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Art. 803 codice civile: Revocazione per sopravvenienza di figli

Le donazioni (1) fatte da chi non aveva o ignorava di avere figli o discendenti al tempo della donazione, possono essere revocate per la sopravvenienza o l’esistenza di un figlio o discendente del donante. Possono inoltre essere revocate per il riconoscimento di un figlio, salvo che si provi che al tempo della donazione il donante aveva notizia dell’esistenza del figlio.

 La revocazione può essere domandata anche se il figlio del donante era già concepito al tempo della donazione.

 


Commento

Discendenti: [v. 87]; Riconoscimento: [v. 250].

 

(1) Art. così sostituito ex d.lgs. 28-12-2013, n. 154 (Attuazione riforma filiazione) (art. 88), in vigore dal 7-2-2014 (art. 108 d.lgs. cit.).


Giurisprudenza annotata

Donazione

La revocazione della donazione per sopravvenienza di figli risponde all'esigenza di consentire al donante di riconsiderare l'opportunità dell'attribuzione liberale a fronte della sopravvenuta nascita di un figlio, o della sopravvenuta conoscenza della sua esistenza, in funzione degli obblighi di mantenimento, istruzione ed educazione, che derivano da tale evento, come anche dall'adozione del minore d'età ex art. 27 l. n. 184 del 1983; pertanto, la revocazione della donazione non è consentita per sopravvenuta adozione del maggiore d'età, la quale è finalizzata non a proteggere la prole, ma ad assicurare all'adottante la trasmissione del nome e del patrimonio ("adoptio in hereditatem"), essendo, quindi, manifestamente infondata la questione di illegittimità dell'art. 803 c.c., in riferimento all'art. 3 cost., nella parte in cui non prevede la revocazione degli atti di liberalità per sopravvenienza di figli adottivi maggiorenni.

Cassazione civile sez. II  04 maggio 2012 n. 6761  

 

È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 803 c.c., nella parte in cui non prevede la revocazione degli atti di liberalità per la sopravvenienza di figli adottivi maggiorenni, in riferimento all'art. 3 cost. Conferma App. Roma 20 aprile 2010

Cassazione civile sez. II  04 maggio 2012 n. 6761  

 

Non è consentita la revocazione della donazione per la sopravvenuta adozione del maggiore d'età. Conferma App. Roma 20 aprile 2010

Cassazione civile sez. II  04 maggio 2012 n. 6761  

 

È costituzionalmente illegittimo - per contrasto con gli art. 3 e 30, comma 3, cost. - l'art. 803, comma 1, c.c., nella parte in cui prevede che, in caso di sopravvenienza di un figlio naturale, la donazione possa essere revocata solo se il riconoscimento del figlio sia intervenuto entro due anni dalla donazione.

Corte Costituzionale  03 luglio 2000 n. 250  

 

È costituzionalmente illegittimo l'art. 803 comma 1 c.c. nella parte in cui prevede che - in caso di sopravvenienza di un figlio naturale - la donazione possa essere revocata solo se il riconoscimento del figlio sia intervenuto entro 2 anni dalla donazione.

Corte Costituzionale  03 luglio 2000 n. 250  

 

L'art. 803 c.c., nel regolare la revocabilità della donazione per sopravvenienza di figli o discendenti legittimi del donante ovvero della conoscenza dell'esistenza degli uni o degli altri, istituisce fra le due categorie una relazione disgiuntiva, dimostrativa dell'intento del legislatore di considerarle in via alternativa e di esclusione, tale cioè che - atteso il vincolo meno stretto dei discendenti col donante - la sopravvenienza o conoscenza dell'esistenza di figli, se non fatte valere ai fini della revoca, precludono la possibilità della revoca stessa in relazione a sopravvenienza o conoscenza di discendenti legittimi.

Cassazione civile sez. II  01 marzo 1994 n. 2031

 

La revocazione della donazione, regolata dall'art. 803 c.c., ha il suo fondamento nell'esigenza di consentire al donante una rivalutazione dell'opportunità della donazione di fronte al fatto sopravvenuto della nascita o conoscenza dell'esistenza di figli o discendenti legittimi e ciò di eventi che essendo successivi alla perfezione ed efficacia del negozio di donazione non possono sullo stesso influire se non nel momento in cui si siano verificati; con la conseguenza che, stante il divieto di retroattività della legge posto nell'art. 11 delle disposizioni preliminari al codice civile come principio generale del nostro ordinamento giuridico, a regolare il rapporto sono le norme in quel tempo vigenti, mancando nella materia disposizioni transitorie come quella dell'art. 141 disp. attuaz. c.c., per la revocazione per ingratitudine.

Cassazione civile sez. II  01 marzo 1994 n. 2031  



 
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