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Art. 877 codice civile: Costruzioni in aderenza

Il vicino, senza chiedere la comunione del muro posto sul confine, può costruire sul confine stesso in aderenza, ma senza appoggiare (1) la sua fabbrica a quella preesistente.

Questa norma si applica anche nel caso previsto dall’art. 875; il vicino in tal caso deve pagare soltanto il valore del suolo.


Commento

(1) Costruire «in aderenza ma senza appoggiare» significa costruire un edificio che, pur combaciando perfettamente con il muro del vicino (quindi senza creare intercapedini), sia staticamente e funzionalmente autonomo.

 


Giurisprudenza annotata

Distanze legali

Il principio della prevenzione comporta che il confinante, che costruisce per primo, può edificare sia alla distanza minima imposta dalla legge, sia sul confine, sia a distanza inferiore alla metà di quella prescritta per le costruzioni su fondi finitimi, salvo in tale ultimo caso la possibilità per il vicino, che elevi un fabbricato successivamente, di avanzare la propria fabbrica fino a quella preesistente, chiedendo la comunione forzosa del muro ex art. 875 cod. civ., oppure costruendo in aderenza, ex art. 877 cod. civ. Rigetta, App. Palermo, 03/06/2008

Cassazione civile sez. II  08 luglio 2014 n. 15547  

In tema di distanze nelle costruzioni, qualora sul confine vi sia un fosso di rete fognante ostativo alla costruzione in aderenza, non opera il criterio della prevenzione, non potendo il prevenuto spingere il suo fabbricato fino a quello del preveniente, sicché è quest'ultimo a dover osservare il distacco legale dal confine, altrimenti esponendosi al rischio di dover arretrare la propria costruzione. Rigetta, App. Catanzaro, 21/05/2007

Cassazione civile sez. II  23 aprile 2014 n. 9222  

In materia di violazioni delle distanze tra costruzioni, al proprietario confinante che lamenti tale violazione compete sia la tutela in forma specifica, finalizzata al ripristino della situazione antecedente al verificarsi dell'illecito, sia quella risarcitoria ed il danno deve ritenersi "in re ipsa".

Tribunale Nocera Inferiore sez. II  03 giugno 2013 n. 508

Solo in presenza di una norma regolamentare che prescriva una distanza tra fabbricati con riguardo al confine, escludendo la possibilità di costruire sul confine e, quindi, l'operatività del principio civilistico della prevenzione, si pone l'esigenza di un'equa ripartizione tra proprietari confinanti dell'onere di salvaguardare una zona di distacco tra le costruzioni; con la conseguenza che, invece, in presenza di una norma che prescrive esclusivamente distanze tra fabbricati, deve trovare applicazione il principio della prevenzione, quale risulta dal combinato disposto degli artt. 873-877 c.c.. È, quindi, illegittimo il permesso di costruire rilasciato in violazione delle norme di attuazione che prevedono in modo assoluto una distanza dai confini.

T.A.R. Reggio Calabria (Calabria) sez. I  08 gennaio 2013 n. 9  

Il principio della prevenzione (quale risulta dal combinato disposto degli art. 873-877 c.c., secondo cui il proprietario che costruisce per primo ha facoltà di scegliere le distanze dal confine da tenere, condizionando così le scelte edificatorie del proprietario confinante) non opera quando gli strumenti urbanistici locali prevedono una distanza minima dal confine.

T.A.R. Reggio Calabria (Calabria) sez. I  08 gennaio 2013 n. 9  

In materia di distanze nelle costruzioni, nel caso in cui il regolamento edilizio locale non si limiti a fissare solo la distanza minima tra le costruzioni, ma anche (o solo) la distanza minima delle costruzioni dal confine, deve ritenersi derogato il principio di prevenzione ex art. 875 c.c., perché l'obbligo di arretrare la costruzione è assoluto, come lo è il corrispondente divieto di costruire sul confine, a meno che lo stesso regolamento edilizio non consenta espressamente anche tale facoltà. (Cass. App. Brescia 10 maggio 2005 n. 372).

Cassazione civile sez. II  17 dicembre 2012 n. 23189  

In tema di distanze legali, gli art. 873, 875, 877 c.c. non vietano di costruire con sporgenze e rientranze rispetto alla linea di confine, potendo, in tal caso, il proprietario del fondo finitimo costruire in aderenza alla fabbrica preesistente sia per la parte posta sul confine, sia per quella corrispondente alle rientranze, pagando in quest'ultimo caso la metà del valore del muro del vicino, che diventa comune, nonché il valore del suolo occupato per effetto dell'avanzamento della costruzione.

Cassazione civile sez. II  18 settembre 2012 n. 15632  



 
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