Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 876 codice civile: Innesto nel muro sul confine

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Se il vicino vuole servirsi del muro esistente sul confine solo per innestarvi un capo del proprio muro, non ha l’obbligo di renderlo comune a norma dell’art. 874, ma deve pagare un’indennità per l’innesto.

Giurisprudenza annotata

Distanze legali

In tema di distanze nelle costruzioni, qualora gli strumenti urbanistici stabiliscono determinate distanze del confine e nulla aggiungano, sulla possibilità di costruire in aderenza o in appoggio, la preclusione di dette facoltà non consente l'operatività del principio della prevenzione.

Cassazione civile sez. II  16 maggio 2013 n. 11910  

La "actio de tigno iuncto", di cui all'art. 876 cod. civ., ha ad oggetto l'obbligazione indennitaria per l'innesto di un capo di muro sul muro a confine. Ne consegue che essa, considerata la diversità della "causa petendi", non può ritenersi compresa nell'azione risarcitoria per violazione delle distanze, ai sensi dell'art. 873 cod. civ. Rigetta, App. Genova, 05/08/2006

Cassazione civile sez. II  15 maggio 2013 n. 11735  

Solo in presenza di una norma regolamentare che prescriva una distanza tra fabbricati con riguardo al confine, escludendo la possibilità di costruire sul confine e, quindi, l'operatività del principio civilistico della prevenzione, si pone l'esigenza di un'equa ripartizione tra proprietari confinanti dell'onere di salvaguardare una zona di distacco tra le costruzioni; con la conseguenza che, invece, in presenza di una norma che prescrive esclusivamente distanze tra fabbricati, deve trovare applicazione il principio della prevenzione, quale risulta dal combinato disposto degli artt. 873-877 c.c.. È, quindi, illegittimo il permesso di costruire rilasciato in violazione delle norme di attuazione che prevedono in modo assoluto una distanza dai confini.

T.A.R. Reggio Calabria (Calabria) sez. I  08 gennaio 2013 n. 9  

Il principio della prevenzione (quale risulta dal combinato disposto degli art. 873-877 c.c., secondo cui il proprietario che costruisce per primo ha facoltà di scegliere le distanze dal confine da tenere, condizionando così le scelte edificatorie del proprietario confinante) non opera quando gli strumenti urbanistici locali prevedono una distanza minima dal confine.

T.A.R. Reggio Calabria (Calabria) sez. I  08 gennaio 2013 n. 9  

In tema di distanze legali il principio della prevenzione è applicabile per le costruzioni sul confine e non per le costruzioni arretrate, rispetto alla linea di confine ma non arretrate oltre un metro e mezzo. Non può, infatti, essere imposto al secondo costruttore l'obbligo di un distacco dal confine rispetto a quello pari alla metà della distanza minima di tre metri, tenuto conto che il proprietario confinante non ha la possibilità di costruire in appoggio o in aderenza o di avanzare la propria costruzione sul terreno alieno di proprietà aliena e, quindi, di poter esercitare i diritti di cui all'art. 875 c.c.

Cassazione civile sez. II  30 marzo 2012 n. 5153  

La norma di cui all'art. 876 c.c., secondo la quale il vicino che voglia servirsi del muro esistente sul confine al solo scopo di innestarvi un capo del proprio muro deve corrispondere all'altro proprietario un'indennità per l'innesto, disciplina le situazioni in cui non soltanto il muro nuovo trovi un sostegno nell'altro, ma anche questo in quello, specie se di maggiori dimensioni. Ne consegue che il diritto all'indennità a favore di proprietario del muro di confine sorge per effetto di detto innesto, presupponendo l'avvenuto esercizio del relativo diritt

Cassazione civile sez. II  23 gennaio 2012 n. 878  

Il principio della prevenzione ex art. 873 e ss. c.c. trova applicazione non soltanto nei comuni sprovvisti di strumenti urbanistici, ma altresì in quelli nei quali gli strumenti urbanistici non vietino l'edificazione sul confine: in questo caso, dunque, essendo ammessa la costruzione in aderenza, a chi edifica per primo sul fondo contiguo ad altro spettano tre diverse facoltà: in primo luogo, quella di costruire sul confine; in secondo luogo, quella di costruire con distacco dal confine, osservando la distanza minima imposta dal codice civile ovvero quella maggiore distanza stabilita dai regolamenti edilizi locali; ed infine quella di costruire con distacco dal confine a distanza inferiore alla metà di quella prescritta per le costruzioni su fondi finitimi, facendo salvo in questa evenienza la facoltà per il vicino, il quale edifichi successivamente, di avanzare il proprio manufatto fino a quella preesistente, previa corresponsione della metà del valore del muro del vicino e del valore del suolo occupato per effetto dell'avanzamento della fabbrica.

Consiglio di Stato sez. IV  04 febbraio 2011 n. 802  



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