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Art. 932 codice civile: Tesoro

Tesoro è qualunque cosa mobile di pregio, nascosta o sotterrata, di cui nessuno può provare d’essere proprietario.

Il tesoro appartiene al proprietario del fondo in cui si trova. Se il tesoro è trovato nel fondo altrui, purché sia stato scoperto per solo effetto del caso (1), spetta per metà al proprietario del fondo e per metà al ritrovatore (2). La stessa disposizione si applica se il tesoro è scoperto in una cosa mobile altrui.

Per il ritrovamento degli oggetti d’interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico si osservano le disposizioni delle leggi speciali.


Commento

Tesoro: cosa mobile di pregio, avente, cioè, un grande valore economico (per il materiale di cui è composta o per la lavorazione di cui è stata oggetto e non semplicemente per la sua antichità) che era nascosta o sotterrata e di cui nessuno è in grado di provare di esserne proprietario.

 

Ritrovatore: chi scopre il tesoro in un fondo o in un mobile altrui senza aver effettuato a tal fine apposite ricerche, cioè per puro caso.

 

 

(1) L’art. 647 del c.p. stabilisce che commette reato chi «avendo trovato un tesoro, si appropria, in tutto o in parte, la quota dovuta al proprietario del fondo».

 

(2) La scoperta del tesoro deve essere casuale, quindi non deve dipendere da un’attività diretta a ritrovamento.

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Possesso

In tema di azione di danno temuto (art. 1172 c.c.), non è ostativo il fatto che il pregiudizio paventato attenga anche all'integrità psico-fisica dei ricorrenti. Invero, la deduzione del pericolo di danno alla salute non assume rilievo caratterizzante ed esclusivo, ai fini dell'ammissibilità dell'istanza cautelare di danno temuto, nei casi in cui - come nella specie - tale pericolo costituisca la conseguenza di una menomazione delle facoltà di godimento pieno ed esclusivo che, ai sensi dell'art. 932 c.c., connotano il diritto di proprietà, la cui compromissione giustifica il ricorso all'azione di cui all'art. 1172 c.c. (Cass. 29 gennaio 2007 n. 1178).

Tribunale Catanzaro sez. II  04 novembre 2014

 

 

Antichità e belle arti

In relazione alla procedura prevista dall'art. 44 l. 1 giugno 1939 n. 1089 - sostanzialmente trasfusa prima nell'art. 90 d.lg. 29 ottobre 1999 n. 490, e poi nell'art. 93 d.lg. 22 gennaio 2004 n. 42 - fino alla determinazione definitiva del premio, o mediante l'accettazione dell'offerta formulata dalla p.a. o a seguito della determinazione dello stesso da parte della commissione di cui al comma 2 del citato art. 44, il privato (proprietario e scopritore) è titolare di un interesse legittimo al corretto svolgimento del relativo procedimento, solo all'esito del quale il diritto soggettivo, concretamente determinato, viene ad esistenza; pertanto, ove il medesimo contesti l'entità del premio offerto e lamenti la mancata attivazione, da parte dell'amministrazione, del procedimento di nomina della commissione di cui all'art. 44, la relativa controversia è devoluta alla giurisdizione del g.a.

Cassazione civile sez. un.  07 marzo 2011 n. 5353  

 

 

Giurisdizione civile

In tema di beni di interesse storico, artistico e archeologico e con riguardo al premio spettante allo scopritore di reperti archeologici e alla procedura di cui all'art. 44 l. n. 1089 del 1939 sostanzialmente trasfusa, attualmente, negli art. 91 e ss. d.lg. n. 42 del 2004 fino alla determinazione definitiva del premio, o mediante l'accettazione dell'offerta formulata dall'amministrazione o a seguito della determinazione dello stesso da parte della apposita commissione il privato (proprietario e scopritore) è titolare di un interesse legittimo al corretto svolgimento del relativo procedimento, solo all'esito del quale il diritto soggettivo, concretamente determinato, viene a esistenza. Deriva da quanto precede, pertanto, che ove il medesimo contesti l'entità del premio offerto e lamenti la mancata attivazione, da parte dell'amministrazione, del procedimento di nomina della commissione, la relativa controversia è devoluta alla giurisdizione del g.a.

Cassazione civile sez. un.  07 marzo 2011 n. 5353  

 

In materia di rinvenimento di beni di interesse storico, artistico ed archeologico, spetta al g.a. la cognizione della domanda con cui l'inventore dei beni, o il proprietario del fondo in cui essi siano stati scoperti, censura l'inerzia dell'amministrazione, a seguito della diffida intimata dai privati, nel compimento degli atti necessari per l'attivazione del subprocedimento amministrativo finalizzato alla determinazione del premio spettante ai predetti soggetti. Conferma Cons. giust. amm. Sicilia14 dicembre 2009, n. 1206

 Cassazione civile sez. un.  07 marzo 2011 n. 5353  



 
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