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Art. 875 codice civile: Comunione forzosa del muro che non è sul confine

Quando il muro si trova a una distanza dal confine minore di un metro e mezzo ovvero a distanza minore della metà di quella stabilita dai regolamenti locali, il vicino può chiedere la comunione del muro soltanto allo scopo di fabbricare (1) contro il muro stesso, pagando, oltre il valore della metà del muro, il valore del suolo da occupare con la nuova fabbrica, salvo che il proprietario preferisca estendere il suo muro sino al confine.

Il vicino che intende domandare la comunione deve interpellare preventivamente il proprietario se preferisca di estendere il muro al confine o di procedere alla sua demolizione. Questi deve manifestare la propria volontà (2) entro un termine di giorni quindici e deve procedere alla costruzione o alla demolizione entro sei mesi dal giorno in cui ha comunicato la risposta.


Commento

(1) Presupposto per esercitare il diritto di acquistare la contitolarità del muro e la proprietà del suolo non è solo l’intenzione di costruire, ma l’effettiva realizzazione della costruzione che è quindi requisito di validità del trasferimento.

 

(2) Il proprietario deve manifestare la propria volontà entro il termine previsto dalla norma, attraverso una manifestazione espressa o tacita. La mancanza di risposta equivale al mancato esercizio del potere di impedire la comunione.

 


Giurisprudenza annotata

Distanze legali

Il criterio della prevenzione, previsto dagli artt. 873 e 875 cod. civ., è derogato dal regolamento comunale edilizio allorché questo fissi la distanza non solo tra le costruzioni, ma anche delle stesse dal confine, salvo che lo stesso consenta ugualmente le costruzioni in aderenza o in appoggio, nel qual caso il primo costruttore ha la scelta tra l'edificare a distanza regolamentare e l'erigere la propria fabbrica fino ad occupare l'estremo limite del confine medesimo, ma non anche quella di costruire a distanza inferiore dal confine, poiché detta prescrizione ha lo scopo di ripartire tra i proprietari confinanti l'onere della creazione della zona di distacco. Rigetta, App. Milano, 11/06/2008

Cassazione civile sez. II  06 novembre 2014 n. 23693

Il principio della prevenzione comporta che il confinante, che costruisce per primo, può edificare sia alla distanza minima imposta dalla legge, sia sul confine, sia a distanza inferiore alla metà di quella prescritta per le costruzioni su fondi finitimi, salvo in tale ultimo caso la possibilità per il vicino, che elevi un fabbricato successivamente, di avanzare la propria fabbrica fino a quella preesistente, chiedendo la comunione forzosa del muro ex art. 875 cod. civ., oppure costruendo in aderenza, ex art. 877 cod. civ. Rigetta, App. Palermo, 03/06/2008

Cassazione civile sez. II  08 luglio 2014 n. 15547  

In tema di distanze nelle costruzioni, qualora sul confine vi sia un fosso di rete fognante ostativo alla costruzione in aderenza, non opera il criterio della prevenzione, non potendo il prevenuto spingere il suo fabbricato fino a quello del preveniente, sicché è quest'ultimo a dover osservare il distacco legale dal confine, altrimenti esponendosi al rischio di dover arretrare la propria costruzione. Rigetta, App. Catanzaro, 21/05/2007

Cassazione civile sez. II  23 aprile 2014 n. 9222  

Solo in presenza di una norma regolamentare che prescriva una distanza tra fabbricati con riguardo al confine, escludendo la possibilità di costruire sul confine e, quindi, l'operatività del principio civilistico della prevenzione, si pone l'esigenza di un'equa ripartizione tra proprietari confinanti dell'onere di salvaguardare una zona di distacco tra le costruzioni; con la conseguenza che, invece, in presenza di una norma che prescrive esclusivamente distanze tra fabbricati, deve trovare applicazione il principio della prevenzione, quale risulta dal combinato disposto degli artt. 873-877 c.c.. È, quindi, illegittimo il permesso di costruire rilasciato in violazione delle norme di attuazione che prevedono in modo assoluto una distanza dai confini.

T.A.R. Reggio Calabria (Calabria) sez. I  08 gennaio 2013 n. 9  

Il principio della prevenzione ex art. 873 e ss. c.c. trova applicazione non soltanto nei comuni sprovvisti di strumenti urbanistici, ma altresì in quelli nei quali gli strumenti urbanistici non vietino l'edificazione sul confine: in questo caso, dunque, essendo ammessa la costruzione in aderenza, a chi edifica per primo sul fondo contiguo ad altro spettano tre diverse facoltà: in primo luogo, quella di costruire sul confine; in secondo luogo, quella di costruire con distacco dal confine, osservando la distanza minima imposta dal codice civile ovvero quella maggiore distanza stabilita dai regolamenti edilizi locali; ed infine quella di costruire con distacco dal confine a distanza inferiore alla metà di quella prescritta per le costruzioni su fondi finitimi, facendo salvo in questa evenienza la facoltà per il vicino, il quale edifichi successivamente, di avanzare il proprio manufatto fino a quella preesistente, previa corresponsione della metà del valore del muro del vicino e del valore del suolo occupato per effetto dell'avanzamento della fabbrica.

Consiglio di Stato sez. IV  04 febbraio 2011 n. 802  



 
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