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Art. 957 codice civile: Disposizioni inderogabili

L’enfiteusi, salvo che il titolo disponga altrimenti, è regolata dalle norme contenute negli articoli seguenti.

Il titolo non può tuttavia derogare alle norme contenute negli articoli 958, secondo comma, 961, secondo comma, 962, 965, 968, 971 e 973 (1).


Commento

(1) Le norme inderogabili sono quelle che riguardano il canone  e l’affrancazione del fondo e cioè gli aspetti di più delicata importanza secondo il legislatore.

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Contratti agrari

I contratti agrari a "miglioria" in uso nelle province del Lazio, dichiarati perpetui e soggetti alle disposizioni sull'enfiteusi in base alla disciplina prevista dalla legge 25 febbraio 1963, n. 327, richiedono il possesso ultratrentennale del fondo da parte del coltivatore, escludendosi dunque i rapporti già perpetui, e l'apporto di miglioramenti con impianto di colture arboree o arbustive, con o senza fabbricati rurali. Ne discende che per l'accesso alla disciplina dell'affrancazione costituisce condizione imprescindibile l'inerenza dei miglioramenti del fondo alla causa del contratto, che postula che questo abbia avuto ad oggetto terreni nudi e incolti, o comunque terreni per i quali si è reso necessario stabilire o ristabilire le condizioni minime essenziali per una proficua e redditiva coltivazione. Rigetta, App. Roma, 09/02/2007

Cassazione civile sez. III  04 marzo 2014 n. 5021  

 

 

Enfiteusi

Il regime giuridico del cosiddetto "livello" va assimilato a quello dell'enfiteusi, in quanto i due istituti, pur se originariamente distinti, finirono in prosieguo per confondersi ed unificarsi, dovendosi, pertanto, ricomprendere anche il primo, al pari della seconda, tra i diritti reali di godimento. Ne consegue che l'accertamento positivo o negativo dell'esistenza del "livello" esula dalla competenza "ratione materiae" della sezione specializzata agraria, non attenendo ad un rapporto astrattamente riconducibile nell'ambito di quelli contemplati dalla speciale legislazione sui contrati agrari.

Cassazione civile sez. VI  06 giugno 2012 n. 9135

 

Gli art. 5 e 6 l. n. 1138 del 1970 sono costituzionalmente illegittimi per contrasto con gli art. 3 e 42 cost., nella parte in cui, per le enfiteusi urbane costituite anteriormente al 28 ottobre 1941, non prevedono che il valore di riferimento per la determinazione del capitale per l'affrancazione delle stesse sia periodicamente aggiornato mediante l'applicazione di coefficienti di maggiorazione idonei a mantenerne adeguata, con una ragionevole approssimazione, la corrispondenza con la effettiva realtà economica.

Corte Costituzionale  20 maggio 2008 n. 160  

 

 

Intervento in causa

In tema di procedimento civile, nel giudizio di negatoria servitutis promosso dall'enfiteuta nei confronti del proprietario confinante, il nudo proprietario non è litisconsorte necessario, non essendo al riguardo nemmeno configurabile l'applicazione analogica dell'art. 1102, comma 2, c.c. (che, nel riconoscere all'usufruttuario legittimazione attiva all'esperimento dell'azione confessoria e della negatoria servitutis, prescrive la chiamata in causa del proprietario), attesi i rigorosi limiti entro i quali è consentito farvi ricorso ai sensi dell'art. 12 preleggi nonché avuto riguardo alle caratteristiche proprie delle facoltà inerenti al diritto di usufrutto, ben più ristrette rispetto a quelle contenute nel diritto di enfiteusi: mentre infatti la previsione dell'art. 1012, comma 2, c.c. trova, nella parte in cui dispone la necessaria partecipazione al giudizio del proprietario, la sua specifica "ratio" nella limitatezza e nella temporaneità del diritto di usufrutto, di guisa che il proprietario viene tutelato nel suo specifico interesse ad accertare l'inesistenza di diritti di terzi sul suo immobile in funzione del pieno godimento di esso alla cessazione dell'usufrutto medesimo, tale esigenza viceversa non ricorre relativamente all'enfiteuta, in ragione degli ampi poteri del medesimo sul bene, che si estendono sino alla disposizione del diritto di enfiteusi e al diritto potestativo di affrancazione dell'immobile.

Cassazione civile sez. II  12 agosto 2002 n. 12169



 
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