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Art. 863 codice civile: Consorzi di miglioramento fondiario

Nelle forme stabilite per i consorzi di bonifica possono essere costituiti anche consorzi per l’esecuzione, la manutenzione e l’esercizio di opere di miglioramento fondiario comuni a più fondi e indipendenti da un piano generale di bonifica.

Essi sono persone giuridiche private. Possono tuttavia assumere il carattere di persone giuridiche pubbliche quando, per la loro vasta estensione territoriale o per la particolare importanza delle loro funzioni ai fini dell’incremento della produzione, sono riconosciuti d’interesse nazionale con provvedimento dell’autorità amministrativa.


Giurisprudenza annotata

Consorzi

I consorzi di urbanizzazione — consistenti in aggregazioni di persone fisiche o giuridiche, preordinate alla sistemazione o al miglior godimento di uno specifico comprensorio mediante la realizzazione e la fornitura di opere e servizi — sono figure atipiche, nelle quali i connotati delle associazioni non riconosciute si coniugano con un forte profilo di realità, sicché il giudice, nell'individuare la disciplina applicabile, deve avere riguardo, in primo luogo, alla volontà manifestata nello statuto e, solo ove questo non disponga, alla normativa delle associazioni o della comunione; ne consegue che, qualora lo statuto preveda la cessazione dell'appartenenza al consorzio per l'intervenuta alienazione del diritto reale e il subingresso dell'acquirente nei diritti e negli obblighi dell'alienante, il nuovo proprietario subentra nel debito per le quote consortili, che è obbligazione propter rem, senza necessità della dichiarazione di recesso o della delibera di esclusione prescritte dall'art. 24 c.c. in materia di associazioni

Cassazione civile sez. I  14 maggio 2012 n. 7427  

 

In tema di consorzi di miglioramento fondiario, ai fini del sorgere dell'obbligo di contribuzione non è sufficiente l'inclusione dell'immobile nel perimetro consortile, ma è anche necessario che esso tragga potenzialmente vantaggio in maniera diretta dalle opere eseguite nel comprensorio in modo tale che si traducano in una "qualità" del fondo. (Nel caso di specie, lo statuto del consorzio imponeva ai soci, pure nel caso in cui fossero sollevati dal pagamento del contributo consortile in danaro, di provvedere essi stessi, a loro spese, alle opere di manutenzione ed alla pulizia dei canali e delle conduttore situati sul loro fondo; enunciando il principio di cui in massima, la S.C. ha ritenuto che l'utilità per il fondo poteva nel caso implicitamente ricavarsi dal fatto che le opere di manutenzione del canale, consistenti nel rifacimento del relativo letto cementizio, fossero state eseguite direttamente dal proprietario del fondo medesimo attraversato dal canale).

Cassazione civile sez. I  08 settembre 2004 n. 18079

 

 

Bonifica

In tema di contributi consortili, l'obbligo contributivo presuppone la qualità di proprietario di immobili siti nel comprensorio e la configurabilità di un vantaggio a favore dell'immobile, vantaggio che può consistere anche solamente nella diversa misura del danno che viene evitato con l'attività consortile. L'onere di dimostrare l'insussistenza dei benefici ricade sul ricorrente: la prova del beneficio che gli immobili traggono dall'attività del consorzio è data dalla ricomprensione del perimetro di contribuenza approvato dall'amministrazione provinciale e trascritto presso la Conservatoria dei registri immobiliari.

Comm. trib. prov.le Pistoia sez. VI  14 agosto 2006 n. 76  

 

In tema di contributi consortili, l'obbligo contributivo presuppone la qualità di proprietario di immobili siti nel comprensorio e la configurabilità di un vantaggio a favore dell'immobile - vantaggio che può essere sia diretto che indiretto e sia specifico che generale - e non anche la determinazione del perimetro di contribuenza, la cui adozione, però, esonera il consorzio dall'onere di provare il beneficio in favore degli immobili in esso compresi

Comm. trib. prov.le Foggia sez. III  08 maggio 2006 n. 57

 

La natura industriale o agricola dell'attività imprenditoriale svolta dai consorzi di bonifica (rilevante ai fini dell'applicabilità dell'art. 18 della legge n. 300 del 1970, in relazione all'art. 35 della stessa legge) va accertata non sulla base di criteri generali ed astratti - come quelli stabiliti, ai fini previdenziali, dagli art. 33 del d.P.R. n. 797 del 1955 e 6, lett. b), della legge n. 92 del 1979 o, in tema di determinazione del reddito agrario, dall'art. 28 del d.P.R. n. 597 del 1973 - ma, in conformità all'enunciazione del comma 1 dell'art. 2070 c.c., posta in necessario collegamento con gli art. 2195 e 2135 dello stesso codice, sulla base dell'attività effettivamente esercitata da tali enti (pubblici economici), da considerare, peraltro, dopo la soppressione dell'ordinamento corporativo, non già alla stregua di criteri meramente merceologici ma tenendo conto della valutazione operatane dalla contrattazione collettiva.

Cassazione civile sez. lav.  05 maggio 2001 n. 6313 



 
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