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Art. 894 codice civile: Alberi a distanza non legale

Il vicino può esigere che si estirpino gli alberi e le siepi che sono piantati o nascono a distanza minore di quelle indicate dagli articoli precedenti (1).


Commento

(1) Il diritto a richiedere l’estirpazione viene meno in presenza di un vincolo paesaggistico o di un pubblico interesse.


Giurisprudenza annotata

 

Distanze legali

Deve essere cassata la decisione del giudice del merito di estirpare alcuni alberi se lo stesso non ha provveduto a verificare che fossero state effettivamente misurate le distanze legali degli alberi al fine di accordare o meno il diritto alla estirpazione, avendo il c.t.u. accentrato esclusivamente l'indagine solo sulla lesione di diritti di veduta o di luce dell'attore.

Cassazione civile sez. II  06 maggio 2013 n. 10502

In base all'interpretazione costituzionalmente orientata degli art. 892, 893 e 894 c.c., il proprietario del fondo può chiedere l'estirpazione degli alberi posti nel fondo del vicino a distanza minore di quella di legge, a prescindere dalla valutazione dell'esistenza di un'effettiva turbativa; la finalità delle citate norme, infatti, è quella di salvaguardare il fondo in sé, indipendentemente dalle sue particolari caratteristiche o esigenze, sicché il compito del giudice di merito è limitato alla verifica del rispetto della distanza prescritta, senza doversi estendere a indagare la concreta esistenza del danno.

Cassazione civile sez. II  09 giugno 2008 n. 15236  

In tema di distanze degli alberi dal confine, ai sensi dell'art. 892 c.c., è legittima e non affetta da ultrapetizione la sentenza del giudice di merito che, nel giudizio instaurato con domanda di sradicamento degli alberi posti a dimora dal confinante proprietario a distanza inferiore a quella legale, ordini al convenuto medesimo di mantenere le piante ad altezza non eccedente la sommità del muro di cinta, ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 892 c.c..

Cassazione civile sez. II  09 aprile 2008 n. 9280  

E’ manifestamente inammissibile la q.l.c. degli art. 892 e 894 c.c., censurati, in riferimento agli art. 3, 9 comma 2, 24 e 42 cost., , laddove consentono l’estirpazione di alberi piantati a distanza dal confine minore della distanza legale, senza che il giudice possa valutare l’effettiva turbativa per il proprietario del fondo che ne chiede l’estirpazione. L’ordinanza di rimessone, infatti è carente della descrizione della fattispecie oggetto del giudizio a quo, nonché di ogni motivazione sulla rilevanza della questione, solo apoditticamente affermata

Corte Costituzionale  07 luglio 2006 n. 278  

È manifestamente infondata, in riferimento agli art. 3, 9 e 42 cost., la q.l.c. degli art. 894 e 896 c.c., nella parte in cui consentono, rispettivamente, l'estirpazione di alberi piantati a distanza dal confine minore della distanza legale, pur aventi pregio paesaggistico, e in ogni caso la recisione di rami protesi e di radici addentrate nel fondo vicino, in quanto il giudice ben può applicare la legge di sua competenza, regolando i rapporti di vicinato, fermo restando che le esigenze pubblicistiche, connesse a interessi diversi da quelli privatistici, trovano tutela nell'opportuna sede, essendo la salvaguardia di valori che trascendono la tutela del diritto dominicale estranea alla norma codicistica denunciata, perché demandata alla normativa di settore, attuativa del valore costituzionale del paesaggio.

Corte Costituzionale  06 luglio 2004 n. 211  

Gli art. 892 e 894 c.c. che stabiliscono le distanze per gli alberi e la facoltà del vincolo di chiedere che siano estirpati gli alberi che sorgono a distanza inferiore a quella legale si differenziano, per contenuto e finalità, dalla disciplina delle immissioni, prevista nel precedente art. 844, che attiene alla responsabilità civile; pertanto, è infondata la questione di legittimità costituzionale degli art. 892 e 894 cit., sollevata con riferimento all'art. 3 cost. sotto il profilo che non consentono al giudice di valutare se gli alberi e le piante sorgenti a distanza inferiore a quella legale debbano essere estirpati solo quando rechino al fondo confinante pregiudizio che superi la normale tollerabilità, come è invece consentito nel caso delle immissioni di cui all'art. 844.

Corte Costituzionale  23 febbraio 1994 n. 54  



 
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