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Art. 881 codice civile: Presunzione di proprietà esclusiva del muro divisorio

Si presume (1) che il muro divisorio tra i campi, cortili, giardini od orti appartenga al proprietario del fondo verso il quale esiste il piovente e in ragione del piovente medesimo.

Se esistono sporti, come cornicioni, mensole e simili, o vani che si addentrano oltre la metà della grossezza del muro, e gli uni e gli altri risultano costruiti col muro stesso, si presume che questo spetti al proprietario dalla cui parte gli sporti o i vani si presentano, anche se vi sia soltanto qualcuno di tali segni.

Se uno o più di essi sono da una parte, e uno o più dalla parte opposta, il muro è reputato comune: in ogni caso la positura del piovente prevale su tutti gli altri indizi.


Commento

Piovente: piano inclinato posto sulla sommità del muro che serve a far scorrere l’acqua piovana.

 

 

(1) La presunzione si basa sul fatto che solo il proprietario ha il diritto di costruire il piovente in modo tale da far cadere le acque piovane sul proprio fondo.

 

 


Giurisprudenza annotata

Distanze legali

Per determinare la proprietà del muro divisorio, ai sensi dell'art. 881 cod. civ., su tutti gli altri indizi prevale la positura del piovente, anche nel caso di doppio piovente, sicché il confinante che realizzi un piovente sul muro divisorio comune deve spezzare l'ultima fila di tegole, rivolgendone metà verso il fondo altrui. Cassa con rinvio, App. Firenze, 25/01/2007

Cassazione civile sez. II  31 ottobre 2014 n. 23282  

La presunzione di legge di cui all'art. 880 c.c. circa la comproprietà del muro divisorio ha carattere relativo e può essere vinta da qualsiasi mezzo di prova da cui risulti la appartenenza esclusiva del muro, venendo a tale fine in considerazione tutti i modi di acquisto della proprietà tanto a titolo derivativo quanto a titolo originario e, in primo luogo, l'accessione nascente dalla costruzione sul proprio suolo. Correttamente, peraltro, il giudice del merito ritiene che l'esistenza sul muro divisorio (ritenuto comune in forza della presunzione di cui all'art. 880 c.c.) di una luce non costituisce prova contraria alla presunzione, atteso che l'apertura di una luce su un muro in comproprietà bene può avvenire a titolo di servitù ed essendo da escludere che tale luce rientri tra i segni di proprietà esclusiva del muro divisorio posti dall'art. 881 c.c.

Cassazione civile sez. II  19 ottobre 2011 n. 21614  

La presunzione derivante dall'art. 881, commi 1 e 2, c.c., per la quale il muro divisorio tra campi, cortili, giardini ed orti si presume che appartenga esclusivamente al proprietario del fondo verso il quale insistono i segni sul muro che sono dalle medesime norme considerati, si applica solo alle entità prediali omogenee. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto inoperante la suddetta presunzione perché dall'istruttoria svolta in primo grado era risultato che le proprietà confinanti sul muro erano costituite, l'una, da una "cascina", e l'altra, invece, da "un'ampia area cortilizia").

Cassazione civile sez. II  10 marzo 2006 n. 5258  

Un muro di recinzione di un fondo si presume comune al proprietario di quello limitrofo se: 1) sorge su suolo comune ad entrambi i confinanti proprietari; 2) divide, conformemente alla sua funzione, entità prediali omogenee tra loro (quali edifici, cortili, etc.), appartenenti a diversi proprietari; 3) mancano sporti e simili o altri elementi contrari, indicati dall'art. 881 c.c.

Cassazione civile sez. II  28 giugno 1999 n. 6678  

La presunzione di proprietà esclusiva del muro, posta dall'art. 881 c.c., trova applicazione quando il muro sia posto sul confine tra due fondi appartenenti a proprietari diversi ed opera a favore del proprietario verso il quale esista il piovente. Nel caso in cui, invece, il muro sia stato costruito dal proprietario dell'unico fondo per dividere quest'ultimo in due porzioni, la presunzione trova applicazione nel momento in cui queste ultime vengano separatamente trasferite a due diversi soggetti, cosicché il muro in questione (rimasta ferma la situazione di fatto originaria, anche in ordine al piovente) venga a trovarsi sulla linea di confine e nulla sia stabilito nei titoli di trasferimento.

Cassazione civile sez. II  16 gennaio 1996 n. 304  

Fra gli sporti (comprendenti cornicioni, mensole e simili), che l'art. 881 c.c., ponendo una presunzione contraria a quella di comunione stabilita dal precedente art. 880, indica quali segni presuntivi della proprietà esclusiva del muro divisorio fra campi, cortili, giardini ed orti, non può essere incluso il contrafforte, che, per sua caratteristica strutturale, non costituisce - a differenza dello sporto - un elemento intrinseco del muro, bensì un'opera estrinseca, sia pure materialmente collegata con il muro stesso per adempiere una mera funzione di sostegno.

Cassazione civile sez. II  19 febbraio 1986 n. 1018



 
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