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Art. 890 codice civile: Distanze per fabbriche e depositi nocivi o pericolosi

Chi presso il confine, anche se su questo si trova un muro divisorio, vuole fabbricare forni, camini, magazzini di sale, stalle e simili, o vuol collocare materie umide o esplodenti o in altro modo nocive, ovvero impiantare macchinari, per i quali può sorgere pericolo di danni, deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, quelle necessarie a preservare i fondi vicini da ogni danno alla solidità, salubrità e sicurezza.


Commento

La norma ha lo scopo di evitare al vicino di subire infiltrazioni o esalazioni derivanti dallo svolgimento, sul confine, di attività potenzialmente pericolose. Essa pone una presunzione assoluta di necessità e pericolosità, in caso di regolamenti edilizi che stabiliscono la distanza. In mancanza di norme regolamentari, invece, vi è una presunzione di pericolosità relativa, superata con la dimostrazione, a carico della parte interessata, dell’eliminazione del pericolo o del danno per il vicino.


Giurisprudenza annotata

Distanze legali

Il titolare di un impianto di gas propellente liquido G.P.L., al pari di qualsiasi soggetto che vuole depositare materiali nocivi o pericolosi presso il confine, è tenuto ad osservare la prescrizione inderogabile relativa al rispetto delle distanze di sicurezza degli impianti di distribuzione di G.P.L. dalle strade prevista dal regolamento di cui al d.P.R. n. 340 del 2003 e dall'art. 890 c.c. e ciò a prescindere dalla natura pubblica o privata delle strade situate sui fondi finitimi e dalla circostanza che la strada in questione sia un varco di accesso ad un'area interclusa di proprietà privata (parcheggio di un centro commerciale), in quanto sia la norma codicistica sia la norma regolamentare impongono tale misura di sicurezza al fine di creare una zona di protezione nei confronti della collettività e dei terzi a fronte del pericolo di rilascio accidentale di G.P.L., di incendio e di esplosione.

T.A.R. L'Aquila (Abruzzo) sez. I  10 luglio 2014 n. 598  

Il rispetto della distanza prevista per fabbriche e depositi nocivi e pericolosi dall'art. 890 c.c., nella cui regolamentazione rientrano anche i comignoli, è collegato ad una presunzione assoluta di nocività o pericolosità che prescinde da ogni accertamento concreto nel caso in cui vi sia un regolamento edilizio comunale che stabilisce la distanza medesima, mentre in difetto di una disposizione regolamentare si ha pur sempre una presunzione di pericolosità, seppur relativa, che può essere superata ove la parte interessata al mantenimento del manufatto dimostri che mediante opportuni accorgimenti può ovviarsi al pericolo o al danno del fondo vicino.

Tribunale Bari sez. III  16 giugno 2014 n. 2974  

Il rispetto della distanza prevista per fabbriche e depositi nocivi e pericolosi dall'art. 890 c.c., nella cui regolamentazione rientrano anche i comignoli, è collegato ad una presunzione assoluta di nocività o pericolosità che prescinde da ogni accertamento concreto nel caso in cui vi sia un regolamento edilizio comunale che stabilisce la distanza medesima, mentre in difetto di una disposizione regolamentare si ha pur sempre una presunzione di pericolosità, seppur relativa, che può essere superata ove la parte interessata al mantenimento del manufatto dimostri che mediante opportuni accorgimenti può ovviarsi al pericolo o al danno del fondo vicino.

Cassazione civile sez. II  08 maggio 2014 n. 9991  

In tema di rapporti di vicinato, negli impianti di riscaldamento, la caldaia, il bruciatore e il deposito di carburante non sono soggetti al disposto dell'art. 889 cod. civ., relativo alla distanza dei tubi di adduzione di gas alla caldaia, essendo il bruciatore, in particolare, esente dalla presunzione assoluta di pericolosità che riguarda le tubazioni a flusso costante di sostanze liquide o gassose. Rigetta, App. Cagliari, 01/02/2007

Cassazione civile sez. II  08 ottobre 2013 n. 22888  

In tema di distanze, l'alloggiamento di bombole di gas per uso domestico non è soggetto al disposto dell'art. 889, secondo comma, cod. civ., riguardante la diversa ipotesi di tubazioni destinate al flusso costante di sostanze liquide o gassose, per le quali soltanto è configurabile la presunzione assoluta di pericolosità per il fondo del vicino, essendo esso viceversa soggetto all'art. 890 cod. civ., sicché la pericolosità delle bombole deve essere accertata in concreto. Rigetta, App. Sassari, 01/04/2008

Cassazione civile sez. II  03 ottobre 2013 n. 22635  

La pericolosità di un forno a gas, rifornito da bombole per uso domestico, in relazione al fondo limitrofo deve essere valutata ai sensi dell'art. 890 c.c., e non applicando l'art. 889, comma 2, c.c. con la conseguenza che il presunto pericolo non può essere considerato in re ipsa, ma deve essere dimostrato. D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380.

Cassazione civile sez. II  03 ottobre 2013 n. 22635  

Comunione e condominio

Nel caso di installazione di una canna fumaria lungo il muro perimetrale dell'edificio comune non può legittimamente invocarsi la violazione dell'art. 1102 c.c. giacché quest'ultimo articolo riconosce a ciascun condomino la facoltà di far uso della cosa comune anche apportando a essa delle modifiche per il migliore godimento laddove non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto; né l'ulteriore norma sulle distanze di cui all'art. 906 c.c. attenendo, quest'ultima, all'apertura di vedute oblique e laterali sul fondo del vicino ma dovendo, semmai, rientrare nella disciplina di cui all'art. 890 c.c. a norma del quale chi intende realizzare le opere ivi previste, fonti di pericolo di danno, deve attenersi alle distanze stabilite dai regolamenti e in mancanza alle distanze necessarie a preservare il fondo del vicino da ogni "danno alla solidità, alla salubrità e alla sicurezza".

Tribunale Bari sez. III  16 giugno 2014 n. 2974  



 
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