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Art. 980 codice civile: Cessione dell’usufrutto

L’usufruttuario può cedere il proprio diritto per un certo tempo o per tutta la sua durata, se ciò non è vietato dal titolo costitutivo (1) (2).

La cessione dev’essere notificata al proprietario; finché non sia stata notificata, l’usufruttuario è solidalmente obbligato con il cessionario verso il proprietario.


Commento

Cessione: atto negoziale che realizza la successione a titolo particolare di un soggetto nella posizione giuridica di altro soggetto.

 

 

(1) L'usufruttuario non può cedere in via temporanea il proprio diritto al nudo proprietario, giacché ciò determina la scomparsa dell’usufrutto per consolidazione.

 

(2) L’autonomia delle parti può vietare la cessione del diritto di usufrutto, con un atto avente efficacia reale, e quindi opponibile erga omnes, se regolarmente trascritto.

 


Giurisprudenza annotata

Usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà

A norma degli art. 979 e 980 c.c. la durata dell'usufrutto non può eccedere la vita dell'usufruttuario, il quale, peraltro, può cedere il suo diritto per un certo tempo o per tutta la sua durata. La temporaneità del diritto, pertanto, esclude che esso possa formare oggetto di disposizione testamentaria o ricadere nell'ambito di una successione "mortis causa"; tuttavia, una volta che l'usufrutto sia stato ceduto per atto "inter vivos", esso, fino alla morte dell'originario e primo usufruttuario, si rende suscettibile di successione "mortis causa" ove l'originario cessionario deceda prima del cedente, e, se il cessionario in questione non ne abbia disposto per atto di ultima volontà, esso si trasmette per legge agli eredi dello stesso (ed è suscettibile di successive trasmissioni "mortis causa"), non essendosi estinto e continuando a far parte del patrimonio relitto fino alla sua estinzione per morte del primo usufruttuario.

Cassazione civile sez. II  27 marzo 2002 n. 4376  

L'usufruttuario può cedere temporaneamente l'esercizio del suo diritto, conferendo al cessionario tutti i poteri inerenti e caratterizzanti il suo diritto reale, ma non il solo godimento di tale diritto, mediante un contratto di locazione che, ai sensi dell'art. 1571 c.c., può avere oggetto solo una cosa mobile o immobile.

Cassazione civile sez. III  27 ottobre 1992 n. 11687  

Mentre non è configurabile la cessione temporanea del diritto di usufrutto a favore del nudo proprietario, in quanto ciò comporta la estinzione per consolidazione ai sensi dell'art. 1014 n. 2 c.c., senza possibilità che, allo spirare del pattuito termine della cessione, si verifichi la reviviscenza dell'usufrutto ormai estinto e ben possibile, invece, la cessione temporanea dell'esercizio del diritto di usufrutto, poiché esso comporta il conferimento al cessionario delle sole facoltà di uso e di godimento della cosa, senza trasferimento del diritto, dando luogo ad un rapporto obbligatorio - costituito dall'impegno del cedente (che conserva la titolarità dell'usufrutto) di lasciare esercitare al cessionario tutti i poteri inerenti a tale diritto che, pur presentando delle affinità, si distingue dall'affitto di fondo rustico, sicché è da escludere, trattandosi di un negozio atipico, l'assoggettabilità del rapporto, al regime vincolistico previsto per i contratti di affitto di fondo rustico le cui norme, stante il loro carattere cogente, non sono suscettibili di interpretazione analogica.

Cassazione civile sez. III  08 gennaio 1981 n. 172

Tutela e curatela

L'alienazione di un diritto reale, quale l'usufrutto o l'assunzione dell'obbligo di alienarlo, costituiscono di per sè atti di straordinaria amministrazione, per cui è necessaria l'autorizzazione del tribunale a termini degli art. 394 e 424 c.c.

Cassazione civile sez. II  10 marzo 1980 n. 1592  



 
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Commenti
11 Lug 2016 andrea Meli

usufrutto
Salve,
Mio padre e venuto a mancare da 2 anni,(08-04-2014) lascia un testamento a noi figli ( 4) parte di un terreno agricoli in parte uguale , nel mese di marzo mio fratello con mia madre di eta 86 anni ,si recano dal notaio e pubblicano il testamento ,all’insaputa dei rimanti 3 figli. in secondo tempo vengo a conoscenza che non e solo 1 ma due . 1 pubblico gia dal 2004 compilato dl notaio e (2 )con scrittura privata , dove mia madre a l’ usufrutto . oggi mio fratello mi chiede se lascio la restante eredita dei fabbricati in paese mi fa togliere l’usufrutto del terreno . e mi minaccia che vuole che il terreno sia solo mia madre a decidere di darlo in affitto altre persone. nel frattempo scopro che mio fratello maggiore di nascosto si reca dal notaio con mia madre e si fa fare un atto a favore della figlia di mio fratello per accudirla. come posso tutelarmi per la mia parte d’Eredita. grazie per la suo tempo prezioso , che mi dia una risposta chiara .

 
23 Ago 2016 nodari Ivano

Buon giorno, avrei un quesito da chiedere, mio padre ha donato a mia figlia un appartamento con l’uso frutto per lui, poi ho avuto una separazione con conseguenza affidamento dei figli alla mamma , mio padre ormai 80 enne vorrebbe cedermi l’usufrutto della casa, lo si può fare ?
grazie per l’ospitalità Nodari I