codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 874 codice civile: Comunione forzosa del muro sul confine

Il proprietario di un fondo contiguo al muro altrui può chiederne la comunione (1) per tutta l’altezza o per parte di essa, purché lo faccia per tutta l’estensione della sua proprietà. Per ottenere la comunione deve pagare  (2) la metà del valore del muro, o della parte di muro resa comune, e la metà del valore del suolo su cui il muro è costruito. Deve inoltre eseguire le opere che occorrono per non danneggiare il vicino.


Commento

Fondo contiguo: la contiguità va intesa in senso rigoroso e letterale, di fondi «confinanti» e non di vicinanza anche solo funzionale.

 

(1) La facoltà di chiedere la comunione del muro rientra nel contenuto del diritto di proprietà, quindi il proprietario non può evitare la comunione e, ove si rifiuti di prestare il consenso, il proprietario del fondo contiguo può utilizzare l’azione prevista dall’art. 2932. La comunione forzosa del muro sul confine comporta la proprietà pro indiviso della totalità del muro e del suolo su cui è eretto.

 

(2) L’obbligazione di pagare il prezzo della comunione del muro si trasmette, in caso di alienazione del suolo, al successivo proprietario.

 

 


Giurisprudenza annotata

Distanze legali

In tema di distanze nelle costruzioni, qualora sul confine vi sia un fosso di rete fognante ostativo alla costruzione in aderenza, non opera il criterio della prevenzione, non potendo il prevenuto spingere il suo fabbricato fino a quello del preveniente, sicché è quest'ultimo a dover osservare il distacco legale dal confine, altrimenti esponendosi al rischio di dover arretrare la propria costruzione. Rigetta, App. Catanzaro, 21/05/2007

Cassazione civile sez. II  23 aprile 2014 n. 9222  

In tema di distanze legali fra edifici, rientrano nel concetto civilistico di "costruzione" le parti dell'edificio, quali scale, terrazze e corpi avanzati (c.d. "aggettanti") destinate ad estendere ed ampliare la consistenza del fabbricato, seppure non corrispondano a volumi abitativi coperti. Agli effetti di cui all'art. 873 c.c. la nozione di costruzione deve essere unica e non può essere derogata, sia pure al limitato fine del computo delle distanze, dalla normativa secondaria, giacché il rinvio contenuto nella seconda parte dell'art. 873 c.c. è limitato alla sola facoltà per i regolamenti locali di stabilire una distanza maggiore (tra edifici o dal confine) rispetto a quella codicistica.

Cassazione civile sez. II  30 gennaio 2014 n. 2094

In materia di violazioni delle distanze tra costruzioni, al proprietario confinante che lamenti tale violazione compete sia la tutela in forma specifica, finalizzata al ripristino della situazione antecedente al verificarsi dell'illecito, sia quella risarcitoria ed il danno deve ritenersi "in re ipsa".

Tribunale Nocera Inferiore sez. II  03 giugno 2013 n. 508  

In tema di distanze nelle costruzioni, qualora gli strumenti urbanistici stabiliscono determinate distanze del confine e nulla aggiungano, sulla possibilità di costruire in aderenza o in appoggio, la preclusione di dette facoltà non consente l'operatività del principio della prevenzione.

Cassazione civile sez. II  16 maggio 2013 n. 11910  

Solo in presenza di una norma regolamentare che prescriva una distanza tra fabbricati con riguardo al confine, escludendo la possibilità di costruire sul confine e, quindi, l'operatività del principio civilistico della prevenzione, si pone l'esigenza di un'equa ripartizione tra proprietari confinanti dell'onere di salvaguardare una zona di distacco tra le costruzioni; con la conseguenza che, invece, in presenza di una norma che prescrive esclusivamente distanze tra fabbricati, deve trovare applicazione il principio della prevenzione, quale risulta dal combinato disposto degli artt. 873-877 c.c.. È, quindi, illegittimo il permesso di costruire rilasciato in violazione delle norme di attuazione che prevedono in modo assoluto una distanza dai confini.

T.A.R. Reggio Calabria (Calabria) sez. I  08 gennaio 2013 n. 9  

In tema di distanze legali il principio della prevenzione è applicabile per le costruzioni sul confine e non per le costruzioni arretrate, rispetto alla linea di confine ma non arretrate oltre un metro e mezzo. Non può, infatti, essere imposto al secondo costruttore l'obbligo di un distacco dal confine rispetto a quello pari alla metà della distanza minima di tre metri, tenuto conto che il proprietario confinante non ha la possibilità di costruire in appoggio o in aderenza o di avanzare la propria costruzione sul terreno alieno di proprietà aliena e, quindi, di poter esercitare i diritti di cui all'art. 875 c.c.

Cassazione civile sez. II  30 marzo 2012 n. 5153  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti