codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 927 codice civile: Cose ritrovate

Chi trova una cosa mobile deve restituirla al proprietario, e, se non lo conosce, deve consegnarla (1) senza ritardo  (2) al sindaco del luogo in cui l’ha trovata, indicando le circostanze del ritrovamento.


Commento

(1) Trattasi di un atto materiale e non di un negozio giuridico, per cui non è richiesta la capacità di agire del ritrovatore ai fini dell’obbligo di restituzione e delle eventuali conseguenze penali in caso di mancata consegna. Trattandosi di atti dovuti è sufficiente la capacità naturale di agire.

 

(2) L’art. 647 del c.p. stabilisce che è reato appropriarsi di denaro o cose smarrite senza osservare le prescrizioni stabilite dalla legge civile sull’acquisto della proprietà delle cose trovate.

 

 

 

 Si tratta della figura dell’«invenzione», modo di acquisto della proprietà, avente la finalità di tutela del soggetto che abbia smarrito la cosa mobile di sua proprietà, allo scopo di favorire la restituzione del bene a chi lo ha perduto, per cui l’«inventore» ha una mera aspettativa di diventare proprietario della cosa ritrovata.


Giurisprudenza annotata

Reati militari

Ai fini della configurabilità del reato di "Omessa esecuzione di un incarico", previsto dall'art. 117 c.p.m.p., configurabile a carico di chi riveste la qualifica di "comandante di una forza militare", la fonte dell'incarico deve essere individuata nel contesto ordinamentale militare e nelle sue peculiari connotazioni organizzative e funzionali. (In applicazione del principio, la Corte, ha escluso che il fondamento giuridico dell'incarico possa essere individuato nell'art. 927 c.c., che impone al comune cittadino che ritrova una cosa altrui l'obbligo di riconsegnarla all'ufficio del sindaco in un tempo determinato, e, conseguentemente, ha ritenuto non configurabile il reato di cui all'art. 117 c.p.m.p. nella condotta del comandante di stazione dei carabinieri il quale aveva custodito in caserma una somma di denaro smarrita dal proprietario e a lui consegnata da terzi per rimetterla all'ufficio pubblico). (Rigetta, G.u.p. Trib. mil. Roma, 29/11/2013)

Cassazione penale sez. I  09 maggio 2014 n. 33800

 

Il comandante di una forza militare non può essere punito per omessa esecuzione di un incarico se la fonte di tale obbligo è individuata al di fuori del contesto ordinamentale militare e delle sue connotazioni organizzative e funzionali (fattispecie relativa all'accusa rivolta nei confronti di un carabiniere, Comandante di una stazione, per il reato di omessa esecuzione di un incarico; il militare aveva omesso di consegnare all'ufficio del Sindaco, entro il termine previsto dall'art. 927 c.c., una somma in contanti rinvenuta da una cittadina e custodita momentaneamente presso la cassaforte della caserma).

Cassazione penale sez. I  09 maggio 2014 n. 33800

 

 

Cose ritrovate

Il premio dovuto al ritrovatore di cosa mobile deve essere riconosciuto, ai sensi dell'art. 930, commi 1 e 2, c.c., ogni volta il bene rinvenuto abbia in sè un valore economico e, quindi, un'ovvia utilità per chi il bene stesso abbia smarrito ed, ai sensi del comma 3 della stessa disposizione normativa, qualora il ritrovamento abbia comunque una qualche utilità, anche di natura non economica, per il proprietario o detentore; utilità da determinarsi non in base a valutazioni soggettive di chi il bene abbia smarrito, ma in base a valutazioni di ordine oggettivo e generale. (Nella specie, l'economo di un comune aveva smarrito un assegno bancario tratto per un'ingente somma di danaro; il ritrovatore aveva restituito al comune il titolo di credito, chiedendo il premio normativamente previsto; il titolo stesso veniva incassato, ma l'Ente si rifiutava di concedere il premio sul presupposto che, una volta fatta la denuncia alla banca, l'assegno non poteva più essere incassato e che, quindi, nessuna utilità poteva derivare dal suo ritrovamento. La S.C., nel confermare la sentenza impugnata che aveva riconosciuto il premio al ritrovatore, ha ritenuto che tale utilità poteva essere riscontrata nel fatto che, prima della procedura di ammortamento, il titolo poteva continuare a girare, esponendo il possessore alla responsabilità per danni subiti da terzi in buona fede).

Cassazione civile sez. I  11 agosto 2000 n. 10687  

 



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti