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Art. 922 codice civile: Modi di acquisto

La proprietà si acquista per occupazione, per invenzione, per accessione, per specificazione, per unione o commistione, per usucapione, per effetto di contratti, per successione a causa di morte e negli altri modi stabiliti dalla legge.


Giurisprudenza annotata

Espropriazione per pubblico interesse

A seguito dell'espunzione dall'ordinamento dell'istituto dell'accessione invertita o occupazione acquisitiva, non si determina alcun acquisto né alcuna estinzione del diritto di proprietà che resta in capo al proprietario che ha subito l'illegittima occupazione del fondo e la trasformazione dello stesso a seguito della realizzazione dell'opera pubblica o di pubblica utilità, che può agire per la restituzione del bene e il risarcimento dei danni per il mancato godimento nei periodi di occupazione illegittima, fermo restando che l'Amministrazione ha sempre la possibilità di paralizzare ogni iniziativa tesa alla restituzione esercitando il potere di cui all'art. 42 bis , d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327, con il pagamento dell'indennità per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale; né la proposizione della sola domanda di risarcimento per equivalente può costituire un implicito atto di rinuncia della proprietà poiché una tale configurazione appare in contrasto con lo stesso principio di tipicità dei modi di acquisto della proprietà di cui all'art. 922 c.c. (1).

T.A.R. Latina (Lazio) sez. I  04 luglio 2014 n. 531  

 

La configurazione dell'azione risarcitoria alla stregua di negozio unilaterale con effetto abdicativo nei confronti del precedente proprietario non rende ragione, per la stessa natura di atto unilaterale del negozio, dell'effetto ulteriore che dovrebbe conseguire all'atto di rinuncia della proprietà, vale a dire l'acquisto in capo all'Amministrazione della proprietà stessa. D'altra parte, tale configurazione appare in contrasto con lo stesso principio di tipicità dei modi di acquisto della proprietà di cui all'art. 922 c.c. Pertanto, il proprietario del fondo che ha subito l'occupazione dello stesso può chiedere la restituzione del bene, fermo restando il diritto al risarcimento dei danni per il mancato godimento nei periodi di occupazione illegittima. D'altra parte, l'Amministrazione ha sempre la possibilità di paralizzare ogni iniziativa tesa alla restituzione, esercitando il potere di cui all'art. 42 bis, d.P.R. n. 327 del 2001, con il pagamento dell'indennità per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale, nei modi indicati nella norma.

T.A.R. Catanzaro (Calabria) sez. II  11 settembre 2013 n. 901  

 

La configurazione dell'azione risarcitoria alla stregua di un negozio unilaterale con effetto abdicativo nei confronti del precedente proprietario non rende ragione, per la stessa natura di atto unilaterale del negozio, dell'effetto ulteriore che dovrebbe conseguire all'atto di rinuncia della proprietà, vale a dire l'acquisto in capo all'Amministrazione della proprietà stessa. D'altra parte, tale configurazione appare in contrasto con lo stesso principio di tipicità dei modi di acquisto della proprietà di cui all'art. 922 c.c.

T.A.R. Catanzaro (Calabria) sez. II  03 luglio 2013 n. 762  

 

La configurazione dell'azione risarcitoria alla stregua di negozio unilaterale con effetto abdicativo nei confronti del precedente proprietario non rende ragione, per la stessa natura di atto unilaterale del negozio, dell'effetto ulteriore che dovrebbe conseguire all'atto di rinuncia della proprietà, vale a dire l'acquisto in capo all'Amministrazione della proprietà stessa. D'altra parte, tale configurazione appare in contrasto con lo stesso principio di tipicità dei modi di acquisto della proprietà di cui all'art. 922 c.c.

T.A.R. Catanzaro (Calabria) sez. II  03 luglio 2013 n. 757  

 

La proposizione dell'azione risarcitoria da parte del proprietario del suolo non è configurabile come un negozio unilaterale che determina contestualmente un effetto abdicativo (ossia la perdita del diritto di proprietà sul suolo in capo all'originario proprietario) e un effetto acquisitivo (ossia l'acquisto del predetto diritto in capo all'Amministrazione), sia perché la rinuncia al diritto di proprietà o ad altro diritto reale su cosa altrui non incrementa l'altrui patrimonio, ma si limita a depauperare il patrimonio del rinunciante (e infatti la c.d. rinuncia traslativa non è un negozio unilaterale, bensì un contratto bilaterale), sia perché l'art. 922 c.c. sancisce il principio della tipicità dei modi di acquisto della proprietà e, quindi, in assenza di una norma che consenta al privato di imporre l'acquisto di un suo diritto all'Amministrazione non residua alcuno spazio per configurare un modo di acquisto della proprietà di tal genere; sia perché l'art. 42 bis , d.P.R. n. 327 del 2001 non prevede che il proprietario danneggiato dall'occupazione illegittima possa richiedere al giudice amministrativo di ordinare all'Amministrazione di attivare il procedimento espropriativo semplificato ivi disciplinato; sia perché, in ogni caso, la fattispecie di cui all'art. 42 bis non rientra tra quelle indicare dall'art. 134 c.p.a., in relazione alle quali l'art. 7 comma 6 c.p.a. prevede che il giudice amministrativo possa sostituirsi all'Amministrazione. Nelle more della valutazione degli interessi in conflitto, il proprietario del bene immobile illegittimamente occupato può chiedere solo la restituzione del bene, fermo restando che l'Amministrazione può paralizzare tale domanda mediante l'adozione del provvedimento con cui dispone che il bene venga acquisito, non retroattivamente, al suo patrimonio indisponibile e che al proprietario sia corrisposto un indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale, quest'ultimo forfettariamente liquidato nella misura del dieci per cento del valore venale del bene.

T.A.R. Roma (Lazio) sez. II  06 novembre 2012 n. 9052  

 



 
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