codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 84 codice civile: Età

I minori di età non possono contrarre matrimonio.

Il tribunale, su istanza dell’interessato, accertata la sua maturità psico-fisica e la fondatezza delle ragioni addotte, sentito il pubblico ministero, i genitori o il tutore, può con decreto emesso in camera di consiglio ammettere per gravi motivi (1) al matrimonio chi abbia compiuto i sedici anni.

Il decreto è comunicato al pubblico ministero, agli sposi, ai genitori e al tutore.

Contro il decreto può essere proposto reclamo, con ricorso alla corte d’appello, nel termine perentorio di dieci giorni dalla comunicazione.

La corte d’appello decide con ordinanza non impugnabile, emessa in camera di consiglio.

Il decreto acquista efficacia quando è decorso il termine previsto nel quarto comma, senza che sia stato proposto reclamo.


Commento

Minore d’età: [v. 1426]; Matrimonio: [v. Libro I, Titolo VI]; Pubblico ministero: [v. 23]; Tutore: [v. 357].

 

 

(1) Esempio frequente è quello del cd. matrimonio riparatore, anche se la seduzione e il conseguente stato di gravidanza non sono considerati di per sé condizioni sufficienti per ottenere la dispensa, poiché non consentono di presumere con assoluta certezza la maturità psico-fisica del minore. Non è, invece, considerato grave motivo la predisposizione della casa coniugale e dei suoi arredi.


Giurisprudenza annotata

Matrimonio

I componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione di fatto, se - secondo la legislazione italiana - non possono far valere né il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all'estero, tuttavia - a prescindere dall'intervento del legislatore in materia -, quali titolari del diritto alla "vita familiare" e nell'esercizio del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni, segnatamente alla tutela di altri diritti fondamentali, possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza appunto di "specifiche situazioni", il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata e, in tale sede, eventualmente sollevare le conferenti eccezioni di illegittimità costituzionale delle disposizioni delle leggi vigenti, applicabili nelle singole fattispecie, in quanto ovvero nella parte in cui non assicurino detto trattamento, per assunta violazione delle pertinenti norme costituzionali e/o del principio di ragionevolezza.

Cassazione civile sez. I  15 marzo 2012 n. 4184  

 

Ritenuto che nel nostro ordinamento è, ormai, compresa una norma, l'art. 12 Cedu, come interpretato dalla Corte europea, che ha privato di rilevanza giuridica la diversità di sesso dei nubendi quale requisito o presupposto essenziale per la stipula di un matrimonio, il plurimillenario e tradizionale principio secondo il quale la diversità di sesso dei nubendi era considerata (unitamente alla manifestazione della reciproca volontà matrimoniale dagli stessi espressa avanti l'ufficiale dello stato civile celebrante) requisito minimo indispensabile per l'esistenza stessa del matrimonio civile, come atto giuridicamente rilevante, non appare più adeguato all'attuale realtà giuridica, essendo stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso tra i nubendi è presupposto o requisito indispensabile, per così dire "naturalistico" della stessa "esistenza" del matrimonio.

Cassazione civile sez. I  15 marzo 2012 n. 4184  

 

Lo stato di gravidanza della minore non può da solo costituire grave motivo per l'ammissione della minore stessa al matrimonio prima dei 18 anni, se non è accompagnato da una sufficiente maturità ed indipendenza psicologica dai genitori e dalla sussistenza, in atto, di valide prospettive di una famiglia autonoma; non può per ciò essere ammessa, ex art. 84, comma 2, c.c., al matrimonio la minore, pur gravida, che, malgrado abbia raggiunto l'età di 17 anni, non abbia mostrato una sufficiente indipendenza psicologica dalla propria madre, tanto più che i nubendi, non disponendo di una abitazione separata, vivrebbero a casa dei genitori di lei (nella specie, il partner della ragazza prestava, all'epoca del ricorso, servizio militare di leva).

Tribunale minorenni Napoli  05 giugno 1995

 

Sono costituzionalmente illegittimi - in riferimento all'art. 3 cost. - l'art. 12 l. 27 maggio 1929 n. 847 (disposizioni per l'applicazione del concordato fra la S.Sede e l'Italia nella parte relativa al matrimonio), nella parte in cui non dispone che non si faccia luogo alla trascrizione anche nel caso di matrimonio canonico contratto da minore infrasedicenne o da minore che abbia compiuto gli anni sedici ma non sia stato ammesso al matrimonio ai sensi dell'art. 84 c.c. (così come sostituito dall'art. 4 l. 19 maggio 1975 n. 151 sulla riforma del diritto di famiglia), nonché (in applicazione dell'art. 27 l. 11 marzo 1953 n. 87) l'art. 7 comma ultimo della legge n. 847 del 1929 nella parte in cui non dispone che l'autorità giudiziaria decide sull'opposizione anche quando questa sia fondata sulla causa indicata nell'art. 84 c.c.

Corte Costituzionale  02 febbraio 1982 n. 16  

 

Interessi

In tema di fissazione degli interessi in misura ultralegale, l'obbligo della forma scritta ad substantiam a norma dell'art. 84, comma 3, c.c. non richiede che il documento negoziale contenga l'indicazione specifica del tasso pattuito. Tuttavia questo obbligo deve essere assolto mediante il richiamo per iscritto a criteri prestabiliti ed elementi estrinseci al documento negoziale, obiettivamente individuabili, che consentano la concreta determinazione del tasso convenzionale.

Cassazione civile sez. III  11 novembre 2005 n. 22898  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti