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Art. 841 codice civile: Chiusura del fondo

Il proprietario può chiudere (1) in qualunque tempo il fondo.


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(1) «Chiudere» significa impedire ad estranei l’ingresso al fondo, costruendo recinti o mura.


Giurisprudenza annotata

Possesso

In tema di azioni possessorie, configura spoglio la chiusura del cancello di accesso al fondo mediante apposizione di un lucchetto da parte del detentore, in quanto tale condotta, se non accompagnata dalla consegna di copia delle chiavi al possessore, si qualifica come privazione dell'altrui possesso e, nel contempo, come inequivoco atto d'interversione. Rigetta, App. Roma, 06/06/2007

Cassazione civile sez. II  30 giugno 2014 n. 14819  

 

Mentre integrano spoglio gli atti che privano il possessore o il detentore della disponibilità o del godimento dell'intera cosa o di parte di essa, sono da qualificarsi come molestia quei comportamenti che non incidono sulla consistenza materiale della cosa, ma impediscono l'esercizio del potere di fatto su di essa o lo rendono più difficoltoso (nella specie, la Corte ha ritenuto che l'installazione di un cancello sul fondo gravato da una servitù di passaggio non costituisce spoglio di questo diritto se, salvo un trascurabile disagio, non impedisce l'ingresso e il transito del proprietario del fondo dominante, ovvero non diminuisce apprezzabilmente l'utilitas della servitù, perché rientra nelle facoltà del proprietario del fondo servente quella di chiuderlo).

Cassazione civile sez. II  30 maggio 2014 n. 12258  

 

In tema di servitù di passaggio, agli effetti del divieto ex art. 1067 cod. civ., la collocazione di un cancello sul "locus servitutis" non integra aggravamento della servitù di per sé, ma solo ove incida sul modo in cui è stata goduta la servitù, venendo in rilievo, quindi, frequenza del passaggio, caratteristica dei luoghi, particolari esigenze del transito e ogni altra precedente condizione di esercizio. Rigetta, App. Brescia, 10/06/2010

Cassazione civile sez. II  23 settembre 2013 n. 21744  

 

In materia di servitù di passaggio, nel caso in cui il proprietario del fondo servente intenda esercitare la facoltà, prevista dall'art. 841 c.c., di chiudere il fondo per preservarlo dall'ingerenza di terzi, spetta al giudice di merito stabilire in concreto quali misure risultino più idonee a contemperare i due diritti, avendo riguardo al contenuto specifico della servitù, alle precedenti modalità d'esercizio e alla configurazione dei luoghi (nella specie, relativa alla chiusura di un cancello di accesso al cortile interno di un condominio, gravato da servitù di passaggio in favore del ricorrente, la Corte ha confermato la decisione dei giudici del merito, i quali avevano ritenuto non grave il disagio per il fondo dominante, dovuto all'assenza di un dispositivo di apertura elettrico del cancello, in considerazione della chiusura solo notturna di esso in un orario -dalle 2 alle 5- in cui normalmente non si ricevono ospiti, osservando, per contro, che vi erano importanti ragioni di sicurezza che militavano a favore della chiusura notturna per evitare l'intrusione di estranei nel cortile condominiale, interno ma comodamente accessibile dalla via pubblica).

Cassazione civile sez. II  23 settembre 2013 n. 21744  

 

 

Servitù

Nell'ipotesi di fondo gravato da servitù di passaggio, l'esercizio, da parte del proprietario, della facoltà riconosciutagli dall'art. 841 c.c. di chiudere in qualunque tempo il proprio fondo deve essere esercitato in modo tale che l'esercizio della servitù di passaggio non venga impedito né reso scomodo; spetta al giudice di merito stabilire quali misure, in concreto, risultino più idonee a contemperare l'esercizio dei due diritti, avendo riguardo a tutte le circostanze del caso concreto in relazione allo stato dei luoghi, nonché degli interessi coinvolti e della natura di questi ultimi (nella specie la Corte ha ritenuto che il giudice del merito non avesse adeguatamente operato il bilanciamento tra i diritti dominicali del proprietario del fondo servente e il diritto di libertà religiosa dei fedeli frequentatori dell'edificio di culto). (Cassa App. Napoli 25 luglio 2005 n. 2447).

Cassazione civile sez. II  28 novembre 2012 n. 21129  



 
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