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Art. 843 codice civile: Accesso al fondo

Il proprietario deve permettere l’accesso e il passaggio nel suo fondo, sempre che ne venga riconosciuta la necessità (1), al fine di costruire o riparare un muro o altra opera propria del vicino oppure comune (2).

Se l’accesso cagiona danno, è dovuta un’adeguata indennità.

Il proprietario deve parimenti permettere l’accesso a chi vuole riprendere la cosa sua che vi si trovi accidentalmente o l’animale che vi si sia riparato sfuggendo alla custodia. Il proprietario può impedire l’accesso consegnando la cosa o l’animale.


Commento

(1) L’ingresso al fondo può essere disposto dal giudice, se il proprietario non lo consente.

 

(2) L’ingresso è limitato, nei tempi e modi, allo stretto indispensabile per l’esecuzione dei lavori.

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Proprietà

Le condizioni alle quali il codice civile subordina l'accesso al fondo ai sensi dell'art. 843 (il cui obbligo di concessione in capo al proprietario vicino si qualifica come obligatio propter rem e non costituisce, invece, oggetto di un correlativo diritto di servitù) sono: a) il fine di costruire o riparare un muro od altra opera propria del vicino o comune; b) la necessità dell'accesso per eseguire i lavori. La necessità, di cui all'art. 843 c.c., che subordina il diritto del vicino di accedere nel fondo altrui per costruire o riparare un muro od altra opera propria o comune, non deve essere riferita all'opera da compiere ma all'accesso ed al passaggio mentre il "costruire o riparare un muro o altra opera" deve intendersi come lo scopo perseguito dall'interessato, in base a valutazioni a lui riservate.

Tribunale Torre Annunziata sez. I  08 gennaio 2014 n. 208  

 

A norma dell'art. 843 c.c., il proprietario deve permettere l'accesso e il passaggio nel suo fondo, sempre che ne venga riconosciuta la necessità, al fine di costruire o riparare il muro o altra opera propria del vicino o comune; ove, però, nel relativo giudizio insorgano contestazioni, il giudice è tenuto a verificare l'esistenza dei presupposti che legittimano il vicino ad esercitare tale potere di accesso ovvero la liceità dell'opera.

Cassazione civile sez. II  05 aprile 2011 n. 7768  

 

In materia di rapporti di vicinato, la previsione dell'art. 843 c.c. - secondo cui il proprietario è tenuto a permettere l'accesso o il passaggio nel suo fondo al fine di consentire al vicino lo svolgimento di opere necessarie alla manutenzione del muro dell'immobile di sua proprietà - configura un'obbligazione "propter rem", cui corrisponde l'obbligo per il vicino di versare un'adeguata indennità, da liquidare in via equitativa ed anche in assenza di prova del danno, fermo restando l'obbligo per il medesimo di ripristinare lo stato dei luoghi ad opera finita.

Cassazione civile sez. II  27 gennaio 2009 n. 1908  

 

In tema di accesso al fondo altrui per l'esecuzione di interventi edilizi (nella specie realizzazione di una canna fumaria), ai fini della verifica delle condizioni di cui all'art. 843 c.c., la valutazione comparativa dei contrapposti interessi delle parti deve essere compiuta con riferimento alla necessità non della costruzione o manutenzione, ma dell'ingresso e del transito, nel senso che l'utilizzazione del fondo del vicino non è consentita ove sia comunque possibile eseguire i lavori sul fondo stesso di chi intende intraprenderli, oppure su quello di un terzo, con minore suo sacrificio.

Cassazione civile sez. II  26 novembre 2008 n. 28234  

 

Ai fini del riconoscimento della necessità cui l'art 843 c.c. subordina la concessione dell'accesso sul fondo altrui, occorre che il giudice del merito proceda ad una complessa valutazione della situazione dei luoghi, al fine di accertare se la soluzione prescelta (accesso e passaggio per un determinato fondo altrui) sia l'unica possibile o, tra più soluzioni, sia quella che consente il raggiungimento dello scopo (riparazione o costruzione) con minor sacrificio sia di chi chiede il passaggio, sia del proprietario del fondo che deve subirlo. Ne consegue che, ove egli pervenga alla conclusione che il richiedente possa procurarsi "aliunde" l'invocato passaggio, con disagi e costi quanto meno pari a quelli che subirebbe il proprietario del fondo che dovrebbe subire il passaggio stesso, deve escludersi la sussistenza del requisito della necessità.

Cassazione civile sez. II  29 gennaio 2007 n. 1801  

 

L'obbligo di consentire al vicino l'accesso e il passaggio sul fondo, al fine di costruire e riparare un muro, previsto dall'art. 843 c.c., costituisce una “obligatio propter rem” , cioè una obbligazione nascente dalla cosa e non una servitù, per cui è posta esclusivamente a carico del proprietario del bene e l'azione esercitata dal vicino non richiede l'integrazione del contraddittorio dei condomini titolari di uso esclusivo (caso in cui il costruttore di un fabbricato, intendendo sopraelevare, ha chiesto al condominio l'uso temporaneo dell'area circostante l'edificio, di proprietà condominiale ed in uso esclusivo di alcuni condomini).

Tribunale Teramo  06 settembre 2005

 

 

Comunione e condominio

L'art. 843 c.c. - applicabile anche in caso di immobili in condominio - pone, a carico del proprietario del fondo, l'obbligo di consentire l'accesso e il passaggio nella sua proprietà se necessari al fine di costruire o di riparare un muro o altra opera propria del vicino, oppure comune. Il requisito della necessità dell'accesso o del passaggio, richiesto dalla legge al fine di giustificare la limitazione del diritto del titolare del fondo, in funzione del soddisfacimento di una utilità occasionale e transeunte del vicino, in quanto non caratterizzato da un'ulteriore qualificazione di assolutezza, deve essere inteso nel senso che tali accesso e passaggio devono essere consentiti osservandosi un equo contemporaneamento degli opposti interessi. Adottando, quindi, tra più soluzioni possibili, quella che consenta di raggiungere lo scopo perseguito dalla norma (con l'imposizione di siffatta "obligatio propter rem" anche con il minore sacrificio di colui che chiede il passaggio o l'accesso). Deriva, da quanto precede pertanto, che qualora debbano essere eseguiti lavori di riparazione della terrazza comune ubicata al quinto piano di un fabbricato in condominio, correttamente i giudici del merito ritengono ingiustificata la pretesa del proprietario dell'appartamento al piano sottostante (che nella specie aveva, altresì, l'uso esclusivo della terrazza da riparare) che per eseguire i lavori il condominio eriga un ponteggio esterno all'edificio.

Cassazione civile sez. II  16 gennaio 2006 n. 685  



 
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