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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 88 codice civile: Delitto

Non possono contrarre matrimonio tra loro le persone delle quali l’una è stata condannata (1) per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altra.

Se ebbe luogo soltanto rinvio a giudizio ovvero fu ordinata la cattura, si sospende la celebrazione del matrimonio fino a quando non è pronunziata sentenza di proscioglimento.


Commento

Rinvio a giudizio: provvedimento con cui il Pubblico Ministero chiede al giudice dell’udienza preliminare che l’imputato sia sottoposto a giudizio penale perché ne venga riconosciuta la colpevolezza.

Sentenza di proscioglimento: sono comprese in tale definizione tutte le sentenze del giudice penale che accertano la mancanza di una condizione necessaria per sottoporre a giudizio un soggetto o che sanciscono che non si è verificato alcun reato (o comunque l’imputato non lo ha commesso) o è inimputabile o non punibile.

 

 

(1) Non è sufficiente la commissione del delitto, ma si richiede la pronunzia di una sentenza di condanna. Pertanto il matrimonio è valido anche se è stato celebrato dopo la scoperta del delitto, purché prima della sentenza, dell’ordinanza di esecuzione di una misura cautelare o del provvedimento di rinvio a giudizio.


Giurisprudenza annotata

Matrimonio

In materia di opposizione al matrimonio ex art. 102 c.c. e 59 e 60 d.P.R. n. 396 del 2000, è esclusa, in linea di principio, l'opposizione promossa dal p.m. ex art. 102 ultimo comma c.c. per l'incapacità naturale di uno dei nubendi, con l'unica eccezione relativa all'opposizione del p.m. fondata sull'infermità mentale di uno dei nubendi, per il quale, a causa dell'età, non possa essere promossa l'interdizione (art. 102 ultimo comma c.c.). Pertanto, fuori dai casi in cui l'età esclude il giudizio di interdizione, la misura di protezione contro il matrimonio dell'infermo di mente è la richiesta di una misura interdittiva accompagnata dall'istanza, ex art. 85 comma 2 c.c., per la sospensione della celebrazione del matrimonio; l'art. 85 c.c. non è, peraltro, estensibile al beneficiario dell'amministrazione di sostegno, essendo il diritto di sposarsi un diritto fondamentale della persona riconosciuto sia a livello costituzionale (art. 2 cost.), sia a livello sovranazionale.

Tribunale Varese  09 luglio 2012

 

I componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione di fatto, se - secondo la legislazione italiana - non possono far valere né il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all'estero, tuttavia - a prescindere dall'intervento del legislatore in materia -, quali titolari del diritto alla "vita familiare" e nell'esercizio del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni, segnatamente alla tutela di altri diritti fondamentali, possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza appunto di "specifiche situazioni", il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata e, in tale sede, eventualmente sollevare le conferenti eccezioni di illegittimità costituzionale delle disposizioni delle leggi vigenti, applicabili nelle singole fattispecie, in quanto ovvero nella parte in cui non assicurino detto trattamento, per assunta violazione delle pertinenti norme costituzionali e/o del principio di ragionevolezza.

Cassazione civile sez. I  15 marzo 2012 n. 4184

 

 

Esecuzione forzata

Qualora il creditore proceda al compimento di attività funzionali all'esercizio della pretesa esecutiva con modalità non rispettose del principio di lealtà processuale e, perciò, senza che specifiche circostanze consiglino di non invitare prima il debitore a pagare spontaneamente l'importo dovuto o addirittura prima che egli abbia avuto notizia della formazione del titolo, il giudice dell'opposizione a precetto, che, a seguito di un pagamento di quanto dovuto in forza del titolo successivo al compimento di dette attività, sia stato intimato per le spese a esse relative e per le altre spese successive, può, se del caso, ritenere insussistente il diritto a tali spese, in applicazione analogica del combinato disposto degli art. 88 e 92, comma 1, c.p.c.

Cassazione civile sez. III  02 dicembre 2008 n. 28627  



 
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