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Art. 835 codice civile: Requisizioni

Quando ricorrono gravi e urgenti necessità pubbliche, militari o civili, può essere disposta la requisizione dei beni mobili o immobili. Al proprietario è dovuta una giusta indennità.

Le norme relative alle requisizioni sono determinate da leggi speciali.


Commento

Requisizione: provvedimento amministrativo di carattere ablatorio, che, cioè, sacrifica diritti reali di privati cittadini, legato a situazioni di necessità. In particolare la requisizione in proprietà è un provvedimento ablatorio eccezionale e necessitato che ha luogo, di regola, solo in tempo di guerra o di pace, per esigenze di carattere militare.

La requisizione in proprietà si distingue da quella in uso con la quale la pubblica amministrazione sottrae temporaneamente al soggetto solo l’uso (dunque, il godimento) della cosa, e non anche il diritto di proprietà.

 


Giurisprudenza annotata

Requisizione

La custodia del bene immobile requisito dal sindaco, su delega del commissario di governo, per dare alloggio a famiglia terremotata, è riferibile all'amministrazione statale delegante, che è legittimata passiva nel giudizio per i danni arrecati all'immobile.

Cassazione civile sez. I  28 ottobre 1998 n. 10741  

 

La p.a. che dispone la requisizione di un immobile urbano ne acquista la disponibilità e ne assume, correlativamente, l'obbligo di custodia; pertanto, nell'ipotesi di assegnazione in godimento del bene al privato, non è esclusa la sua responsabilità (eventualmente concorrente con quella dell'assegnatario) per i danni arrecati all'immobile, stante l'impossibilità per il soggetto passivo della requisizione di esercitare il controllo sulla cosa.

Cassazione civile sez. I  28 ottobre 1998 n. 10741  

 

La p.a. che disponga la requisizione di un immobile urbano ne acquista la disponibilità, assumendone, correlativamente, l'obbligo di custodia, sicché, nella ipotesi di assegnazione in godimento (per effetto di locazione o ad altro titolo) del bene al privato, non è esclusa la sua responsabilità (eventualmente concorrente con quella dell'assegnatario) per i danni arrecati all'immobile - non potendo più il soggetto passivo della requisizione, comunque sia stato ridenominato il rapporto con la p.a., esercitare il controllo sulla cosa - pur in presenza di eventuali provvedimenti autoritativi (nella specie, un'ordinanza commissariale) dispositivi di una differente graduazione della responsabilità di organi diversi della p.a. (nella specie, attraverso il trasferimento degli obblighi risarcitori dal Ministero ai comuni), che risultano del tutto inidonei ad incidere sul (diverso) rapporto tra il soggetto passivo della requisizione e l'originario debitore, autore della requisizione stessa e firmatario del successivo contratto di locazione (ferma restandone la facoltà di rivalersi nei confronti degli eventuali co-obbligati, ai sensi delle citate disposizioni).

Cassazione civile sez. I  28 ottobre 1998 n. 10741  

 

L' amministrazione che procede alla requisizione acquista l'immediata disponibilità dell'immobile urbano e quindi si fa carico, almeno nella normalità dei casi, della custodia dell'immobile medesimo. Il provvedimento di requisizione emesso dal sindaco quale ufficiale di governo nel caso di calamità naturali è riconducibile all'amministrazione statale e, nella specie, al Ministero dell'interno e della protezione civile, a cui spetta, pertanto, la legittimazione passiva nel procedimento giurisdizionale promosso dal proprietario dell'immobile requisito.

Cassazione civile sez. un.  26 maggio 1997 n. 4671

 

La pubblica amministrazione che proceda alla requisizione di un immobile urbano ne acquista la disponibilità sottraendola al proprietario (o titolare di altro diritto sullo stesso) e quindi si fa carico, almeno nella generalità dei casi, della sua custodia. Ne consegue che, ove il suddetto immobile, dopo la requisizione, venga assegnato in godimento, a vario titolo, a privati, la stessa pubblica amministrazione non può sottrarsi alla responsabilità, eventualmente concorrente con quella dell'assegnatario, per danni arrecati a terzi dalla difettosa conservazione delle strutture o dalla inefficienza degli impianti, non essendo più esercitabile, da parte del soggetto passivo della requisizione - salvo restando l'accertamento, riservato al giudice del merito, sul se e quali obblighi siano residuati a carico di detto soggetto in forza delle speciali previsioni della normativa e del concreto provvedimento amministrativo dai quali origina la singola requisizione - il controllo cui questi era tenuto quando era in condizioni di esercitare la custodia.

Cassazione civile sez. un.  26 maggio 1997 n. 4671



 
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