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Art. 819 codice civile: Diritti dei terzi sulle pertinenze

La destinazione di una cosa al servizio o all’ornamento di un’altra non pregiudica i diritti preesistenti su di essa a favore dei terzi (1). Tali diritti non possono essere opposti ai terzi di buona fede se non risultano da scrittura avente data certa anteriore, quando la cosa principale è un bene immobile o un bene mobile iscritto in pubblici registri.


Commento

(1) Se la cosa destinata ad essere pertinenza di un’altra non appartiene a chi ne effettua la destinazione, il rapporto pertinenziale sussiste ma è precario, in quanto il proprietario della cosa accessoria non perde il suo diritto sulla stessa.

 

 

La norma ha la funzione di regolare l’ipotesi di collisione dei diritti dei terzi sulla cosa con quelli di chi tali diritti abbia acquistato successivamente alla costituzione del rapporto pertinenziale.


Giurisprudenza annotata

Edilizia ed urbanistica

L'art. 18 della legge 6 agosto 1967, n. 765, il quale prescrive che nelle nuove costruzioni e nelle aree di pertinenza delle stesse devono essere riservati appositi spazi per parcheggi in misura non inferiore ad un metro quadrato per ogni venti metri cubi di costruzione, pone un vincolo pubblicistico di destinazione che non può subire deroga negli atti privati di disposizione degli spazi stessi, le cui clausole difformi sono perciò sostituite di diritto dalla norma imperativa. Né tale principio è stato modificato dall'art. 26, quarto comma, della legge 28 febbraio 1985 n. 47, che, nello stabilire che gli spazi in questione costituiscono pertinenze delle costruzioni ai sensi degli artt. 817, 818 e 819 cod. civ., non ha portata innovativa, ma ribadisce soltanto che, anche se le aree di parcheggio possono essere oggetto di separati atti e rapporti giuridici, il vincolo non viene meno, in quanto la pertinenza, pur gravata da un diritto reale a favore di terzi, continua ad assolvere la propria funzione accessoria, esclusivamente a vantaggio della cosa principale. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha ritenuto la parziale nullità di un atto di donazione per l'insufficienza della superficie destinata a parcheggio rispetto alle proporzioni stabilite dall'art. 2, comma 2, della legge 24 marzo 1989, n. 122, con conseguente necessità della sostituzione di diritto delle prescrizioni della norma imperativa alla relativa clausola negoziale). Rigetta, App. Catania, 20/10/2006

Cassazione civile sez. II  18 dicembre 2013 n. 28345  

 

La nozione di pertinenza a fini urbanistici è assai più limitata rispetto a quanto previsto dall'art. 819 c.c., essendo relativa a quanto non ha un autonomo valore economico, è strettamente limitata al servizio del bene principale e non è suscettibile di destinazioni differenziate.

T.A.R. Genova (Liguria) sez. I  20 marzo 2009 n. 350  

 

Il novum normativo dell'art. 12, comma 9, l. 28 novembre 2005 n. 246, che stabilisce che all'art. 41-sexies l. n. 1150 del 1942 e succ. mod. è aggiunto un ulteriore comma, in base al quale gli spazi per parcheggi realizzati in forza del comma 1 non sono gravati da vincoli pertinenziali di sorta, né da diritti d'uso a favore dei proprietari di altre unità immobiliari e sono trasferibili autonomamente da esse, implica effettivamente un nuovo ed opposto inquadramento dei necessari spazi per parcheggio dimensionati, ex art. 18 l. n. 765 del 1967, alla cubatura dell'edificio sia sotto il profilo statico della configurazione della corrispondente situazione soggettiva, sia sotto il profilo dinamico, della autonoma trasferibilità, per cui non sembra potersi avallare una lettura di essa tale da indurre a ritenere mantenuto dal legislatore il carattere cogente nei rapporti privati del vincolo pubblicistico di destinazione dell'area di parcheggio. Epperò, è la stessa diversa conformazione della posizione soggettiva degli aventi diritto sulle unità immobiliari che il costruttore dell'edificio abbia alienate rendendole oggetto di molteplici diritti di proprietà (o di godimento), a far ritenere che l'innovazione non possa operare - in mancanza di alcuna espressa od univocamente desumibile deroga al principio generale fissato dall'art. 11 disp. prel. - in modo retroattivo, dovendosi, tuttavia, riconoscere le diverse possibilità giuridiche che la nuova legge offre, dal momento della sua entrata in vigore, ai titolari dei beni oggetto della relativa disciplina sulla base di situazioni giuridiche maturate nell'osservanza della disciplina previgente.

Corte appello Salerno  01 marzo 2006

 

 

Donazione

La donazione che prevede di destinare un'area a parcheggio non rispettando però i vincoli imposti dalla normativa per le nuove costruzioni è affetta da nullità parziale, con conseguente integrazione ope legis del vincolo di destinazione a favore delle unità immobiliari, ed adeguamento anche dei relativi contratti di compravendita. Ciò anche in seguito all'entrata in vigore della legge 28 febbraio 1985 n. 47, il cui art. 25 ultimo comma, nello stabilire che gli spazi in questione costituiscono pertinenze delle costruzioni ai sensi degli artt. 817, 818 e 819 c.c., non ha portata innovativa, ma ribadisce, soltanto che, anche se le aree di parcheggio possono essere oggetto di separati atti e rapporti giuridici, il vincolo non può venire meno, in quanto la pertinenza, anche se gravata da un diritto reale a favore di terzi, continua ad assolvere la propria funzione accessoria esclusivamente a vantaggio della cosa principale.

Cassazione civile sez. II  18 dicembre 2013 n. 28345  



 
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