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Art. 934 codice civile: Opere fatte sopra o sotto il suolo

Qualunque piantagione, costruzione od opera esistente sopra o sotto il suolo appartiene al proprietario di questo, salvo quanto è disposto dagli articoli 935, 936, 937 e 938 e salvo che risulti diversamente dal titolo o dalla legge.


Commento

Piantagione: insieme di organismi vegetali piantati su di una superficie e costituito, quindi, sia da piante isolate che da un complesso di vegetali omogeneo.

 

Costruzione: qualunque manufatto autonomo, ovvero modificativo di altro preesistente, che sia stabilmente infisso al suolo o ai muri di quello preesistente, capace di trasformare in modo durevole l’area occupata.

 

Titolo: fatto o atto giuridico per effetto del quale un diritto viene attribuito ad un soggetto, nonché il documento che lo comprova.

 

(Accessione) di opere fatte sopra o sotto il suolo: modo di acquisto a titolo originario. Il proprietario di una cosa ritenuta principale acquista la proprietà delle cose che si uniscono e si incorporano a questa. L’acquisto avviene per il solo fatto dell’incorporazione, in virtù della forza attrattiva del bene principale (accessorium sequitur principale): non è necessario, quindi, alcun consenso ed è irrilevante se l’incorporazione è avvenuta per fatti naturali (es.: alluvione) o per opera dell’uomo (es.: piantagioni o costruzioni).

 

 

In quest’articolo viene disciplinata l’accessione di un bene (edificio, piantagione o altra costruzione) al bene immobile per definizione cioè il suolo. Il suolo viene considerato cosa principale mentre tutto ciò che si incorpora in esso è considerato parte di esso; ciò in ossequio alla tutela dell’affidamento, per cui il terzo sa che tutto ciò che è visivamente e stabilmente incorporato nella cosa principale è in essa compreso.

 


Giurisprudenza annotata

Imposta registro

In caso di preliminare di compravendita avente ad oggetto un terreno, seguito dalla costruzione di un immobile da parte del promissario acquirente, la sentenza ex art. 2932 cod. civ. estende i suoi effetti, ai sensi dell'art. 934 cod. civ., anche all'opera, sicché, ai fini della liquidazione dell'imposta di registro, il valore del bene va determinato in modo comprensivo di quello del terreno e della costruzione, attesa la presunzione di trasferimento all'acquirente dell'immobile anche delle relative accessioni, ai sensi dell'art. 24, primo comma, del d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131. Rigetta, Comm. Trib. Reg. Lazio, 27/04/2009

Cassazione civile sez. trib.  21 novembre 2014 n. 24807  

 

 

Proprietà

Il principio generale dell’accessione posto dall’art. 934 c.c., in base al quale il proprietario del suolo acquista ipso iure al momento dell’incorporazione la proprietà della costruzione su di esso edificata e la cui operatività può essere derogata soltanto da una specifica pattuizione tra le parti o da una altrettanto specifica disposizione di legge, non trova deroga nella disciplina della comunione legale tra coniugi, in quanto l’acquisto della proprietà per accessione avviene a titolo originario senza la necessità di un’apposita manifestazione di volontà, mentre gli acquisti ai quali è applicabile l’art. 177 comma 1 c.c. hanno carattere derivativo, essendone espressamente prevista una genesi di natura negoziale, con la conseguenza che la costruzione realizzata in costanza di matrimonio ed in regime di comunione legale da entrambi i coniugi sul terreno di proprietà personale esclusiva di uno di essi è a sua volta proprietà personale ed esclusiva di quest’ultimo in virtù dei principi generali in materia di accessione, mentre al coniuge non proprietario, che abbia contribuito all’onere della costruzione spetta, previo assolvimento dell’onere della prova di aver fornito il proprio sostegno economico, il diritto di ripetere nei confronti dell’altro coniuge le somme spese a tal fine.

Tribunale Benevento  21 ottobre 2014

 

Il principio generale dell'accessione posto dall'art. 934 c.c., in base al quale il proprietario del suolo acquista "ipso iure" al momento dell'incorporazione la proprietà della costruzione su di esso edificata e la cui operatività può essere derogata soltanto da una specifica pattuizione tra le parti o da una altrettanto specifica disposizione di legge, non trova deroga nella disciplina della comunione legale tra coniugi, in quanto l'acquisto della proprietà per accessione avviene a titolo originario senza la necessità di un'apposita manifestazione di volontà, mentre gli acquisti ai quali è applicabile l'art. 177, comma 1, c.c. hanno carattere derivativo, essendone espressamente prevista una genesi di natura negoziale, con la conseguenza che la costruzione realizzata in costanza di matrimonio ed in regime di comunione legale da entrambi i coniugi sul terreno di proprietà personale esclusiva di uno di essi è a sua volta proprietà personale ed esclusiva di quest'ultimo in virtù dei principi generali in materia di accessione, mentre al coniuge non proprietario, che abbia contribuito all'onere della costruzione spetta, previo assolvimento dell'onere della prova d'aver fornito il proprio sostegno economico, il diritto di ripetere nei confronti dell'altro coniuge le somme spese a tal fine (cfr. Cass., sez. VI, 3 luglio 2013 n. 16670; Cass., sez. I, 30 settembre 2010 n. 20508).

Tribunale Benevento  21 ottobre 2014

 

 

Coniugi

Il principio generale dell'accessione, sancito dall'art. 934 cod. civ., in base al quale il proprietario del suolo acquista ipso iure, al momento dell'incorporazione, la costruzione sullo stesso edificata, non subisce deroghe nel caso di comunione legale tra coniugi, giacché ricorre una fattispecie acquisitiva a titolo originario, mentre gli acquisti cui è applicabile l'art. 177, comma 1, cod. civ. hanno carattere derivativo, essendone espressamente prevista una genesi di natura negoziale, con la conseguenza che il fabbricato realizzato in costanza di matrimonio ed in regime di comunione legale da entrambi i coniugi sul terreno di proprietà personale ed esclusiva di uno di essi appartiene, a sua volta, a quest'ultimo in via personale ed esclusiva. Al coniuge non proprietario, che abbia contribuito alla realizzazione della costruzione, spetta, previo assolvimento dell'onere della prova di aver fornito il proprio sostegno economico, ai sensi dell'art. 2033 cod. civ., il diritto di ripetere nei confronti dell'altro le spese a tal fine sostenute.

Tribunale Salerno sez. III  06 maggio 2014 n. 2261

 

 

Obbligazioni

In tema di contratti preliminari, l'azione di adempimento, di cui all'art. 1453 c.c., dà luogo ad una sentenza costitutiva che appresta il rimedio dell'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere il contratto definitivo. Ai sensi dell'art. 2932 c.c., se colui che è obbligato a concludere un contratto non adempie all'obbligazione qualora sia possibile, l'altra parte, 'qualora sia possibile' e non sia escluso dal titolo, può ottenere una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso. Laddove l'immobile promesso in vendita sia un edificio oppure, come nel caso dii specie, un appezzamento di terreno sul quale, dopo la stipula del preliminare sia stata realizzata una costruzione, il requisito della 'possibilità' della sentenza ex art. 2932 c.c. deve consistere anche nella ricorrenza delle condizioni di regolarità urbanistica previste dalla legge per la stipula di un valido contratto di compravendita, stante l'equivalenza degli effetti traslativi della sentenza, che tiene luogo del contrato non concluso, e l'estensione di tali effetti, per il principio di accessione ex art. 934 c.c., alla costruzione realizzata sul suolo da trasferire.

Tribunale Salerno sez. I  19 febbraio 2014 n. 571  

 

In tema di contratti preliminari, l'azione di adempimento, di cui all'art. 1453 c.c., dà luogo ad una sentenza costitutiva che appresta il rimedio dell'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere il contratto definitivo. Ai sensi dell'art. 2932 c.c., se colui che è obbligato a concludere un contratto non adempie all'obbligazione, l'altra parte, 'qualora sia possibile' e non sia escluso dal titolo, può ottenere una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso. Laddove l'immobile promesso in vendita sia un edificio oppure un appezzamento di terreno sul quale, dopo la stipula del preliminare sia stata realizzata una costruzione, il requisito della 'possibilità' della sentenza ex art. 2932 c.c. deve consistere anche nella ricorrenza delle condizioni di regolarità urbanistica previste dalla legge per la stipula di un valido contratto di compravendita, stante l'equivalenza degli effetti traslativi della sentenza, che tiene luogo del contratto non concluso, e l'estensione di tali effetti, per il principio di accessione ex art. 934 c.c., alla costruzione realizzata sul suolo da trasferire.

Tribunale Salerno sez. I  19 febbraio 2014 n. 571  



 
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