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Art. 871 codice civile: Norme di edilizia e di ornato pubblico

Le regole da osservarsi nelle costruzioni sono stabilite dalla legge speciale e dai regolamenti edilizi comunali.

La legge speciale stabilisce altresì le regole da osservarsi per le costruzioni nelle località sismiche.


Commento

Regolamento edilizio comunale: strumento con il quale i Comuni devono dettare norme pratiche relative all’edificazione, in armonia con le disposizioni contenute nelle leggi speciali e nei piani regolatori. Il regolamento edilizio comunale contiene le norme sulla distanza tra fabbricati, sull’altezza minima e massima degli stessi, sul decoro degli edifici, sui requisiti igienici e di stabilità etc.

 


Giurisprudenza annotata

Edilizia e Urbanistica

Nelle controversie tra privati derivanti dall'esecuzione di opere edilizie non conformi alle prescrizioni di leggi o degli strumenti urbanistici viene sempre e soltanto in rilievo la lesione di diritti soggettivi attribuiti ai privati dalle norme medesime, anche se trattasi di norme non integrative di quelle dettate dal codice civile in materia di distanze fra le costruzioni, mentre la rilevanza giuridica della concessione edilizia si esaurisce nell'ambito del rapporto pubblicistico tra l'amministrazione e il richiedente. Deriva da quanto precede, pertanto, che ove dette norme siano state violate, il diritto del vicino alla riduzione in pristino (o al risarcimento del danno) non trova deroga per il fatto che la costruzione sia stata realizzata in base a concessione edilizia e resta tutelabile davanti al giudice ordinario senza necessità di una preventiva decisione del giudice amministrativo in ordine alla legittimità o meno del provvedimento di concessione e senza che occorra neppure una delibazione di detto provvedimento, in via meramente incidentale, da parte del giudice ordinario.

Cassazione civile sez. II  09 giugno 2014 n. 12956  

In tema di illecito per violazione della normativa urbanistico ed edilizia e obblighi risarcitori ai sensi degli art. 871 e 872 c.c., anche se la postuma regolarizzazione dell’edificazione, mediante sanatoria degli abusi, non è di per sé elemento che automaticamente impedisce di assumere un provvedimento risarcitorio ai sensi dell’art. 872 2 comma c.c., posto che gli effetti della sanatoria sono limitati al campo pubblicistico, e non pregiudicano i diritti dei terzi, la domanda risarcitoria risulta comunque infondata, in assenza di prova sufficiente in ordine al nesso di derivazione tra presunta violazione urbanistico ed edilizia e danno asseritamente patito, di cui si chiede il risarcimento e del quale il proprietario è tenuto a fornire una dimostrazione precisa, sia in ordine alla sua esistenza che alla sua entità obiettiva, in termini di minore amenità, tranquillità, comodità ed altro.

Tribunale Monza sez. II  04 marzo 2014

Distanze legali

In materia di distanze nelle costruzioni, qualora subentri una disposizione derogatoria favorevole al costruttore, si consolida - salvi gli effetti di un eventuale giudicato sull'illegittimità della costruzione -il diritto di quest'ultimo a mantenere l'opera alla distanza inferiore, se, a quel tempo, la stessa sia già ultimata, restando irrilevanti le vicende normative successive, fermo, peraltro, il diritto del vicino al risarcimento del danno subito nel periodo tra l'edificazione e l'entrata in vigore del disposto normativo legittimante. Cassa con rinvio, App. Venezia, 27/03/2006

Cassazione civile sez. II  26 luglio 2013 n. 18119  

Le norme del codice civile sulle distanze fra gli edifici e quelle, ivi richiamate, dei regolamenti edilizi locali, che disciplinano, eventualmente, la materia in modo diverso, fondano, nelle controversie fra privati, il diritto soggettivo di colui che si ritenga danneggiato dalla loro violazione al risarcimento del danno e alla riduzione in pristino ovvero allo spostamento della costruzione alla distanza prescritta dalle dette fonti normative, senza che possa in contrario rilevare - almeno in via di principio - il disposto dell'articolo 2933 del Cc, e l'ivi previsto divieto di distruzioni pregiudizievoli per l'economia nazionale. In materia - inoltre - non trova applicazione neppure l'articolo 2058, comma 2, del Cc, che prevede la possibilità di ordinare la risarcimento del danno per equivalente, anziché la reintegrazione in forza specifica, in caso di eccessiva onerosità di quest'ultima.

Cassazione civile sez. II  22 marzo 2013 n. 7333

Gli art. 871 e 872 c.c. distinguono, nell'ambito delle leggi speciali e dei regolamenti edilizi, le norme integrative delle disposizioni del codice civile sui rapporti di vicinato dalle norme che, prive di portata integrativa o modificativa e se pure dirette incidentalmente ad assicurare una migliore coesistenza ed una più razionale utilizzazione delle proprietà private, tendono principalmente a soddisfare interessi di ordine generale, come quelli inerenti alle esigenze igieniche, al godimento della proprietà e alla tutela dell'estetica edilizia. A tale distinzione corrisponde, in caso di violazione della norma, una diversa tutela del privato, assicurata, per le norme del secondo tipo, soltanto dall'azione di risarcimento del danno, a parte il potere della p.a. di imporne l'osservanza coattiva, e, per quelle del primo tipo, anche dall'azione reale per l'eliminazione dello stato di fatto creato dalla violazione edilizia. Il fatto che in materia di distanze il distacco delle costruzioni tra loro e di ciascuna costruzione dal confine si collochi tendenzialmente nel medesimo ambito delle norme integrative del codice civile, non toglie che rientra nel potere dispositivo della parte che si assuma danneggiata dall'altrui attività edilizia dolersi dell'una o dell'altra violazione, e che sia compito del giudice di merito interpretare la domanda fornendo adeguata e logica motivazione delle conclusioni cui perviene. (Cassa App. Venezia 8 ottobre 2004 n. 1649).

Cassazione civile sez. II  12 maggio 2011 n. 10459  



 
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