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Art. 963 codice civile: Perimento totale o parziale del fondo

Quando il fondo enfiteutico perisce interamente, l’enfiteusi si estingue (1).

Se è perita una parte notevole del fondo (2) e il canone risulta sproporzionato al valore della parte residua, l’enfiteuta, secondo le circostanze, può chiedere una congrua riduzione del canone, o rinunziare al suo diritto, restituendo il fondo al concedente, salvo il diritto al rimborso dei miglioramenti sulla parte residua .

La domanda di riduzione del canone e la rinunzia al diritto non sono ammesse, decorso un anno dall’avvenuto perimento.

Qualora il fondo sia assicurato e l’assicurazione sia fatta anche nell’interesse del concedente, l’indennità è ripartita tra il concedente e l’enfiteuta in proporzione del valore dei rispettivi diritti.

Nel caso di espropriazione per pubblico interesse, l’indennità si ripartisce a norma del comma precedente.


Commento

Espropriazione: provvedimento amministrativo di carattere ablatorio che, per ragioni di pubblico interesse sacrifica i diritti reali di privati cittadini comportando il trasferimento forzato della proprietà dal privato allo Stato o ad altro ente pubblico. Nel caso dell’enfiteusi, il diritto viene ad appartenere all’ente pubblico, cd. espropriante.

 

Indennità: somma di denaro dovuta a titolo di ristoro patrimoniale che consegue a fatti che sacrificano diritti altrui ma che non sono antigiuridici in quanto autorizzati o imposti da una norma di legge. In particolare, l’indennità di esproprio è una somma di denaro che lo Stato o altro ente pubblico versa al privato per compensarlo della perdita della proprietà del bene.

 

 

(1) Il perimento totale del fondo è l’ipotesi in cui il diritto di enfiteusi non può più esercitarsi per il venir meno dello stesso oggetto di esercizio.

 

(2) Il perimento parziale del fondo è invece causa di riduzione dell’ammontare del canone o di anticipata cessazione del rapporto per rinunzia dell’enfiteuta. Il problema è stabilire quando il perimento riguardi una «parte notevole del fondo». Un criterio valido è quello della sproporzione, causata dal perimento, tra ammontare del canone e valore della parte residua.

 

 


Giurisprudenza annotata

Enfiteusi

L'estinzione dell'enfiteusi prevista dall'art. 963, comma 1, c.c., presuppone la totale distruzione materiale del fondo che ne è l'oggetto ("interitus rei") e la conseguente impossibilità di usarlo secondo la sua normale (od altra) destinazione. Ne consegue che, anche nell'ipotesi di enfiteusi urbana, il diritto reale si estingue nel solo caso in cui, a seguito del perimento totale dell'edificio concesso, risulti impossibile ogni utilizzazione dello stesso e non anche quando, a causa del perimento parziale, risulti comunque possibile una qualche utilizzazione della parte fisica residuata, anche se meno produttiva e redditizia. Rigetta, App. Salerno, 09/12/2008

Cassazione civile sez. II  12 novembre 2013 n. 25428

 

In caso di perimento parziale di un fondo, rustico o urbano, dovuto ad una calamità naturale, il rischio dell'evento lesivo ricade sul proprietario del bene, per cui l'enfiteuta, in difetto di un'espressa previsione normativa che lo imponga, non ha l'obbligo giuridico di ricostruire la parte andata distrutta. Ove, peraltro, l'enfiteuta abbia provveduto a proprie spese alla ricostruzione della parte perita, è applicabile in suo favore la disciplina dettata in tema di miglioramenti ed addizioni di cui all'art. 975 c.c., venendosi, altrimenti, a realizzare un ingiustificato arricchimento del proprietario in danno del medesimo enfiteuta. Rigetta, App. Salerno, 09/12/2008

Cassazione civile sez. II  12 novembre 2013 n. 25428  

 

L'illecita appropriazione acquisitiva di un terreno concesso in enfiteusi produce i medesimi effetti del "perimento del fondo" previsto dall'art. 963 c.c., con lesione del diritto sia del concedente che dell'enfiteuta, sicché il relativo risarcimento va liquidato in favore di ciascuno, in relazione al valore dei rispettivi diritti.

Cassazione civile sez. I  28 aprile 1998 n. 4320  

 

In tema di enfiteusi, l'acquisto del carattere edificatorio da parte di un terreno in precedenza rustico, determinato da norme urbanistiche, o la diversa destinazione allo stesso assegnata dall'enfiteuta, non possono essere equiparati al perimento del fondo e causare l'estinzione del diritto, in quanto l'ipotesi estintiva prevista dall'art. 963 c.c. presuppone la totale distruzione del bene ("interitus rei") e l'impossibilità di esercizio del diritto stesso, per il venir meno del suo oggetto.

Cassazione civile sez. II  09 agosto 1990 n. 8087  

 

In tema di enfiteusi, l'acquisto del carattere edificatorio da parte di un terreno in precedenza rustico, determinato da norme urbanistiche, o la diversa destinazione allo stesso assegnata dall'enfiteuta non possono essere equiparati al perimento del fondo e causare la estinzione del diritto, in quanto l'ipotesi estintiva prevista dall'art. 963 c.c. presuppone la totale distruzione del bene (interitus rei) e l'impossibilità di esercizio del diritto stesso, per il venire meno del suo oggetto.

Cassazione civile sez. II  09 agosto 1990 n. 8087

 

Il perimento del fondo, che comporta l'estinzione dell'enfiteusi ai sensi dell'art. 963 c.c., ricorre nell'ipotesi di sua materiale distruzione, perché ad essa consegue l'impossibilità di usarlo secondo la sua normale (o qualsiasi altra) destinazione, onde non può parlarsi di perimento quando il fondo venga soltanto destinato ad uso diverso da quello originario (nella specie edificatorio anziché agricolo).

Cassazione civile sez. II  08 febbraio 1989 n. 782  

 



 
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