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Art. 828 codice civile: Condizione giuridica dei beni patrimoniali

I beni che costituiscono il patrimonio dello Stato, delle provincie e dei comuni sono soggetti alle regole particolari che li concernono e, in quanto non è diversamente disposto, alle regole del presente codice (1).

I beni che fanno parte del patrimonio indisponibile non possono essere sottratti alla loro destinazione, se non nei modi stabiliti dalle leggi che li riguardano.


Commento

(1) I beni patrimoniali indisponibili a differenza dei beni demaniali non sono inalienabili, ma in ogni caso non possono essere sottratti alla loro destinazione, se non nei modi stabiliti dalle leggi che li riguardano.


Giurisprudenza annotata

Usucapione

La distinzione tra i beni pubblici e i beni privati non discrimina due categorie concettuali di proprietà, ma soltanto due categorie giuridiche di beni, la prima delle quali presenta un peculiare regime giuridico (inalienabilità, inusucapibilità, vincolo di destinazione per i beni pubblici appartenenti a privati, ecc.). Ne consegue che la P.A. può usucapire il bene privato del quale per oltre un ventennio, nella erronea convinzione che fosse demaniale, abbia disposto la concessione in uso a terzi, atteso che, mentre l'errata supposizione di demanialità del bene non incide sulla volontà della P.A. di gestirlo "uti dominus", risolvendosi in un errore sul regime giuridico del bene, irrilevante ai fini dell'usucapione, la concessione in uso a terzi costituisce uno dei modi di disposizione del bene e, quindi, di possesso da parte dell'ente pubblico. Rigetta, App. Napoli, 07/09/2007

Cassazione civile sez. II  06 maggio 2014 n. 9682  

 

 

Demanio

L'opera "parcheggio pubblico" appartiene al patrimonio indisponibile comunale, in quanto destinata a svolgere una funzione pubblica, che ai sensi dell'art. 828 comma 2 c.c. non può essere rimossa se non nei modi stabiliti dalle leggi; di conseguenza tale bene non può formare oggetto di negozi di diritto privato (né può essere usucapito) incompatibili con la destinazione a parcheggio pubblico, e ciò fino a quando dura tale destinazione per non intervenuta modificazione dello strumento urbanistico.

T.A.R. Potenza (Basilicata) sez. I  07 febbraio 2013 n. 66  

 

 

Edilizia ed urbanistica

Le opere di urbanizzazione vanno ricondotte al regime giuridico del patrimonio indisponibile e come tali godono del "regime di protezione" delineato dall'art. 828, comma 2, del c.c., secondo cui "I beni che fanno parte del patrimonio indisponibile non possono essere sottratti alla loro destinazione, se non nei modi stabiliti dalle leggi che li riguardano", con i conseguenti divieti di alienazione e usucapione da parte dei privati.

T.A.R. Cagliari (Sardegna) sez. II  14 dicembre 2012 n. 1118  

 

A seguito dell'entrata in vigore d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 (t.u. Edilizia, ove all'art. 16 comma 2, si afferma che "2. La quota di contributo relativa agli oneri di urbanizzazione è corrisposta al comune all'atto del rilascio del permesso di costruire e, su richiesta dell'interessato, può essere rateizzata. A scomputo totale o parziale della quota dovuta, il titolare del permesso può obbligarsi a realizzare direttamente le opere di urbanizzazione, nel rispetto dell'art. 2 comma 5, l. 11 febbraio 1994 n. 109, e successive modificazioni, con le modalità e le garanzie stabilite dal comune, con conseguente acquisizione delle opere realizzate al patrimonio indisponibile del comune"), una volta ricondotte al regime del patrimonio indisponibile, le opere di urbanizzazione godono del sistema di protezione di cui all'art. 828, comma 2, del codice civile, secondo cui "I beni che fanno parte del patrimonio indisponibile non possono essere sottratti alla loro destinazione, se non nei modi stabiliti dalle leggi che li riguardano", il che ne impedisce l'alienazione e l'usucapione da parte dei privati.

T.A.R. Cagliari (Sardegna) sez. II  04 agosto 2011 n. 880  



 
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