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Art. 930 codice civile: Premio dovuto al ritrovatore

Il proprietario deve pagare a titolo di premio (1) al ritrovatore, se questi lo richiede, il decimo della somma o del prezzo della cosa ritrovata.

Se tale somma o prezzo eccede le 5,16 euro (2), il premio per il sovrappiù è solo del ventesimo.

Se la cosa non ha valore commerciale, la misura del premio è fissata dal giudice secondo il suo prudente apprezzamento.


Commento

(1) Il premio dovuto al ritrovatore è un compenso per la sua onestà e per il servizio utile prestato. Il diritto al premio nasce dal momento del ritrovamento.

(2) Il limite non è stato mai aggiornato all'inflazione, sicché ora è diventato del tutto anacronistico.


Giurisprudenza annotata

Titoli di credito

Il ritrovamento di circa 900 assegni tratti su diverse banche, già negoziati e tagliati nell'angolo sinistro per impedirne la circolazione, in prevalenza non trasferibili, da diritto al ritrovatore ad un premio. Posto che il valore dei titoli ritrovati e la loro utilità sono di gran lunga inferiori alle somme ivi stampigliate, ma che il ritrovamento ha fatto risparmiare notevoli spese, l'utilità va rapportata a valutazioni di ordine generali.

Tribunale Milano sez. VI  17 giugno 2009 n. 7828

 

 

Cose ritrovate

Il diritto del ritrovatore di cose smarrite alla corresponsione di un premio sussiste solo se la cosa ritrovata, pur avendo perso il suo originario valore commerciale, conservi per il proprietario (o possessore o detentore di essa) una qualche utilità, non necessariamente patrimoniale, purché oggettivamente apprezzabile (nella specie la cassazione ha riconosciuto il diritto al premio a colui che ritrova un assegno bancario di cui è stata avviata, ma non ancora conclusa, la procedura di ammortamento).

Cassazione civile sez. I  11 agosto 2000 n. 10687  

 

Il premio dovuto al ritrovatore di cosa mobile deve essere riconosciuto, ai sensi dell'art. 930, commi 1 e 2, c.c., ogni volta il bene rinvenuto abbia in sè un valore economico e, quindi, un'ovvia utilità per chi il bene stesso abbia smarrito ed, ai sensi del comma 3 della stessa disposizione normativa, qualora il ritrovamento abbia comunque una qualche utilità, anche di natura non economica, per il proprietario o detentore; utilità da determinarsi non in base a valutazioni soggettive di chi il bene abbia smarrito, ma in base a valutazioni di ordine oggettivo e generale. (Nella specie, l'economo di un comune aveva smarrito un assegno bancario tratto per un'ingente somma di danaro; il ritrovatore aveva restituito al comune il titolo di credito, chiedendo il premio normativamente previsto; il titolo stesso veniva incassato, ma l'Ente si rifiutava di concedere il premio sul presupposto che, una volta fatta la denuncia alla banca, l'assegno non poteva più essere incassato e che, quindi, nessuna utilità poteva derivare dal suo ritrovamento. La S.C., nel confermare la sentenza impugnata che aveva riconosciuto il premio al ritrovatore, ha ritenuto che tale utilità poteva essere riscontrata nel fatto che, prima della procedura di ammortamento, il titolo poteva continuare a girare, esponendo il possessore alla responsabilità per danni subiti da terzi in buona fede).

Cassazione civile sez. I  11 agosto 2000 n. 10687  

 

In caso di ritrovamento e restituzione di un libretto bancario di deposito a risparmio pagabile al portatore - che non sia obiettivamente pregiudicato al momento del ritrovamento (come nel caso di già intervenuto ammortamento o sequestro) - al ritrovatore è dovuto il premio previsto dai primi due commi dell'art. 930 c.c., atteso che il trasferimento del detto libretto si perfeziona con la semplice consegna del titolo e che il possessore, legittimato all'esercizio del diritto incorporato nel titolo, ha diritto, in forza della presentazione alla banca, alla prestazione ivi certificata. Ai fini della quantificazione del premio, il valore commerciale del libretto si determina in base alla somma ivi depositata.

Cassazione civile sez. I  19 luglio 1996 n. 6504  

 

 

Contratti bancari

Il ritrovatore di un libretto di risparmio al portatore ha diritto ad un premio proporzionale al valore del bene ritrovato, ai sensi del comma 2 art. 930 c.c. Viceversa, va stimato del tutto privo di valore commerciale il libretto di conto corrente, mero documento probatorio, per la cui restituzione è da applicare il comma 3 art. 930 c.c.

Tribunale Napoli  07 giugno 1991

 

Il ritrovatore di un libretto di deposito al portatore ha diritto, nell'ipotesi che lo smarrimento sia stato denunciato all'istituto emittente, al premio previsto dall'art. 930 comma 3 c.c. perché pur essendo tale libretto titolo di credito, il fermo lo priva del suo valore commerciale.

Tribunale Padova  27 agosto 1990

 



 
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