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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 965 codice civile: Disponibilità del diritto dell’enfiteuta

L’enfiteuta può disporre del proprio diritto, sia per atto tra vivi, sia per atto di ultima volontà.

Per l’alienazione del diritto dell’enfiteuta non è dovuta alcuna prestazione al concedente.

Nell’atto costitutivo può essere vietato all’enfiteuta di disporre per atto tra vivi, in tutto o in parte, del proprio diritto, per un tempo non maggiore di venti anni.

Nel caso di alienazione compiuta contro tale divieto, l’enfiteuta non è liberato dai suoi obblighi verso il concedente ed è tenuto a questi solidalmente con l’acquirente (1).


Commento

Disponibilità: possibilità di trasferire il proprio diritto o costituire sullo stesso diritti di minor entità e risponde alla vastità di estensione dell’enfiteusi.

 

 

(1) La norma sancisce la responsabilità solidale del vecchio enfiteuta per tutta la durata del rapporto. La sanzione della responsabilità solidale del cedente può essere accostata all’obbligo di risarcire i danni, ove sussistano.

 


Giurisprudenza annotata

 

Espropriazione

A norma dell'art. 965 c.c. l'enfiteuta ha la piena disponibilità giuridica del solo diritto enfiteutico e non può, pertanto, trasferire ad altri un diritto diverso come quello di proprietà del fondo (che è rimane — come appunto dedotto in ricorso — nella disponibilità negoziale del concedente), ma, sotto il profilo del procedimento espropriativo e del diritto all'indennità di esproprio, la norma considera l'enfiteuta sullo stesso piano del concedente proprietario, col quale è destinato a concorrere alla percezione dell'indennità in ragione del valore attribuibile ai relativi diritti.

T.A.R. Catania (Sicilia) sez. III  21 novembre 2013 n. 2801  

 



 
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