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Art. 946 codice civile: Alveo abbandonato

Se un fiume o un torrente si forma un nuovo letto, abbandonando l’antico, il terreno abbandonato rimane assoggettato al regime proprio del demanio pubblico.


Giurisprudenza annotata

Acque pubbliche e private

Perché si verifichi, secondo la vecchia normativa (artt. 941 e 942 cod. civ., secondo il testo anteriore alle modificazioni apportate dalla legge n. 37/1994, e in epoca anteriore alle stesse), l'accessione fluviale occorrono alcune condizioni ovvero che la concrezione si sia formata impercettibilmente, cioè non per la forza istantanea del fiume che disalvea e si crea un nuovo letto; che il filone della corrente si sia spostato naturalmente verso la riva opposta e che tale variazione non sia stata determinata dall'opera dell'uomo: l'art. 941, c.c., prevede l'ipotesi delle unioni di terra e degli incrementi, che si formano successivamente ed impercettibilmente nei fondi posti lungo le rive dei fiumi o torrenti, mentre l'art. 942, nel vecchio testo, prevedeva l'ipotesi del terreno abbandonato dall'acqua corrente, che insensibilmente si ritira da una delle rive, portandosi sull'altra; l'art. 947, infine, nel vecchio testo stabiliva che gli artt. 941, 942, 945 e 946 non si applicano nel caso in cui le alluvioni ed i mutamenti nel letto dei fiumi derivino da regolamento del loro corso, da bonifiche o da altre simili cause: nella specie, mancando una concreta e specifica prova che i terreni de quibus si siano formati nel corso degli anni spontaneamente, naturalmente ed impercettibilmente, risulta improspettabile un'accessione fluviale.

Tribunale sup. acque  18 ottobre 2013 n. 163

 

L'ex alveo fluviale esorbita dalla competenza per materia del Tribunale regionale delle acque pubbliche. Nel regime antecedente alla l. 5 gennaio 1994 n. 37 (la quale non ha efficacia retroattiva) il mutamento naturale del corso d'acqua determina una sdemanializzazione di fatto dell'alveo e una potenziale accessione dei fondi rivieraschi. L'esercizio del possesso ad opera di terzi sull'ex alveo è idoneo all'acquisto del diritto sull'alveo a titolo di usucapione.

Tribunale Lamezia Terme  16 luglio 2007

 

Dinanzi al tribunale superiore risulta inammissibile il ricorso vertente in materia di accertamento del diritto di proprietà e di domande risarcitorie, in entrambi i casi esulandosi dalla giurisdizione del giudice amministrativo, anche specializzato, come quello delle acque (nella specie: tribunale superiore), legittimato a pronunciare unicamente sentenze di carattere costitutivo, e rientrandosi in quella del competente tribunale regionale delle acque pubbliche.

Tribunale sup. acque  07 giugno 2007 n. 93  

 

Nel modificare le disposizioni relative all'accessione delle aree prospicienti i corsi d'acqua contenute nel libro III, titolo II, capo III, codice civile, la legge n. 37 del 1994 ha prescritto, in generale, l'appartenenza al demanio pubblico delle aree derivanti dai mutamenti del letto dei fiumi per il nuovo regolamento del loro corso, sia a seguito di eventi naturali che per fatti artificiali indotti dall'attività antropica; in particolare, l'art. 4 della stessa prevede l'appartenenza al demanio pubblico dei terreni abbandonati dalle acque correnti, che insensibilmente si ritirino da una delle rive portandosi sull'altra (art. 942, c.c.), e dei terreni risultanti dall'antico letto abbandonato dei fiumi (art. 946, c.c.).

Tribunale sup. acque  13 aprile 2007 n. 60  

 

 

Proprietà

Ai sensi dell'art. 947 c.c., nel testo anteriore alle modifiche ad esso apportate dalla l. 5 gennaio 1994 n. 37, le accessioni fluviali comportano l'acquisto della proprietà a titolo originario da parte del proprietario rivierasco solo se si verificano per cause naturali; con la conseguenza che gli appezzamenti di terreno rientranti, in quanto posti al di sotto della quota dell'altezza di piena ordinaria, nel perimetro dell'invaso naturale di un lago, non perdono la loro natura di beni demaniali se, per effetto di successivo innalzamento dipendente da regolamento artificiale ovvero da altre attività antropiche, vengano a trovarsi al di sopra di tale quota, essendo in tal caso rimesso alla scelta del soggetto titolare del demanio il potere di disporre la sdemanializzazione del terreno - che era ma non è più al di sotto della quota limite dell'alveo del lago - per acquisirlo al patrimonio disponibile.

Cassazione civile sez. un.  26 luglio 2002 n. 11101  



 
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