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Art. 943 codice civile: Laghi e stagni

Il terreno che l’acqua copre quando essa è all’altezza dello sbocco del lago o dello stagno appartiene al proprietario del lago o dello stagno, ancorchè il volume dell’acqua venga a scemare.

Il proprietario non acquista alcun diritto sopra la terra lungo la riva che l’acqua ricopre nei casi di piena straordinaria.


Giurisprudenza annotata

Acque pubbliche e private

Nell'ipotesi in cui il proprietario di un suolo sito sull'alveo di un lago realizzi una darsena mediante escavazione del proprio suolo, facendo sì che l'acqua lacustre allaghi lo scavo, non è possibile scindere tra proprietà privata del suolo e proprietà demaniale dell'acqua e così ritenere che la darsena appartenga al privato, salvo il diritto della P.A. alla derivazione. Al contrario, posti i principi di inseparabilità tra acqua ed alveo e di inalienabilità dei beni del demanio pubblico, deve ritenersi che, per accessione alla cosa principale, il terreno, originariamente privato ma trasformato in darsena, sia divenuto anch'esso demaniale. Rigetta, Trib. Sup. Acque,04/04/2012

Cassazione civile sez. un.  20 novembre 2013 n. 26036  

 

Il demanio lacuale, analogamente al demanio marittimo, comprende l'alveo, cioè l'estensione che viene coperta dal bacino idrico con le piene ordinarie, e la spiaggia, cioè quei terreni contigui lasciati scoperti dalle acque nel loro volume ordinario, che risultano necessari e strumentali al soddisfacimento delle esigenze della collettività di accesso, sosta e transito (per trasporto, diporto, esercizio della pesca ecc.). A tal fine, l'alveo deve essere determinato con riferimento alle piene ordinarie allo sbocco del lago, e, quindi, mediante dati emergenti da rilevamenti costanti nel tempo, i quali siano idonei ad identificare la normale capacità del bacino idrografico, al di fuori di perturbamenti provocati da cause eccezionali; mentre la spiaggia, alla stregua della sua indicata natura, va individuata mediante accertamenti specifici, per ogni singolo tratto della riva, rivolti a stabilire, in relazione alle caratteristiche dei luoghi, la porzione di terreno coinvolta dalle menzionate esigenze generali, non potendo, pertanto, essere globalmente ed indiscriminatamente classificata e perimetrata dall'amministrazione in base alla mera fissazione di una quota sul livello del mare.

Cassazione civile sez. un.  13 novembre 2012 n. 19703  

 

Ai fini dell'individuazione dei terreni ricompresi nel demanio per la loro contiguità a corsi d'acqua pubblici, opera il principio per cui l'estensione dell'alveo, suscettibile di detta ricomprensione, agli effetti dell'art. 943 c.c., deve essere determinata con riferimento alle piene ordinarie, senza tener conto del perturbamento determinato da cause eccezionali, né computarsi l'altezza delle opere antropiche realizzate su detti terreni, le quali rimangono acquisite al demanio per accessione una volta accertata la demanialità dell'area su cui siano sorte.

Cassazione civile sez. un.  13 novembre 2012 n. 19703

 

È configurabile una darsena privata, se scavata in suolo privato e senza apportare modifiche alla conformazione strutturale (alveo) del bacino d'acqua demaniale di alimentazione. (Nell'affermare l'enunciato principio, la S.C. ha cassato con rinvio, ritenendone viziata la motivazione, la sentenza impugnata secondo cui, nell'ipotesi di realizzazione di una darsena su suolo sito sulla sponda di un fiume, il terreno, originariamente privato ma così trasformato (darsena), era divenuto anch'esso demaniale, trattandosi di comprensorio sito «¿in zona di demanio marittimo¿» e sussistendo l'inseparabilità rispetto al mare. La Cassazione ha affermato che, nel caso di specie, il giudice di merito avrebbe dovuto operare una puntuale ricognizione circa le vicende costruttive della darsena e le caratteristiche del rapporto tra essa e il corso d'acqua — fiume Sile — che ne costituiva la principale fonte di alimentazione e, ai fini della qualificazione giuridica della fattispecie, avrebbe dovuto stabilire in forza di quale fatto giuridico e di quale disposizione, non vertendosi in tema di demanio lacuale, l'opera artificiale era stata sussunta nel demanio marittimo).

Cassazione civile sez. II  31 gennaio 2012 n. 1379

 

Ai fini dell'individuazione dei terreni ricompresi nel demanio per la loro contiguità a corsi d'acqua pubblici, opera il principio per cui l'estensione dell'alveo, suscettibile di detta ricomprensione, deve essere determinata con riferimento alle piene ordinarie, senza tenere conto del perturbamento determinato da cause eccezionali.

Cassazione civile sez. un.  28 giugno 2005 n. 13834  

 

Nell'ipotesi in cui il proprietario di un suolo sito sull'alveo di un lago realizzi una darsena mediante escavazione del proprio suolo, facendo sì che l'acqua lacustre allaghi lo scavo, non è possibile scindere tra proprietà privata del suolo e proprietà demaniale dell'acqua e così ritenere che la darsena appartenga al privato, salvo il diritto della p.a. alla derivazione. Al contrario, posti i principi di inseparabilità tra acqua ed alveo e di inalienabilità dei beni del demanio pubblico, deve ritenersi che, per accessione alla cosa principale, il terreno, originariamente privato ma trasformato in darsena, sia divenuto anch'esso demaniale.

Cassazione civile sez. un.  06 novembre 1998 n. 11211  



 
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