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Art. 973 codice civile: Clausola risolutiva espressa

La dichiarazione del concedente di valersi della clausola risolutiva espressa non impedisce l’esercizio del diritto di affrancazione.


Giurisprudenza annotata

Enfiteusi

In tema d'enfiteusi, gli inderogabili principi fissati dagli art. 972 e 973 c.c., circa la prevalenza del diritto potestativo di affrancazione spettante all'enfiteuta, ed il conseguente condizionamento ad esso del diritto del concedente di ottenere la devoluzione o risoluzione, ancorché in relazione all'operatività di clausola risolutiva espressa, comportano che l'accoglimento della domanda dell'enfiteuta con pronuncia (costitutiva) di affrancazione, se trova ostacolo nel giudicato sulla devoluzione o risoluzione del rapporto, formatosi prima della data della proposizione della domanda stessa, non resta escluso dalla mera pendenza a detta data del procedimento promosso per la devoluzione o risoluzione, nè dalla circostanza che tale procedimento, anziché venir sospeso a norma dell'art. 295 c.p.c., prosegua e si concluda con sentenza definitiva di devoluzione o risoluzione, rimanendo questa sentenza subordinata all'esito del giudizio di affrancazione, e quindi travolta e vanificata dalla successiva pronuncia che disponga l'affrancazione.

Cassazione civile sez. III  02 marzo 1985 n. 1796  

Il comma 2 dell'art. 10 della l. 18 dicembre 1970 n. 1138, stabilendo che le domande di riscatto e di devoluzione esercitate dal concedente non precludono in nessun caso all'enfiteuta il diritto d'affrancazione, riconosce l'assoluta prevalenza delle domande d'affrancazione su quelle di riscatto e di devoluzione, pur se tali ultime domande salvo solo il limite costituito dalla formazione del giudicato riguardo ad esse - siano state proposte in relazione a fatti comportanti, secondo la disciplina previgente, la preclusione del diritto d'affrancazione. Detta norma - se non ha carattere retroattivo per quanto attiene al rapporto tra affrancazione e devoluzione, attesa la natura costitutiva ex nunc della pronuncia sulla domanda di devoluzione - ha invece carattere retroattivo per quanto attiene al rapporto tra affrancazione e riscatto (oltre che per quanto concerne il rapporto tra affrancazione e clausola risolutiva espressa ex art. 973 c.c.), comportando l'eliminazione di un effetto (consolidamento del diritto di proprietà ed estinzione dell'enfiteusi) altrimenti definitivamente conseguito alla stregua della precedente disciplina, stante l'efficacia costitutiva della dichiarazione di riscatto e la natura meramente dichiarativa della pronuncia giudiziale in ordine ad essa.

Cassazione civile sez. II  29 aprile 1982 n. 2705  

Le modificazioni legislative degli art. 966, 972 e 973 c.c. (art. 8 e 9 l. 22 luglio 1966 n. 607 e 10 l. 18 dicembre 1970 n. 1138) pur statuendo la prevalenza della domanda di affrancazione su quella di devoluzione nell'enfiteusi, non hanno toccato la disposizione di cui all'art. 272 n. 2, c.c. che consente la devoluzione del fondo in caso di morosità per due anni di canone, non purgata prima della sentenza di I grado. Tale disposizione di favore per l'enfiteuta si pone in deroga ai principi generali in materia di risoluzione dei contratti, che non possono essere più adempiuti dopo la domanda di risoluzione ai sensi dell'art. 1453 c.c.

Tribunale Palermo  14 aprile 1980



 
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