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Art. 983 codice civile: Accessioni

L’usufrutto si estende a tutte le accessioni della cosa.

Se il proprietario dopo l’inizio dell’usufrutto, con il consenso dell’usufruttuario, ha fatto nel fondo costruzioni o piantagioni, l’usufruttuario è tenuto a corrispondere gli interessi sulle somme impiegate. La norma si applica anche nel caso in cui le costruzioni o piantagioni sono state fatte per disposizione della pubblica autorità.


Giurisprudenza annotata

Proprietà

La legittimazione passiva in ordine all’azione di riduzione in pristino conseguente all’esecuzione, su immobile concesso in usufrutto, di opere edilizie illegittime, perché realizzate in violazione delle distante legali, spetta al nudo proprietario, potendosi riconoscere all’usufruttuario il solo interesse a spiegare nel giudizio intervento volontario “ad adiuvandum”, ai sensi dell’art. 105, comma 2, c.p.c., volto a sostenere le ragioni del nudo proprietario alla conservazione del suo immobile, anche quando le opere realizzate a distanza illegittima abbiano riguardato sopravvenute accessioni sulle quali si sia esteso il godimento spettante all’usufruttuario in conformità dell’art. 983 c.c..

Tribunale Nocera Inferiore sez. II  20 settembre 2013 n. 1019

Usufrutto, uso, abitazione, nuda proprietà

L'eventuale mancato adempimento dell'obbligo di corrispondere gli interessi (sulle somme impiegate in caso di realizzazione di nuove opere) al nudo proprietario non consente a quest'ultimo di vietare l'uso e il godimento delle nuove opere, poiché per l'art. 983 comma 1 c.c. il diritto dell'usufruttuario si estende immediatamente alle accessioni e non è sottoposto ad alcun onere preventivo. L'inadempimento dell'obbligo in esame non vale, quindi, a escludere l'equiparabilità alla proprietà dell'usufrutto su un altro immobile (derivante da accessione al fondo originariamente unico oggetto del diritto reale limitato), ai fini dell'acquisto da parte del conduttore di un immobile di ente pubblico, ai sensi del d.l. n. 351 del 2001.

Consiglio di Stato sez. VI  14 agosto 2012 n. 4577

L'eventuale mancato adempimento dell'obbligo di corrispondere gli interessi (sulle somme impiegate in caso di realizzazione di nuove opere) al nudo proprietario non consente a quest'ultimo di vietare l'uso e il godimento delle nuove opere, poiché a norma del comma 1 dell'art. 983 c.c. il diritto dell'usufruttuario si estende immediatamente alle accessioni e non è sottoposto ad alcun onere preventivo. (Conferma Tar Abruzzo, n. 123/2008).

Consiglio di Stato sez. VI  14 agosto 2012 n. 4577  

Distanze legali

La legittimazione passiva in ordine all'azione di riduzione in pristino conseguente all'esecuzione, su immobile concesso in usufrutto, di opere edilizie illegittime, perché realizzate in violazione delle distante legali, spetta al nudo proprietario, potendosi riconoscere all'usufruttuario il solo interesse a spiegare nel giudizio intervento volontario ad adiuvandum, ai sensi dell'art. 105, comma 2, c.p.c., volto a sostenere le ragioni del nudo proprietario alla conservazione del suo immobile, anche quando le opere realizzate a distanza illegittima abbiano riguardato sopravvenute accessioni sulle quali si sia esteso il godimento spettante all'usufruttuario in conformità dell'art. 983 c.c..

Cassazione civile sez. II  11 marzo 2010 n. 5900  

In ordine all'azione di riduzione in pristino conseguente all'esecuzione, su immobile concesso in usufrutto, di opere edilizie illegittime, perché realizzate in violazione delle distanze legali, la legittimazione passiva spetta al nudo proprietario e non anche all'usufruttuario, sotto il profilo dell'esistenza di un suo interesse alla conservazione dell'immobile così come incrementato dalle opere "ex adverso" denunciate, potendo un tale interesse legittimare esclusivamente l'usufruttuario stesso a spiegare un intervento "ad adiuvandum".

Cassazione civile sez. II  11 marzo 2010 n. 5900  

Imposte

In tema di i.r.pe.f., fra gli oneri deducibili dall'usufruttuario, ai sensi dell'art. 10, comma 1, lett. b), del d.P.R. n. 917 del 1986, nel testo, applicabile alla controversia, risultante dalle modifiche apportate dall'art. 10 d.l. n. 384 del 1992, convertito nella legge 438 del 1992, rientrano solo quelli riconducibili alla previsione dell'art. 1008, comma 1, c.c. (imposte, canoni, rendite fondiarie e gli altri pesi gravanti sul reddito), non anche gli interessi corrisposti, ai sensi dell'art. 983 c.c., sulle somme impiegate nel fondo dal nudo proprietario, per costruzioni (o piantagioni) godute dal titolare del diritto reale parziario, atteso che queste ultime, a differenza delle prime, attengono al solo lato interno del rapporto tra i diversi titolari dei diritti reali incidenti sul bene e, se dedotte, ridurrebbero la materia imponibile in modo non ragionevolmente difforme rispetto a quanto accadrebbe ove quel medesimo reddito fosse posseduto - invece - dal proprietario.

Cassazione civile sez. trib.  26 aprile 2002 n. 6052  



 
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