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Art. 827 codice civile: Beni immobili vacanti

I beni immobili che non sono in proprietà di alcuno spettano al patrimonio dello Stato (1).


Commento

(1) Lo Stato acquista la proprietà degli immobili vacanti per il fatto che siano tali e non tramite occupazione.

 


Giurisprudenza annotata

Possesso

L'art. 1, comma 260, l. n. 296 del 2006 (secondo cui allo scopo di devolvere allo Stato i beni vacanti o derivanti da eredità giacenti, il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'interno e il Ministro dell'economia e delle finanze, determina, con decreto da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i criteri per l'acquisizione dei dati e delle informazioni rilevanti per individuare i beni giacenti o vacanti nel territorio dello Stato. Al possesso esercitato sugli immobili vacanti o derivanti da eredità giacenti si applica la disposizione dell'art. 1163 c.c. sino a quando il terzo esercente attività corrispondente al diritto di proprietà o ad altro diritto reale non notifichi all'Agenzia del demanio di essere in possesso del bene vacante o derivante da eredità giacenti. Nella comunicazione inoltrata all'Agenzia del demanio gli immobili sui quali è esercitato il possesso corrispondente al diritto di proprietà o ad altro diritto reale devono essere identificati descrivendone la consistenza mediante la indicazione dei dati catastali) non esplica - senza che rilevi accertare se si è in presenza, o meno, di una norma avente carattere interpretativo - alcun effetto nei confronti di un acquisto, per usucapione, di un bene immobile vacante già perfezionatosi alla data della sua entrata in vigore per essersi il ventennio perfezionato anteriormente, ancorché - per ipotesi - la sentenza che ha dichiarato l'avvenuta usucapione sia intervenuta successivamente, atteso che la stessa ha carattere dichiarativo e non costituivo.

Cassazione civile sez. I  26 marzo 2010 n. 7278  

 

 

Strade

L'art 827 c.c., nello stabilire che gli immobili che non sono in proprietà di alcuno spettano al patrimonio dello Stato, non pone una presunzione di appartenenza allo Stato di tutti gli immobili di cui non si provi l'appartenenza ad altri, ma si limita a prevedere un effetto giuridico conseguente ad una determinata situazione di fatto (vacanza del bene) la quale deve essere, perciò, dimostrata dal soggetto che la invochi a fondamento del suo diritto. (In una fattispecie relativa alla proprietà di uno slargo adiacente alla via pubblica, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che ne aveva riconosciuto la natura pubblica, benché risultasse in parte catastalmente intestato ai privati frontisti e non potesse operare la presunzione di cui all'art. 22 legge n. 2248 del 1865).

Cassazione civile sez. II  02 marzo 2007 n. 4975  

 

 

Espropriazione per pubblico interesse

Qualora la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera pubblica non indichi i termini, iniziali e finali, per l'esecuzione dei lavori ed il compimento della procedura espropriativa, l'occupazione d'urgenza è "ab origine" illecita di talché, sussistendo un illecito permanente, non può decorrere il termine quinquennale per l'azione di risarcimento dei danni che il privato intenda proporre al fine di ottenere una somma pari al valore del bene occupato al momento della domanda giudiziale, fermo restando l'effetto abdicativo riconducibile a tale domanda con la quale il privato rinuncia alla proprietà dell'immobile che, risultando vacante, diviene di proprietà dell'ente pubblico procedente alla stregua di quanto previsto dall'art. 827 c.c.

Tribunale Palermo  20 febbraio 2001



 
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