Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 925 codice civile: Animali mansuefatti

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Gli animali mansuefatti possono essere inseguiti dal proprietario nel fondo altrui, salvo il diritto del proprietario del fondo a indennità per il danno.

Essi appartengono a chi se ne è impossessato, se non sono reclamati entro venti giorni da quando il proprietario ha avuto conoscenza del luogo dove si trovano.

Commento

Animali mansuefatti: animali, originariamente selvatici, che sono stati addomesticati dall’uomo e che hanno conseguito l’abitudine a ritornare dove risiedono abitualmente.

Giurisprudenza annotata

Appropriazione di cosa smarrita

L'acquisizione del possesso di un cane che si sia “smarrito” può essere fatta rientrare fra le ipotesi di “caso fortuito” di cui all'art. 647 c.p., dovendo tale ultima disposizione essere coordinata con l'art. 925 c.c. che prevede l'acquisto della “proprietà” dell'animale mansuefatto da parte di chi se ne sia impossessato qualora l'animale non sia stato reclamato entro venti giorni da quando il proprietario ha avuto conoscenza del luogo ove esso si trova.

Cassazione penale sez. II  05 febbraio 2013 n. 18749  

 

Il reato di appropriazione di cosa smarrita nell'ipotesi in cui la cosa sia un animale deve essere coordinato con quanto previsto dall'art. 925 c.c. ove è previsto l'acquisto della "proprietà" dell'animale mansuefatto da parte di chi se ne sia impossessato e l'animale non sia stato reclamato entro venti giorni da quando il proprietario ha avuto conoscenza del luogo ove essi si trovano.

Cassazione penale sez. II  05 febbraio 2013 n. 18749  

 

 

Servitù

L'assoggettamento di un'area privata ad una servitù di uso pubblico per effetto del possesso, richiede: a) la generalità di uso da parte di una collettività indeterminata di individui, considerati "uti cives", ossia quali titolari di un interesse generale; b) l'oggettiva idoneità del bene che si pretende gravato all'attuazione di un fine di pubblico interesse, che può consistere anche nella mera comodità; c) il protrarsi del possesso per il tempo previsto dalla legge per l'usucapione.

Cassazione civile sez. II  29 aprile 1995 n. 4755  

 



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