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Art. 941 codice civile: Alluvione

Le unioni di terra e gli incrementi, che si formano successivamente e impercettibilmente nei fondi posti lungo le rive dei fiumi o torrenti, appartengono al proprietario del fondo, salvo quanto è disposto dalle leggi speciali.


Commento

Alluvione: modo di acquisto della proprietà a titolo originario; si configura un’accessione di un immobile ad un immobile consistente nell’incremento lento e progressivo del fondo con i detriti sottratti ad altri fondi e trasportati dalla corrente del fiume.


Giurisprudenza annotata

Acque pubbliche

Perché si verifichi, secondo la vecchia normativa (artt. 941 e 942 cod. civ., secondo il testo anteriore alle modificazioni apportate dalla legge n. 37/1994, e in epoca anteriore alle stesse), l'accessione fluviale occorrono alcune condizioni ovvero che la concrezione si sia formata impercettibilmente, cioè non per la forza istantanea del fiume che disalvea e si crea un nuovo letto; che il filone della corrente si sia spostato naturalmente verso la riva opposta e che tale variazione non sia stata determinata dall'opera dell'uomo: l'art. 941, c.c., prevede l'ipotesi delle unioni di terra e degli incrementi, che si formano successivamente ed impercettibilmente nei fondi posti lungo le rive dei fiumi o torrenti, mentre l'art. 942, nel vecchio testo, prevedeva l'ipotesi del terreno abbandonato dall'acqua corrente, che insensibilmente si ritira da una delle rive, portandosi sull'altra; l'art. 947, infine, nel vecchio testo stabiliva che gli artt. 941, 942, 945 e 946 non si applicano nel caso in cui le alluvioni ed i mutamenti nel letto dei fiumi derivino da regolamento del loro corso, da bonifiche o da altre simili cause: nella specie, mancando una concreta e specifica prova che i terreni de quibus si siano formati nel corso degli anni spontaneamente, naturalmente ed impercettibilmente, risulta improspettabile un'accessione fluviale.

Tribunale sup. acque  18 ottobre 2013 n. 163  

 

La controversia vertente fra un privato e la pubblica amministrazione, in ordine alla appartenenza di un terreno ubicato in prossimità di un corso d'acqua pubblica, è devoluta alla competenza del tribunale ordinario solo quando non sia contestato, o risulti a priori in modo certo che il terreno si trovi al di fuori del perimetro del massimo invaso di quel corso d'acqua. Al contrario, qualora l'amministrazione deduca la comprensione del bene nell'alveo del fiume, ovvero si renda comunque necessaria e pregiudiziale l'esatta delimitazione dell'alveo medesimo, va affermata la competenza del tribunale regionale delle acque ai sensi dell'art. 140 r.d. 11 dicembre 1933 n. 1775.

Cassazione civile sez. I  04 gennaio 1978 n. 13  

 

 

Trasporto

La responsabilità del vettore aereo cessa dal momento in cui, in ragione dell'organizzazione amministrativa del traffico nell'aeroporto, operazioni accessorie a quella oggetto del contratto di trasporto risultano organizzate in modo da essere sottratte alla sua sfera di ingerenza e si presentano come servizio che lo stesso deve procurare al passeggero; poiché tale servizio è reso da un soggetto diverso dal vettore, che non è da lui scelto ed è sottratto alla sua ingerenza, lo stesso non può considerarsi come un preposto del vettore; pertanto, il trasporto dall'aerostazione verso l'aereo con mezzi e personale del gestore dei servizi aeroportuali non può essere considerato un'operazione di imbarco, inerente al trasporto aereo cui attende il vettore, il quale non risponde, quindi, dei danni verificatisi in tale fase.

Cassazione civile sez. III  25 settembre 2001 n. 12015  

 

 

Usucapione

Il proprietario del fondo ceduto in locazione ad un terzo estende il suo possesso anche alla superficie che via via si aggiunge al (suo) fondo per effetto di alluvione, con la conseguenza che il conduttore, il quale estende alla superficie che progressivamente si aggiunge per effetto della alluvione solo il possesso materiale di cui gode per effetto del rapporto di locazione, non può iniziare a possedere, animo domini, tale superficie senza un atto che manifesti inequivocamente al possessore il mutamento dell'animus (interversione del possesso) neppure se, nonostante l'incremento, sia rimasto invariato il canone locativo, dato che tale situazione di fatto non può in alcun modo tradursi in un atto di opposizione del detentore contro il possessore.

Cassazione civile sez. II  04 marzo 1996 n. 1658  

 

 

Danni

La norma di cui all'art. 2058, comma 2 c.c. secondo cui il giudice può disporre che il risarcimento avvenga solo per equivalente, se la reintegrazione in forma specifica risulta eccessivamente onerosa per il debitore, non trova applicazione rispetto alle azioni intese a far valere un diritto reale (nella specie, in una controversia tra proprietari di fondi posto sulle rive opposte di un fiume, una delle parti, responsabile di avere eseguito opere dirette a deviare il corso del fiume, era stata condannata - con la sentenza impugnata, confermata dalla S.C. - a collocare delle "gabbionate" lungo il "costone" dei fondi delle controparti, ai fini della rimessione in pristino dei luoghi).

Cassazione civile sez. II  20 dicembre 1994 n. 10971  

 



 
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