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Art. 953 codice civile: Costituzione a tempo determinato

Se la costituzione del diritto è stata fatta per un tempo determinato, allo scadere del termine (1) il diritto di superficie si estingue e il proprietario del suolo diventa proprietario della costruzione (2).


Commento

1) La norma prevede, nella sua prima parte, la possibilità di una superficie a termine, sembrando implicito che possa costituirsi una superficie senza determinazione di durata. Il termine finale può riguardare entrambe le fattispecie previste nell’art. 952.

 

(2) La seconda parte della disposizione regola i rapporti tra il superficiario e il proprietario del suolo alla cessazione del rapporto e stabilisce, quindi, che alla scadenza del termine il proprietario del suolo acquista la proprietà della costruzione.

 

 


Giurisprudenza annotata

Cimiteri

La cessione del manufatto funerario postula il subentro dell'acquirente nel rapporto concessorio con la P.A. e ciò in quanto non è possibile separare — anche solo in termini concettuali — il suolo demaniale dall'elemento funerario sopra di esso realizzato, formando i due beni un unicum inscindibile anche in base ai principi generali che presiedono all'istituto del diritto di superficie di cui all'art. 953 c.c.; si tratta del c.d. effetto devolutivo, in base al quale le opere edilizie realizzate al di sopra di beni demaniali acquisiscono anche esse, allo scadere della concessione, la medesima natura di bene pubblico. Il divieto di cessione deve allora essere considerato alla stregua di specificazione ed estrinsecazione del divieto di subentro inautorizzato.

T.A.R. Napoli (Campania) sez. VII  10 febbraio 2014 n. 920

 

La cessione di un diritto al sepolcro, tanto nel suo contenuto di diritto primario al sepolcro, quanto nel suo contenuto di diritto sul manufatto, va in concreto configurata come voltura di concessione demaniale, sottoposta al requisito di efficacia dell'autorizzazione del concedente, ovvero del Comune. In altri termini, la cessione del manufatto postula, ancora più a monte, il subentro dell'acquirente nel rapporto concessorio con la p.a. e ciò in quanto non è possibile superare - anche solo in termini concettuali - il suolo demaniale dall’elemento funerario sopra di esso realizzato, formando i due beni un unicum inscindibile anche in base ai principi generali che presiedono all’istituto del diritto di superficie di cui all’art. 953 c.c. Si tratta del cd. effetto devolutivo, in base al quale le opere edilizie realizzate al di sopra di beni demaniali acquisiscono anch’esse, allo scadere della concessione (sia che tale scadenza avvenga "naturaliter" oppure per effetto di provvedimenti decadenziali come nella specie) la medesima natura di bene pubblico

T.A.R. Napoli (Campania) sez. VII  14 ottobre 2013 n. 4590

 

La cessione di un diritto al sepolcro, tanto nel suo contenuto di diritto primario di sepolcro, quanto nel suo contenuto di diritto sul manufatto, va in concreto configurata come voltura di concessione demaniale, sottoposta al requisito di efficacia dell'autorizzazione del concedente ovvero del Comune. In altri termini, la cessione del manufatto postula, ancora più a monte, il subentro dell'acquirente nel rapporto concessorio con la P.A. e ciò, in quanto non è possibile separare — anche solo in termini concettuali — il suolo demaniale dall'elemento funerario sopra di esso realizzato, formando i due beni un unicum inscindibile anche in base ai principi generali che presiedono all'istituto del diritto di superficie di cui all'art. 953 c.c.; si tratta del c.d. effetto devolutivo, in base al quale le opere edilizie realizzate al di sopra di beni demaniali acquisiscono anch'esse, allo scadere della concessione, la medesima natura di bene pubblico.

T.A.R. Napoli (Campania) sez. VII  04 settembre 2013 n. 4157  

 

 

Giurisdizione

La controversia, avente ad oggetto la proprietà superficiaria delle opere e delle infrastrutture poste in essere su terreni dello Stato e rivendicata, alla stregua degli art. 1 l. 18 aprile 1962 n. 194 e da 704 a 713 c.nav., nonché di quelli del codice civile in tema di proprietà superficiaria, dalla società autorizzata alla realizzazione e gestione degli aeroporti di Linate e Malpensa, è devoluta alla giurisdizione del g.o. e non a quella esclusiva del giudice amministrativo, investendo la relativa decisione un diritto interamente basato sulla legge senza coinvolgere il contenuto della convenzione, stipulata dalle parti in forza del comma 3 del citato art. 1 l. n. 194 del 1962, indubbio essendo, altresì, che tale convenzione non poteva, nel sistema gerarchico delle fonti, modificare il contenuto delle norme e che, all'occorrenza, per il principio di legalità e tipicità di tutti gli atti amministrativi, la stessa dovrebbe comunque essere interpretata in conformità alla disciplina legale vigente.

Cassazione civile sez. un.  12 marzo 2013 n. 6074

 

 

Tributi locali

In tema di imposta sull'incremento di valore immobiliare decennale di terreno demaniale concesso a terzi, la verifica dell'esistenza del presupposto soggettivo della relativa in.v.im. nei confronti del concessionario di un bene demaniale, impone una indagine preliminare sulla preesistenza alla concessione dell'immobile dell'oggetto della concessione, onde verificare se la facoltà attribuita al concessionario di realizzare sul bene demaniale stabili costruzioni comportasse la costituzione, in suo favore, di un diritto reale temporaneo di godimento assimilabile a quello di superficie. Pertanto, ove sia provato che la concessione del terreno demaniale abbia costituito a favore del concessionario un tale diritto, la temporaneità dello stesso, non essendo di ostacolo all'acquisto della proprietà sui manufatti da parte del concessionario, secondo quanto previsto dagli art. 952 e 953 c.c., e la sua estinguibilità alla scadenza della concessione, sono irrilevanti ai fini dell'assunzione da parte del concessionario della soggettività passiva dell'imposizione tributaria.

Cassazione civile sez. trib.  12 agosto 2004 n. 15667



 
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