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Art. 891 codice civile: Distanze per canali e fossi

Chi vuole scavare fossi o canali presso il confine, se non dispongono in modo diverso i regolamenti locali, deve osservare una distanza eguale alla profondità del fosso o canale. La distanza si misura dal confine al ciglio della sponda più vicina, la quale deve essere a scarpa naturale ovvero munita di opere di sostegno. Se il confine si trova in un fosso comune o in una via privata, la distanza si misura da ciglio a ciglio o dal ciglio al lembo esteriore della via.


Commento

Questo articolo pone una presunzione assoluta di pericolosità, per i fossi e canali posti ad una distanza inferiore a quella solonica. Una distanza inferiore, infatti, potrebbe creare il pericolo di frane ed erosioni.


Giurisprudenza annotata

Distanze legali

In tema di distanze legali, rientrano nel concetto di "costruzione", agli effetti dell'art. 873 cod. civ., il terrapieno ed i locali in esso ricompresi, avendo il medesimo terrapieno la funzione essenziale di stabilizzare il piano di campagna posto a quote differenti dal fondo confinante, mediante un manufatto eretto a chiusura statica del terreno, e potendo, tuttavia, egualmente qualificarsi il riporto di terra volto a sopraelevare il piano di campagna allo scopo di coprire degli insediamenti edilizi, senza che risulti di impedimento alla ravvisata equiparazione del terrapieno alla "costruzione" la sopravvenuta separazione del muro di contenimento dal retrostante accumulo di terreno, in quanto tale muro è soltanto diretto ad eliminare la pericolosità del riporto, allorché non sia stata rispettata la distanza solonica di cui all'art. 891 cod. civ. Cassa con rinvio, App. Brescia, 04/01/200

Cassazione civile sez. II  13 maggio 2013 n. 11388  

L'apertura di sorgenti quale legittima esplicazione del diritto di proprietà, deve essere effettuata non solo con il rispetto delle distanze indicate dall'art. 891 c.c., ma anche con l'osservanza delle maggiori distanze e con l'esecuzione delle opere necessarie per evitare il pregiudizio ai fondi e sorgenti altrui (art. 911 c.c.) con la conseguenza che, nel caso, di dolosa o colposa inosservanza di queste maggiori distanze e cautele, il proprietario che ha eseguito le opere assume la responsabilità (extracontrattuale) dei danni arrecati (ai sensi dell'art. 2043 c.c.) e non il mero obbligo di pagamento dell'indennizzo previsto dall'art. 912 c.c. che si riferisce alle estrazioni ed utilizzazioni dell'acqua legittimamente eseguite nell'esercizio del diritto di proprietà e non ha, quindi, natura risarcitoria ma solo funzione di corrispettivo da liquidare con criteri equitativi in modo da compensare gli opposti interessi.

Tribunale S.Angelo Lombardi  04 marzo 2008 n. 114  

In tema di distanze di fosse e canali dal confine, la regola stabilita dall'art. 891 c.c. è applicabile a qualsiasi escavazione effettuata in un fondo, a nulla rilevando che essa sia destinata o meno a ricevere acqua, purché provvista delle caratteristiche del fosso o del canale e non meramente provvisoria; tale disciplina è perciò applicabile anche alle escavazioni fatte a scopo estrattivo, senza che eventuali normative speciali predisposte a tutela di interessi generali possano interferire sulla posizione dei proprietari dei fondi confinanti che, nel rapporto privatistico di vicinato, mantengono il diritto all'osservanza delle distanze legali negli scavi effettuati sul fondo vicino.

Cassazione civile sez. II  16 maggio 2006 n. 11387  

La normativa generale in tema di polizia mineraria, recata dalla l. 30 marzo 1893 n. 184, deve ritenersi superata per effetto della sopravvenienza del decreto legislativo approvato con d.P.R. 9 aprile 1959 n. 128, che, con disciplina minuziosa ed organica, ha regolato l'intera materia oggetto della ridetta legge, così determinando l'abrogazione di quest'ultima ai sensi dell'art. 15 delle disp. prel. c.c. Pertanto in tema di esecuzione di scavi correlati all'esercizio di una cava non può trovare applicazione l'art. 6 della menzionata l. n. 184 del 1983, che fa obbligo di mantenere un distacco non minore di venti metri fra il ciglio della cava e il confine del fondo, e occorre invece far riferimento alle norme codicistiche in tema di distanze, ed in particolare all'art. 891 c.c. che prevede il mantenimento di un distacco fra il confine e l'altrui escavazione pari alla profondità di questa, norme la cui osservanza i proprietari dei fondi confinanti hanno diritto di pretendere, a prescindere dalle norme che a difesa di interessi generali assoggettano ad autorizzazione amministrativa, rilasciabile a determinate condizioni e subordinatamente al rispetto di previsti distacchi da determinati beni, l'esercizio di cave e lo svolgimento dell'attività estrattiva.

Cassazione civile sez. II  09 settembre 1997 n. 8741  



 
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