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Art. 823 codice civile: Condizione giuridica del demanio pubblico

I beni che fanno parte del demanio pubblico sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano (1).

Spetta all’autorità amministrativa la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico. Essa ha facoltà sia di procedere in via amministrativa, sia di valersi dei mezzi ordinari a difesa della proprietà e del possesso regolati dal presente codice.


Commento

Inalienabilità: i beni del demanio pubblico sono incommerciabili, dato che non possono essere oggetto di un diritto di proprietà in capo ai privati, stante il divieto di alienazione posto dalla norma.

 

(1) Sui beni demaniali possono essere costituiti diritti a favore di un privato tramite un provvedimento emanato dallo Stato o dall’ente pubblico territoriale proprietario del bene, provvedimento che principalmente è quello della concessione.

 

 

La norma esplica quelli che sono gli effetti dell’appartenenza dei beni al demanio pubblico, ossia l’inalienabilità (seppure non assoluta) e la non usucapibilità.


Giurisprudenza annotata

Patrimonio degli enti pubblici.

La P.A. non ha il potere di emettere, a norma dell'art. 823, secondo comma, cod. civ., atti autoritativi in autotutela per il conseguimento della disponibilità di un bene immobile detenuto in locazione da un privato nell'ambito di un rapporto di diritto comune. Rigetta, App. Lecce, 28/01/2008

Cassazione civile sez. I  06 agosto 2014 n. 17734  

 

 

Sindaco del comune

L'ordinanza sindacale contingibile e urgente è utilizzabile soltanto in via provvisoria, sussidiaria e straordinaria, quando la norma non preveda un atto amministrativo tipico e una specifica competenza ad adottarlo; senonchè in materia di circolazione stradale (art. 5 del Codice della strada), di tutela ambientale (artt. 191, 198 e 278, d.lg. 3 aprile 2006 n. 152) e di uso civico (artt. 823, c.c. e 9, r.d. 16 giugno 1927 n. 1766), le normative di settore prevedono strumenti tipici di regolamentazione e disposizione provvedimentale, diversamente utilizzabili da caso a caso, non cumulabili tra loro né tampoco sintetizzabili nello schema dell'ordinanza extra ordinem.

T.A.R. Campobasso (Molise) sez. I  20 giugno 2014 n. 393  

 

Il bene demaniale, come tale, non è usucapibile per l'espresso disposto dell'art. 823 comma 1 c.c. donde la possibilità per il Comune di correttamente esercitare, per tutelarsi avverso una occupazione senza titolo non contestata come fatto storico, il potere di ordinanza conferitogli dall'art. 823 comma 2 c.c.

T.A.R. Parma (Emilia-Romagna) sez. I  13 maggio 2014 n. 140  

 

Antichità e belle arti

L'art. 823 cod. civ., sancendo l'inalienabilità assoluta degli immobili statali d'interesse culturale, ha abrogato l'art. 24 della legge 1° giugno 1939, n. 1089, che ne consentiva l'alienazione previa autorizzazione ministeriale. (Nella fattispecie, anteriore al d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, "Codice dei beni culturali", la S.C., in applicazione del principio, ha respinto il ricorso avverso la declaratoria di appartenenza al demanio dello Stato di alcuni vani del Palazzo Reale di Genova, rivendicati dalla Regione Liguria, altresì chiarendo che il demanio culturale esula dal "federalismo demaniale", di cui al d.lgs. 28 maggio 2010, n. 85). Rigetta, App. Genova, 08/01/2008

Cassazione civile sez. II  11 aprile 2014 n. 8610  

 

 

Demanio

Ai sensi dell'art. X dell'ordine n. 66 del 18 aprile 1953 del governatore militare della zona britannico-americana del Territorio Libero di Trieste, l'ente per la zona industriale di Trieste, avente natura e fini pubblici, può utilizzare gli immobili facenti parte del demanio marittimo e i macchinari di proprietà dello Stato situati entro l'area del porto senza il pagamento di alcun corrispettivo. Invero, la menzionata norma non limita tale uso ai beni patrimoniali disponibili e, essendo equiparabile nella gerarchia delle fonti ad una disposizione legislativa, non si pone in contrasto né con l'art. 823 c.c., nella parte in cui dispone che i beni del demanio pubblico non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi se non nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge, né con gli art. 34 e 39 c.nav., che consentono la temporanea destinazione di determinate parti del demanio marittimo ad usi pubblici nonché la riduzione del canone ad importi meramente simbolici. Rigetta, App. Trieste, 27/12/2005

Cassazione civile sez. I  20 marzo 2014 n. 6556  

 

L'Ente per la zona industriale di Trieste non è tenuto a corrispondere all'Autorità portuale di Trieste il canone per l'utilizzo dei beni di proprietà di quest'ultima, insistenti nel comprensorio della zona portuale. Conferma App. Trieste 27 dicembre 2005

Cassazione civile sez. I  20 marzo 2014 n. 6556  

 



 
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