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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 8 codice civile: Tutela del nome per ragioni familiari

Nel caso previsto dall’articolo precedente, l’azione può essere promossa anche da chi, pur non portando il nome contestato o indebitamente usato, abbia alla tutela del nome un interesse fondato su ragioni familiari degne d’essere protette (1).


Commento

(1) Legittimato all’esercizio delle azioni a tutela del nome è non soltanto il titolare del nome contestato o usurpato, ma anche chiunque altro abbia alla tutela del nome un interesse fondato su ragioni familiari degne di protezione. In particolare, legittimati ad agire a tutela del nome altrui sono non soltanto i componenti della famiglia creata con il matrimonio, ma il gruppo familiare in senso ampio e pertanto anche coloro che sono legati da vincoli semplicemente affettivi e di mero fatto.

 

La norma tutela il principio di solidarietà familiare, salvaguardando l’interesse di chi, pur non essendo titolare del nome, partecipi alle tradizioni familiari tanto da non rimanere indifferente alla lesione dello stesso.


Giurisprudenza annotata

Adozione

In tema di adozione, ai genitori del minore è riconosciuta una legittimazione autonoma connessa ad un'intensa serie di poteri, facoltà e diritti processuali, atta a fare assumere loro la veste di parti necessarie e formali dell'intero procedimento di adottabilità e, quindi, di litisconsorti necessari pure nel giudizio d'appello, quand'anche in primo grado non si siano costituiti, con conseguente necessità di integrare il contraddittorio nei loro confronti, ove non abbiano proposto il gravame.

(Cass. Civ Sez. I 04/07/2011 n. 14554)

 

 

Persona fisica e diritti della personalità

Il nome della persona, con il predicato nobiliare che, secondo il vigente ordinamento repubblicano, costituisca parte del cognome, può essere oggetto di tutela nel caso di indebito uso che altri ne faccia, ai sensi degli art. 7 e 8 c.c., ove detto uso comporti un pregiudizio anche meramente potenziale o di ordine esclusivamente morale.

(Cass. Civ Sez. I 27/07/1978 n. 3779)

 

 

Procedimento civile

Nel giudizio instaurato per la tutela del diritto al nome, ai sensi dell'art. 7 c.c., la morte dell'attore non consente agli eredi di costituirsi in prosecuzione dell'originario rapporto processuale, stante il carattere strettamente personale e la conseguente non trasmissibilità di detto diritto. Peraltro, poiché la legittimazione a chiedere quella tutela spetta autonomamente anche agli eredi, a norma dell'art. 8 c.c., l'indicata costituzione può assumere valore ed efficacia di intervento adesivo autonomo o litisconsortile, se, pur in difetto della comparsa prescritta dall'art. 267 c.p.c., sia idonea ad introdurre, nel rispetto del principio del contraddittorio, una domanda di tutela del nome secondo la previsione del menzionato art. 8 c.c.

(Cass. Civ Sez. I 27/07/1978 n. 3779)

 



 
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