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Art. 897 codice civile: Comunione di fossi

Ogni fosso interposto tra due fondi si presume comune.

Si presume che il fosso appartenga al proprietario che se ne serve per gli scoli delle sue terre, o al proprietario del fondo dalla cui parte è il getto della terra o lo spurgo ammucchiatovi da almeno tre anni.

Se uno o più di tali segni sono da una parte e uno o più dalla parte opposta, il fosso si presume comune.


Commento

Fosso: è uno scavo che serve a raccogliere le acque che scolano dai fondi posti sui suoi lati.

 

Getto di terra: raccolta dei materiali relativi allo scavo del fosso.

 

Spurgo: raccolta dei materiali, che derivano dall’operazione di pulizia di un fosso.


Giurisprudenza annotata

Distanze legali

Deve escludersi la contiguità fisica e materiale tra due fondi, qualora gli stessi sono separati da un fosso (avente una larghezza media di 5-6 metri e una profondità media di circa metri 1,40) nel quale scorre acqua avente attitudine a usi di pubblico generale interesse, avendo la funzione di raccolta degli scarichi dell'abitato esistente a monte e tenuto presente l'inserimento del canale stesso nel bacino imbrifero affidato a un consorzio di bonifica. In particolare deve escludersi che un tale fosso sia sussumibile nella fattispecie di cui all'art. 897 c.c., integrando - in realtà - un vero e proprio canale, destinato a garantire l'equilibrio idrico dei luoghi affidato a un consorzio con conseguente formazione di un nuovo bene di uso pubblico. In sostanza la superficie del canale - quand'anche risultasse dall'unione di porzioni distaccate dai fondi confinanti - non potrebbe comunque ritenersi nella disponibilità individuale dei conferenti, risulta asservito a finalità di interesse generale, con conseguente interruzione della materiale contiguità dei fondi. (La situazione, ha concluso la S.C., non è dissimile da quella dei fondi posti ai lati di una strada vicinale non aperta al pubblico transito o di una strada agraria privata, in cui la sede stradale dà luogo a un nuovo bene comune, siccome asservito al reciproco passaggio, risultando, al pari di quest'ultima, idonea a interrompere la materiale contiguità dei fondi).

Cassazione civile sez. III  15 maggio 2013 n. 11757

In ipotesi di uso dannoso di un fossetto di separazione tra fondi contigui, il godimento dello stesso, che crea una presunzione semplice di comunione dei terreni, comporta certamente una comune responsabilità e una comune facoltà di "spurgo" per assicurane la funzionalità nel comune interesse, non impegnando assolutamente i proprietari dei terreni separati del fossetto a compiere opere stabili che impediscano assorbimento della naturale umidità di scolo nei terreni contrapposti. La illegittimità si determina ove sussista lo scaricamento nel fossetto, non già di acqua naturale di precipitazione sul proprio terreno, ma di liquidi diversi inquinanti destinati alle fogne e non alle fosse di scolo.

Tribunale Prato  19 luglio 2011 n. 825  

Qualora due fondi siano separati da un fosso, non è possibile parlare di fondi tra loro confinanti, dal che deriva l'inapplicabilità dell'art. 892 c.c. in riferimento agli alberi che uno dei due proprietari abbia piantato, all'interno del proprio fondo, in relazione al confine con il fosso. Inoltre, poiché il fosso si presume, fino a prova contraria, di proprietà comune (art. 897 c.c.), il diritto di ciascuno dei comproprietari si estende - sia pure nei limiti della relativa quota - fino all'una ed all'altra riva, con la conseguenza che il rispetto delle distanze legali, in riferimento alle piantagioni esistenti nel fosso, va valutato partendo dall'argine di proprietà del vicino. Tale disciplina non consente, comunque, l'impianto indiscriminato di alberi nel fosso, trattandosi di attività sottoposta al regime dell'art. 1102 c.c. in materia di uso della cosa comune.

Cassazione civile sez. II  25 settembre 2007 n. 19936  

La presunzione di comunione di cui all'art. 897 c.c., del fosso interposto fra i fondi di rispettiva proprietà dei confinanti ed utilizzato per lo scolo delle acque, è operante anche quando il confine catastale corre lungo la mezzeria del fosso, mentre tale presunzione è esclusa quando il fosso, corra per tutta la sua lunghezza nella parte interna di uno dei due fondi confinanti.

Cassazione civile sez. II  16 febbraio 1996 n. 1201



 
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