naturale precostituito per legge (art. 25 cost.), lo spostamento della competenza della causa di garanzia si giustifica solo quando la connessione tra la domanda principale e quella di garanzia sia definibile secondo previsioni di legge relative ai rapporti sostanziali intercorrenti tra le parti processuali, e cioè si tratti della sola garanzia propria, non anche di quella impropria. (Nell'enunciare tale principio, la Corte ha affermato che lo stesso non è stato attenuato dalla riforma del codice di rito operata dalla l. 26 novembre 1990 n. 353, che pure ha limitato l'importanza del rispetto delle regole di competenza, mediante la nuova disciplina dell'art. 38 c.p.c.).

Cassazione civile sez. un.  26 luglio 2004 n. 13968  



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